{"id":1297378,"date":"2026-10-29T13:24:28","date_gmt":"2026-10-29T11:24:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.etoro.com\/?p=1297378"},"modified":"2026-10-29T13:24:28","modified_gmt":"2026-10-29T11:24:28","slug":"investimenti-ai-cassa-ritorni-capex","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etoro.com\/it\/news-and-analysis\/market-insights\/investimenti-ai-cassa-ritorni-capex\/","title":{"rendered":"Crescere non basta pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono giornate nelle quali il problema non \u00e8 trovare notizie, ma riuscire a distinguere quelle che contano davvero. La decisione della Fed, l&#8217;appuntamento odierno con la BCE, le trimestrali di Microsoft e Alphabet, i risultati record di Samsung e quelli appena pubblicati da STM e Prysmian. Sullo sfondo, un petrolio vicino ai 116 dollari al barile, il gas europeo tornato a quota 100 euro per megawattora e una manovra italiana che torna a fare cassa su Piazza Affari.<\/p>\n<p>Wall Street ha chiuso ieri in rialzo, con l&#8217;S&amp;P 500 a +0,28% e il Nasdaq 100 a +0,55%, mentre in Europa lo Stoxx 600 ha guadagnato appena lo 0,07%. Numeri che restituiscono solo parzialmente quanto accaduto sotto la superficie degli indici. A Milano Stellantis \u00e8 balzata del 15,38%, mentre in Europa Adyen ha perso circa il 13% e Thyssenkrupp il 17%. Movimenti difficili da ricondurre a una semplice distinzione tra propensione e avversione al rischio. Il mercato sta diventando molto pi\u00f9 esigente nei confronti delle singole storie societarie.<\/p>\n<p>La conferma pi\u00f9 evidente \u00e8 arrivata dopo la chiusura americana, quando due protagonisti dell&#8217;intelligenza artificiale hanno presentato risultati che, a prima vista, sembravano raccontare la stessa storia di crescita. Le reazioni, per\u00f2, sono state opposte.<\/p>\n<p>Alphabet ha ceduto circa il 10% nelle contrattazioni successive alla chiusura, nonostante Google Cloud abbia pi\u00f9 che raddoppiato i ricavi, raggiungendo 30,7 miliardi di dollari, e pi\u00f9 che triplicato l&#8217;utile operativo, salito a 11,1 miliardi. I margini sono passati dal 23,7% al 36,2%, con una leva operativa impressionante: per ogni 100 dollari di fatturato aggiuntivo, il Cloud ha generato oltre 48 dollari di nuovo utile operativo. Il portafoglio degli impegni contrattuali ha raggiunto 561 miliardi, dei quali oltre il 55% dovrebbe trasformarsi in ricavi nei prossimi 24 mesi. La domanda di infrastrutture e servizi AI continua quindi a sostenere una crescita eccezionale, accompagnata da un miglioramento altrettanto importante della redditivit\u00e0 della divisione.<\/p>\n<p>Il fatturato complessivo, pari a 127,6 miliardi, \u00e8 rimasto per\u00f2 sotto le attese di circa 128,2 miliardi, mentre la pubblicit\u00e0, con 82 miliardi di ricavi, ha mancato il consenso di circa 1,5 miliardi. Soprattutto, la crescita dei ricavi di Search \u00e8 rallentata dal 17% al 12%, proprio mentre Google sta spostando gli utenti verso nuove modalit\u00e0 di ricerca basate sull&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1297405 size-full\" src=\"https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-103704.png\" alt=\"Andamento dei ricavi pubblicitari di Google Search e rallentamento della crescita nel 2026\" width=\"971\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-103704.png 971w, https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-103704-300x175.png 300w, https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-103704-768x449.png 768w\" sizes=\"(max-width: 971px) 100vw, 971px\" \/><\/p>\n<p>La diffusione di AI Mode sta modificando il modo in cui gli utenti interagiscono con il motore di ricerca e, almeno per il momento, la monetizzazione pubblicitaria di queste nuove esperienze rimane inferiore rispetto a quella delle ricerche tradizionali. Il rallentamento dei ricavi risente anche di una base di confronto pi\u00f9 impegnativa, ma la trasformazione del modello pubblicitario rappresenta una questione particolarmente delicata per un gruppo che proprio attraverso Search ha finanziato per anni buona parte della propria espansione.