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Analisi settimanale 16-22/03/2015

La Fed finirà per perdere la pazienza?

Questa settimana, tutte le preoccupazioni per la Grecia, il rallentamento della crescita in Cina o altri dati economici passeranno in secondo piano, dal momento che gli investitori si preparano per l’attrazione principale della settimana, vale a dire la decisione sui tassi del FOMC (Federal Open Market Committee, Comitato federale del mercato aperto).

Da molto tempo ormai, la maggior parte degli investitori aspetta un rialzo dei tassi da parte della Fed, forse già nel mese di Giugno. A ogni riunione della Fed, la tensione e il dramma che l’accompagnano crescono. Questa settimana, gli investitori si aspettano un cambiamento molto importante nel tono della dichiarazione della Fed, dalla quale dovrebbe scomparire infine la parola “pazienza”. Nelle ultime dichiarazioni politiche, la Fed aveva sostituito il suo impegno per i tassi di interesse bassi per un periodo prolungato di tempo con la parola “pazienza”, implicando che era necessaria una certa dose di pazienza prima che i tassi potessero aumentare. Ma questa settimana, dopo che il dato sui lavoratori non agricoli (NFP) aveva superato quota 295 mila quindici giorni fa, la Fed dovrebbe finalmente mettere al bando la pazienza e prepararci per un aumento dei tassi, che dovrebbe diventare realtà nel corso di una delle prossime sedute. Se, infatti, questo cambiamento si verificherà, sarà a dir poco drammatico, perché dopo quasi sette anni, per la prima volta la Fed è finalmente pronta a stringere i cordoni della borsa. Per gli investitori nel FX ciò potrebbe portare a un’ulteriore ondata di acquisti in dollari, anche dopo i forti guadagni degli ultimi mesi. Per Wall Street, ciò potrebbe smorzare l’appetito degli investitori nei confronti di una maggiore spinta al rialzo degli indici. Per quanto riguarda le materie prime, i tassi più elevati tendono a imporre un sentimento ribassista, almeno nel breve termine. In altre parole, se questo è veramente quanto sta accadendo ai piani alti della Fed, allora è una ricetta per un dollaro che sale ancora e tutto il resto che scende, almeno sul breve termine. Tuttavia, se Yellen si dimostrerà più pessimista del previsto e continuerà a pronunciare la parola “pazienza” nella propria dichiarazione, Wall Street e il settore delle materie prime potrebbero tirare un sospiro di sollievo, mentre il profit taking potrebbe produrre una flessione del dollaro.

Nuove pressioni sulla sterlina?

Si ha l’impressione che le speranze dei compratori della sterlina, esattamente come quelle dei compratori del dollaro, dipendano dal mercato del lavoro. Mentre l’inflazione contenuta pone un grosso punto di domanda sull’aumento dei tassi, gli investitori in sterline sperano che una crescita sostenuta del mercato del lavoro possa consentire un rialzo dei salari, con una conseguente ripresa dell’inflazione. Come è lecito attendersi, ciò riporterebbe all’ordine del giorno un aumento dei tassi da parte della Gran Bretagna. Come ci si potrebbe aspettare, questo scenario sarebbe molto apprezzato tra i tori (acquirenti) della sterlina, mentre delineerebbe un quadro piuttosto preoccupante per gli orsi (venditori). Con orsi (venditori) e tori (acquirenti) impegnati in una competitiva battaglia per la supremazia nei confronti del sentimento della sterlina, nel corso della settimana si prevede un aumento della volatilità della sterlina, in attesa che sia reso noto il dato sulla disoccupazione. Se, infatti, la disoccupazione continuasse a scendere addirittura al di sotto del 5,7% e le retribuzioni crescessero più del 2% su base annua, ciò suggerirebbe che un rialzo dei tassi BoE, pur non imminente e forse nemmeno destinato a verificarsi quest’anno, potrebbe ancora essere presente all’orizzonte. Se davvero fosse così, i tori (acquirenti) della sterlina potrebbero riguadagnare terreno e spingere al rialzo la sterlina nei confronti dei propri pari, forse anche rispetto al dollaro stesso, nel caso in cui la Fed mantenesse un atteggiamento più pessimista rispetto alle attese. Ma se non ci sarà alcuna sorpresa positiva e i verbali della BoE, attesi alla stessa data, rivelassero una BoE prudente, conformemente alle attese, gli short sulla sterlina potrebbero cominciare a farsi sentire e spingere al ribasso la valuta rispetto al dollaro, con una correzione contro euro e yen.

Parliamo di affari

Il gioco si chiama “pazienza”. Se la Fed toglierà la parola “pazienza” dalla dichiarazione politica di mercoledì, innescherà un cambiamento nei mercati in preparazione per un rialzo dei tassi negli Stati Uniti, forse già nel mese di giugno. Ciò tende naturalmente va a favore del dollaro rispetto ai suoi diretti concorrenti, mentre a Wall Street, almeno nel breve periodo, ciò potrebbe significare un profit taking. Le materie prime, che sono già su un terreno infido, saranno esposte a ulteriori vendite allo scoperto. Se, tuttavia, la Fed continuerà a parlare di pazienza, aumenterebbero le congetture che la Fed non è pronta a un rialzo dei tassi nel corso dei mesi estivi. Ciò potrebbe portare al profit taking sul dollaro atteso da tempo, mentre Wall Street e le materie prime potrebbero risalire.

Cosa bolle in pentola

Decisione sui tassi della BoJ (martedì) –  Dopo i tiepidi risultati dell’economia giapponese, molti si aspettano un ulteriore allentamento da parte della BoJ. Se infatti la BoJ proponesse un ulteriore easing nel corso della riunione di questa settimana, le coppie con lo yen potrebbero consolidarsi, a fronte di uno yen che perde terreno (le coppie con lo yen aumentano quando lo yen scende).

Inflazione dell’Eurozona (martedì) –  Poiché la bassa inflazione nell’Eurozona è la ragione fondamentale del quantitive easing della BCE, il risultato potrebbe avere un impatto significativo sul sentiment nei confronti dell’euro. Se il CPI (inflazione) scendesse ulteriormente rispetto al mese scorso (-0,6% su base annua), l’euro potrebbe essere soggetto a ulteriori pressioni di vendita.

Verbali della BoE (mercoledì) – La BoE assumerà un atteggiamento prudente o aggressivo? Dopo i verbali prudenti del mese scorso, un approccio ancora pessimista potrebbe sminuire l’appetito nei confronti della sterlina.

Disoccupazione nel Regno Unito (mercoledì) –  Se la disoccupazione nel Regno Unito scenderà al di sotto del 5,7% e si avvicinerà alla piena occupazione, congiuntamente ad un maggiore ottimismo della BoE, la sterlina potrebbe recuperare terreno.

Decisione sui tassi del FOMC (mercoledì) – L’evento principale di questa settimana. Se la Fed decide mettere da parte la parola “pazienza”, questa potrebbe essere un segnale che si sta avvicinando un aumenti dei tassi e quindi dare il via all’appetito per il dollaro.

Decisione sui tassi della BNS (giovedì) –  La Banca Nazionale Svizzera taglierà i tassi dell’1%? Se la BNS taglierà ulteriormente i tassi, allora il CHF potrebbe risentirne pesantemente, soprattutto nei confronti del dollaro USA.

Grafico della settimana – Oro

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