MARCELLO RANDAZZO @MARCELLO61
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$EURUSD Draghi manda l'euro sotto 1,16 L'euro apre stamani sotto 1,16 dollari dopo la decisione di ieri della Bce di fissare la fine del Qe, che verrà azzerato alla fine dell'anno e subirà un dimezzamento a partire da ottobre con gli acquisti che verranno ridotti dai 30 miliardi di oggi a 15 miliardi di euro. Anche i tassi d'interesse europei resteranno ai minimi record attuali almeno per un altro anno e poi verranno normalizzati. La moneta europea passa di mano a 1,154 dollari sui minimi dal novembre scorso, dopo aver registrato ieri il deprezzamento giornaliero più consistente dal 26 giugno del 2016, passando da un livello superiore agli 1,18 toccato in mattinata prima della riunione della Bce fino a 1,163 subito dopo gli annunci di Francoforte, con un crollo del 2% circa. Il ribasso della moneta unica è dovuto alla cautela dei mercati. Sebbene Draghi abbia indicato in avanti il primo rialzo dei tassi, per la prima volta ha però segnalato un momento nel futuro in cui la Banca centrale comincerà a normalizzarli. La reazione del mercato è stata molto positiva perché da un lato si scongiura un potenziale intervento nel breve periodo e per certi versi questo spazio di tempo amplifica lo scetticismo nella capacità della Bce di poter effettivamente alzare i tassi dopo circa 10 anni di politiche non convenzionali e quattro anni di tassi negativi. Se da un lato Draghi ha confermato le aspettative del mercato riguardo la fine del Qe, dall’altro ha rassicurato i mercati ancorando i tassi fino all’estate 2019, sottolineando che la fine del Qe dipenderà comunque dalla bontà dei dati macro. Questo cambiamento nella comunicazione spiega probabilmente il leggero rally osservato sul mercato obbligazionario europeo e il deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro Secondo gli analisti di Société Générale per vedere un recupero dell'euro servono dati macroeconomici dell'Eurozona più forti e un contesto politico più calmo in Italia. Per gli esperti il range di supporto chiave da seguire è a 1,1450-1,1510. Vale la pena sottolineare che questo non segna la fine del quantitative easing in Europa. La Bce reinvestirà il debito in scadenza per un lungo periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti, continuando così a immettere liquidità nei mercati obbligazionari europei nel prossimo futuro, sebbene a un ritmo molto più lento rispetto agli ultimi due anni ... Show More
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