<\/p>\n<p>A rendere pi\u00f9 complessa la situazione sono i costi dell&#8217;intelligenza artificiale. Il free cash flow trimestrale \u00e8 risultato negativo per 9,1 miliardi di dollari, per il secondo trimestre consecutivo. A pesare sono stati 51,4 miliardi di investimenti, l&#8217;accumulo di scorte legate ai sistemi TPU e un pagamento straordinario di 5,2 miliardi alla Commissione europea. Escludendo aritmeticamente quest&#8217;ultima voce, il free cash flow sarebbe comunque rimasto negativo per circa 3,9 miliardi. Alphabet prevede un capex compreso tra 195 e 205 miliardi di dollari nel 2026, con un ulteriore aumento significativo atteso nel 2027. Anche l&#8217;utile netto \u00e8 stato penalizzato da perdite per 8,7 miliardi sulle partecipazioni azionarie, in larga parte riconducibili a SpaceX, che hanno contribuito a portare l&#8217;utile contabile a 2,12 dollari per azione. Il risultato va quindi letto distinguendo la redditivit\u00e0 operativa dalle oscillazioni di valore degli investimenti finanziari.<\/p>\n<p>Un margine operativo del 32% a livello consolidato e del 36,2% sul Cloud dimostrano la capacit\u00e0 di generare profitti sui ricavi, ma non misura ancora il rendimento del capitale necessario per produrli. Il mercato sta quindi cercando di capire quanto tempo occorrer\u00e0 perch\u00e9 la crescita della domanda AI riesca a remunerare il capitale necessario a soddisfarla. Ed \u00e8 una domanda particolarmente rilevante per una societ\u00e0 i cui impegni futuri tra acquisti di risorse, energia e locazioni di infrastrutture hanno ormai superato complessivamente il trilione di dollari. Non si tratta interamente di debito finanziario, ma rappresentano comunque obbligazioni economiche che richiederanno risorse negli anni a venire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1297379 size-full\" src=\"https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-104138.png\" alt=\"Confronto tra investimenti, cash flow operativo e free cash flow di Alphabet nel 2026\" width=\"1000\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-104138.png 1000w, https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-104138-300x174.png 300w, https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-104138-768x446.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p>Microsoft ha presentato risultati pi\u00f9 favorevoli sotto il profilo della generazione di liquidit\u00e0. I ricavi sono cresciuti del 19%, raggiungendo 92,3 miliardi di dollari, mentre Azure ha registrato un&#8217;espansione del 48%, con un fatturato di 33,2 miliardi. Per il trimestre in corso la societ\u00e0 prevede un&#8217;ulteriore accelerazione della crescita del Cloud, fino al 49-50%. Ma il dato che ha probabilmente contribuito maggiormente alla reazione positiva del titolo \u00e8 il free cash flow di 18,6 miliardi di dollari, circa 10 miliardi oltre le aspettative degli analisti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1297431\" src=\"https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-132207.png\" alt=\"Ricavi trimestrali Microsoft e crescita di Azure nel 2026\" width=\"976\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-132207.png 976w, https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-132207-300x166.png 300w, https:\/\/www.etoro.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Screenshot-2026-10-29-132207-768x426.png 768w\" sizes=\"(max-width: 976px) 100vw, 976px\" \/><\/p>\n<p>Anche Microsoft sta investendo somme enormi. Il capex trimestrale ha raggiunto 45,2 miliardi, aumentando del 30% rispetto a un anno fa. Il risultato \u00e8 inferiore ai 50 miliardi previsti, soprattutto per il rinvio nella consegna di capacit\u00e0 infrastrutturale da parte di fornitori esterni. La societ\u00e0 non ha ridimensionato il proprio programma di espansione: per il prossimo trimestre sono attesi investimenti superiori ai 50 miliardi, destinati ad aumentare ulteriormente nei primi mesi del 2027. La capacit\u00e0 di finanziare internamente una parte considerevole di questi investimenti sta diventando particolarmente rilevante per gli investitori, soprattutto dopo la crescente attenzione verso l&#8217;indebitamento degli operatori specializzati nei data center. Microsoft dispone di una generazione di cassa che continua ad accompagnare l&#8217;espansione delle attivit\u00e0 AI, mentre Alphabet deve affrontare contemporaneamente l&#8217;aumento degli investimenti e la trasformazione del proprio modello pubblicitario. Anche Microsoft presenta comunque elementi da monitorare, tra cui la crescente dipendenza commerciale dall&#8217;ecosistema OpenAI, i cui accordi hanno contribuito per circa 10 miliardi ai ricavi trimestrali.<\/p>\n<p>Le indicazioni sugli investimenti offrono inoltre un altro elemento di valutazione per la filiera tecnologica. Dopo diversi trimestri caratterizzati da continui aumenti dei programmi di capex, le ultime comunicazioni delle grandi societ\u00e0 americane non hanno prodotto revisioni altrettanto significative. La spesa programmata rimane enorme e continua a sostenere le prospettive dei fornitori di semiconduttori e infrastrutture, ma una parte importante della crescita futura \u00e8 gi\u00e0 incorporata nelle aspettative. Per alimentare ulteriori revisioni degli utili sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante verificare la realizzazione degli investimenti annunciati e la loro eventuale accelerazione.<\/p>\n<p>Una sensibilit\u00e0 simile nei confronti dell&#8217;impiego del capitale \u00e8 emersa anche in Corea del Sud. Samsung ha pubblicato ricavi trimestrali record per 195.300 miliardi di won e un utile operativo senza precedenti di 107.400 miliardi, sostenuto dall&#8217;espansione della domanda di memorie per l&#8217;intelligenza artificiale. Le prospettive industriali rimangono favorevoli e la capacit\u00e0 produttiva delle memorie HBM pi\u00f9 avanzate continua a essere oggetto di una domanda straordinaria. Il titolo ha tuttavia perso circa il 4% a Seul. A deludere hanno contribuito un utile operativo della divisione semiconduttori leggermente inferiore alle aspettative e la scelta di aumentare di oltre il 60% gli investimenti annuali, fino a 84.400 miliardi di won, senza fornire indicazioni definitive sulla distribuzione aggiuntiva di capitale agli azionisti. Samsung ha gi\u00e0 delineato un programma significativo di remunerazione per il 2026, ma definir\u00e0 soltanto a gennaio gli importi finali e le modalit\u00e0 delle ulteriori distribuzioni. La concorrente SK Hynix, nel frattempo, ha annunciato un programma complessivo di ritorni agli azionisti da 45 miliardi di dollari, contribuendo ad alimentare il confronto tra le due societ\u00e0. La domanda di semiconduttori rimane quindi particolarmente robusta, mentre aumentano le risorse necessarie per ampliare la capacit\u00e0 produttiva. Samsung sta accelerando gli investimenti anche per rafforzare la propria posizione competitiva nelle memorie pi\u00f9 avanzate, un segmento nel quale SK Hynix conserva un vantaggio importante. La sostenibilit\u00e0 dei margini raggiunti durante l&#8217;attuale fase di scarsit\u00e0 dell&#8217;offerta dipender\u00e0 anche dalla velocit\u00e0 con cui i produttori riusciranno ad aumentare la capacit\u00e0 disponibile nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Questo cambiamento delle aspettative incontra un contesto monetario che offre sempre meno spazio alla pazienza. Ieri la Federal Reserve ha mantenuto i tassi nell&#8217;intervallo 3,75-4%, dopo il rialzo di settembre. Una pausa largamente prevista, ma accompagnata da due voti contrari, quelli di Lisa Cook e Beth Hammack, favorevoli a un ulteriore aumento di 25 punti base. Kevin Warsh non ha fornito indicazioni precise sulla prossima decisione, ma la Fed ha modificato la valutazione dell&#8217;attivit\u00e0 economica americana, passando da una crescita definita solida a una forte. Un cambiamento apparentemente modesto, che assume un significato diverso quando l&#8217;inflazione continua a mantenersi ben sopra l&#8217;obiettivo e gli investimenti delle grandi aziende tecnologiche contribuiscono a sostenere la domanda.<\/p>\n<p>La pausa di ottobre non equivale quindi alla conclusione della stretta monetaria. E lo stesso interrogativo accompagna la riunione odierna della BCE, dalla quale il mercato si aspetta tassi invariati, con il deposito al 2,5%. Francoforte si trova davanti a un problema ancora pi\u00f9 delicato. I prezzi del gas europeo hanno raggiunto ieri i 100 euro per megawattora per la prima volta dal dicembre 2022, mentre il Brent si muove vicino ai 116 dollari. Le scorte europee sono attorno al 75%, con una Germania significativamente meno preparata rispetto all&#8217;Italia ad affrontare l&#8217;inverno. Il rischio non riguarda soltanto il costo immediato delle bollette, ma la possibilit\u00e0 che uno shock energetico prolungato torni a trasmettersi ai prezzi industriali, ai servizi e alle richieste salariali. Allo stesso tempo, i rendimenti obbligazionari sono gi\u00e0 saliti, restringendo le condizioni finanziarie senza che la BCE debba intervenire direttamente. Christine Lagarde dovr\u00e0 dunque valutare due forze che spingono in direzioni opposte: un&#8217;energia pi\u00f9 costosa che rischia di alimentare l&#8217;inflazione e un aumento dei costi di finanziamento che pu\u00f2 frenare l&#8217;economia. Il mercato guarder\u00e0 soprattutto alla possibilit\u00e0 di un nuovo rialzo a dicembre e alla valutazione degli effetti di secondo impatto dello shock energetico, senza trascurare eventuali indicazioni sulle tensioni del mercato obbligazionario francese.<\/p>\n<p>A Piazza Affari, intanto, la seduta di ieri \u00e8 stata dominata da Stellantis, protagonista di un rialzo del 15,38% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali e la conference call con il management. Un movimento particolarmente ampio considerando che i ricavi del gruppo sono aumentati appena dell&#8217;1%, raggiungendo 37,6 miliardi di euro, mentre il margine operativo rettificato si \u00e8 fermato allo 0,7%. L&#8217;utile operativo rettificato \u00e8 salito da 90 a 256 milioni, una crescita del 184% favorita anche da una base di confronto estremamente contenuta. Il free cash flow industriale \u00e8 rimasto negativo per circa 4 miliardi, mentre l&#8217;Europa continua a registrare un margine operativo del -2,2%, nonostante il recupero delle consegne.<\/p>\n<p>A sostenere la reazione degli investitori sono state soprattutto le indicazioni di Antonio Filosa sul programma di riduzione dei costi e sulla possibilit\u00e0 di recuperare pi\u00f9 rapidamente la redditivit\u00e0. Il gruppo punta a realizzare almeno il 40% dei 6 miliardi di efficienze a regime entro la fine del 2026 e continua a prevedere un ritorno a un free cash flow industriale positivo nel 2027.<\/p>\n<p>Dopo il forte ridimensionamento delle quotazioni dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, la conferma dei progressi nel piano di ristrutturazione ha probabilmente contribuito a modificare le aspettative degli investitori. Rimane comunque una distanza considerevole tra il recupero che il management prevede nei prossimi esercizi e i margini attualmente registrati. La svolta operativa dovr\u00e0 essere accompagnata da una riduzione dell&#8217;assorbimento di liquidit\u00e0 e da un miglioramento pi\u00f9 consistente della redditivit\u00e0 europea e nordamericana.<\/p>\n<p>Le trimestrali italiane pubblicate questa mattina offrono intanto un&#8217;altra prospettiva sugli investimenti infrastrutturali, soprattutto attraverso i risultati di Prysmian e STMicroelectronics.<\/p>\n<p>Prysmian ha registrato il miglior trimestre della propria storia, superando del 7,3% le aspettative degli analisti sull&#8217;EBITDA rettificato e alzando di 250 milioni di euro la guidance annuale. Il titolo, tuttavia, guadagna appena lo 0,51% al momento della stesura. Una reazione relativamente contenuta per una societ\u00e0 che annuncia di poter superare gi\u00e0 quest&#8217;anno gli obiettivi finanziari originariamente fissati per il 2028.<\/p>\n<p>I ricavi raggiungono 6,42 miliardi di euro, con una crescita organica del 13,1%, in accelerazione rispetto al 9,4% del trimestre precedente. L&#8217;EBITDA rettificato sale del 32,1% a 851 milioni, contro i 793 milioni attesi, mentre il margine raggiunge il 16,8%, guadagnando 200 punti base rispetto al 2025. Particolarmente significativa la performance di Industrial &amp; Construction, che genera 304 milioni di EBITDA, 92 milioni in pi\u00f9 rispetto a un anno fa. Da sola, la divisione contribuisce per circa il 44% all&#8217;incremento complessivo della redditivit\u00e0 del gruppo, prima ancora dell&#8217;ingresso di Atkore nel perimetro di consolidamento. La crescita organica nordamericana raggiunge il 23,7%, sostenuta dal modello operativo di Encore Wire e dalla domanda dei data center. Anche Digital Solutions accelera, portando il margine al 25%, mentre Transmission continua a beneficiare della crescita dei progetti infrastrutturali, con un portafoglio ordini di 16,5 miliardi di euro.<\/p>\n<p>La nuova guidance prevede un EBITDA rettificato compreso tra 3,075 e 3,125 miliardi, rispetto ai precedenti 2,8-2,9 miliardi. La presentazione attribuisce la revisione al miglioramento delle attivit\u00e0 esistenti e al contributo di Atkore, senza quantificare separatamente le due componenti. Il punto intermedio delle nuove previsioni, pari a 3,1 miliardi, supera cos\u00ec i 3,05 miliardi fissati come obiettivo per il 2028. Un traguardo raggiunto con due anni di anticipo, ma anche attraverso un perimetro industriale pi\u00f9 ampio rispetto a quello sul quale erano stati costruiti gli obiettivi originari.<\/p>\n<p>La revisione delle previsioni implica inoltre un quarto trimestre particolarmente impegnativo. Per raggiungere il punto intermedio della guidance, Prysmian dovr\u00e0 generare circa 918 milioni di EBITDA rettificato negli ultimi tre mesi dell&#8217;anno, il 47,6% in pi\u00f9 rispetto al quarto trimestre 2025. Una crescita che beneficer\u00e0 anche del consolidamento di Atkore, senza che la societ\u00e0 abbia quantificato separatamente il contributo dell&#8217;acquisizione.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 significativa \u00e8 la dinamica della liquidit\u00e0. Nei primi nove mesi il free cash flow rettificato, al netto di acquisizioni, dismissioni e impatti antitrust, \u00e8 stato di appena 37 milioni di euro. Per raggiungere il punto intermedio della nuova guidance annuale di 1,8 miliardi, il gruppo dovr\u00e0 quindi generare circa 1,76 miliardi nel solo quarto trimestre. Una concentrazione gi\u00e0 osservata nel 2025, quando negli ultimi tre mesi erano stati prodotti circa 1,4 miliardi, ma che rende particolarmente importante la tempistica degli incassi, l&#8217;evoluzione del capitale circolante e il contributo degli anticipi contrattuali, incluso quello da 550 milioni legato a Molex, la cui contabilizzazione temporale richiede ulteriori chiarimenti.<\/p>\n<p>Il free cash flow degli ultimi dodici mesi \u00e8 comunque salito a 1,43 miliardi, rispetto agli 859 milioni del periodo precedente, mentre l&#8217;indebitamento finanziario netto si \u00e8 ridotto a 2,86 miliardi. Quest&#8217;ultimo dato beneficia anche dell&#8217;aumento di capitale da 847 milioni e precede il completamento finanziario dell&#8217;operazione Atkore, risultando quindi poco rappresentativo dell&#8217;indebitamento pro forma successivo all&#8217;acquisizione.<\/p>\n<p>La reazione contenuta della Borsa arriva dopo risultati operativi superiori al consenso e una revisione importante delle prospettive. Le aspettative gi\u00e0 elevate possono aver contribuito a limitare il rialzo, ma i risultati sollevano anche questioni concrete sulla sostenibilit\u00e0 della crescita. Il margine del 17,6% raggiunto da Industrial &amp; Construction dovr\u00e0 dimostrare di essere ripetibile, mentre il quarto trimestre sar\u00e0 determinante per verificare la conversione della redditivit\u00e0 in liquidit\u00e0. Il miglioramento industriale \u00e8 gi\u00e0 evidente nei risultati; la nuova guidance richiede che prosegua a ritmi ancora pi\u00f9 sostenuti fino alla fine dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>Un anno fa STMicroelectronics doveva fare i conti con fabbriche sottoutilizzate e margini compressi. Oggi Jean-Marc Chery parla di una domanda ampiamente superiore all&#8217;offerta. In dodici mesi \u00e8 cambiato il problema da affrontare, ma la Borsa accoglie i risultati con un rialzo di appena lo 0,59%, nonostante ricavi e redditivit\u00e0 superiori alle aspettative.<\/p>\n<p>I ricavi del terzo trimestre raggiungono 3,76 miliardi di dollari, in crescita del 17,9% su base annua e del 7,7% rispetto al trimestre precedente, superando il punto intermedio della guidance di 3,70 miliardi. Il margine lordo sale al 37,3%, guadagnando 410 punti base rispetto al terzo trimestre 2025, mentre l&#8217;utile operativo pi\u00f9 che raddoppia, da 180 a 367 milioni. Il margine operativo raggiunge il 9,8%, contro il 5,6% di un anno fa. Nei primi nove mesi il fatturato supera i 10,3 miliardi, in crescita del 22,1%, e l&#8217;utile operativo passa da appena 50 a 625 milioni.<\/p>\n<p>La riduzione dei costi legati alla capacit\u00e0 produttiva inutilizzata contribuisce in maniera importante al recupero. Nel terzo trimestre dello scorso anno questi oneri ammontavano a 102 milioni di dollari, contro i 23 milioni attuali. Il miglioramento dei volumi e del mix prodotto sta quindi producendo effetti sempre pi\u00f9 consistenti sulla redditivit\u00e0, dopo una fase nella quale l&#8217;eccesso di capacit\u00e0 aveva penalizzato i risultati operativi.<\/p>\n<p>La ripresa continua per\u00f2 a procedere a velocit\u00e0 differenti. Embedded Processing e RF &amp; Optical Communications generano insieme 412 milioni di utile operativo, contro i 218 milioni di un anno fa, pur rappresentando circa il 46% del fatturato. Il primo beneficia soprattutto della domanda di microcontrollori general purpose, mentre il secondo registra una crescita dei ricavi del 46,2%, con un margine operativo salito al 26,2%. Due attivit\u00e0 che stanno contribuendo in maniera determinante al recupero della redditivit\u00e0 complessiva.<\/p>\n<p>Rimane pi\u00f9 complessa la situazione di Power &amp; Discrete, la divisione che avevamo individuato come principale criticit\u00e0 gi\u00e0 nel 2025. I ricavi tornano a crescere dell&#8217;11,3%, ma la perdita operativa peggiora da 67 a 81 milioni, con un margine negativo del 17,1%. Anche Analog, MEMS &amp; Sensors, ora rafforzata dall&#8217;acquisizione delle attivit\u00e0 NXP, registra una compressione della marginalit\u00e0 su base annua, dal 15,4% al 14,1%. Una parte del portafoglio industriale continua quindi a presentare una redditivit\u00e0 insufficiente, nonostante la ripresa della domanda.<\/p>\n<p>La cassa offre indicazioni pi\u00f9 favorevoli. Il flusso operativo raggiunge 1,02 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto ai 549 milioni del terzo trimestre 2025. Il free cash flow sale a 351 milioni, nonostante investimenti netti aumentati da 401 a 643 milioni. Nei nove mesi il free cash flow resta negativo per 297 milioni, ma incorpora gli 895 milioni spesi per l&#8217;acquisizione delle attivit\u00e0 MEMS di NXP. Escludendo tale esborso, il saldo sarebbe positivo per 598 milioni. La posizione finanziaria netta rimane positiva per circa 2,1 miliardi.<\/p>\n<p>Anche il linguaggio del management \u00e8 cambiato progressivamente nel corso dell&#8217;anno. Ad aprile Chery parlava di domanda in miglioramento. A luglio segnalava le prime tensioni sull&#8217;offerta. Oggi descrive una domanda ben superiore alla capacit\u00e0 disponibile e annuncia nuovi investimenti per sostenerla. La guidance per il quarto trimestre, con ricavi attesi a 4,15 miliardi e margine lordo al 39%, porterebbe il fatturato annuo a circa 14,5 miliardi, in aumento del 22,8% rispetto al 2025.<\/p>\n<p>A sostenere questa accelerazione ci sono anche programmi specifici nei data center AI e nelle comunicazioni satellitari LEO, che stanno progressivamente affiancando i tradizionali motori ciclici del gruppo. Gi\u00e0 a luglio ST aveva aumentato le ambizioni sui ricavi dei data center, portandole oltre un miliardo di dollari nel 2026 e ben oltre due miliardi nel 2027, a condizione che la dinamica commerciale prosegua.<\/p>\n<p>La Borsa ha gi\u00e0 mostrato quanto possano essere impegnative le aspettative su STM. Il 23 aprile, dopo i conti del primo trimestre, il titolo guadagn\u00f2 il 14,1%. Tre mesi dopo, alla pubblicazione del secondo trimestre, arriv\u00f2 una caduta del 17,7%. La reazione contenuta di oggi si inserisce in un percorso nel quale una parte del recupero industriale \u00e8 stata progressivamente anticipata nelle valutazioni.<\/p>\n<p>Dopo aver trascorso il 2025 a ridimensionare capacit\u00e0 e costi, ST deve ora tornare a investire per soddisfare una domanda che supera l&#8217;offerta. La maggiore utilizzazione degli impianti ha contribuito al recupero dei margini, ma l&#8217;espansione produttiva richieder\u00e0 nuovi capitali e una domanda sufficientemente duratura da remunerarli. Un anno fa definivo STM un&#8217;opzione sul 2027, perch\u00e9 la trasformazione era ancora soprattutto una promessa. Oggi il miglioramento della redditivit\u00e0 e della generazione operativa di cassa offre elementi pi\u00f9 concreti per valutarne il percorso. La continuit\u00e0 dei risultati, soprattutto nelle divisioni ancora in perdita, permetter\u00e0 di capire quanto del recupero ciclico possa consolidarsi nei prossimi esercizi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono giornate nelle quali il problema non \u00e8 trovare notizie, ma riuscire a distinguere quelle che contano davvero. La decisione della Fed, l&#8217;appuntamento odierno con la BCE, le trimestrali di Microsoft e Alphabet, i risultati record di Samsung e quelli appena pubblicati da STM e Prysmian. 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