Marco Zarantonello
L’intelligenza artificiale non ha un problema di chip. Ha un problema di elettricità. Per anni abbiamo pensato che il collo di bottiglia dell’AI fossero i semiconduttori. Oggi qualcosa sta cambiando. Il vero limite potrebbe diventare l’energia. Un recente sondaggio tra i dirigenti delle utility lancia un segnale molto chiaro. Il 77% ritiene che la domanda di elettricità dei data center crescerà più velocemente della capacità di aumentare l’offerta. E non è tutto. Il 68% si aspetta carenze di energia man mano che l’AI diventerà una parte sempre più importante della domanda elettrica. 𝗜𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗼𝘁𝘁𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗜 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗵𝗮𝗿𝗱𝘄𝗮𝗿𝗲. 𝗠𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘁𝗲. Per questo motivo i grandi operatori stanno già cambiando strategia. Investono sempre di più in: • Produzione di energia direttamente nei data center. • Sistemi di accumulo con batterie. • Soluzioni ibride per ridurre la dipendenza dalla rete elettrica. E guardando ai prossimi anni… Le utility prevedono un mix sempre più importante di: • Gas naturale. • Energie rinnovabili. • Sistemi di accumulo. • E, soprattutto, energia nucleare. Perché senza elettricità… L’intelligenza artificiale semplicemente non può crescere. 𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝘂𝗻𝗶𝘁à 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗜 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗽. 𝗠𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗹’𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗹𝗶. È per questo che molti investitori stanno iniziando a guardare oltre Nvidia. E stanno spostando l’attenzione verso utility, infrastrutture energetiche e nucleare. Secondo voi, il prossimo leader della rivoluzione AI sarà un’azienda di semiconduttori… o una società energetica? $CEG (Constellation Energy Corp) $DUK (Duke Energy Corp) $SO (Southern Co) $NEE (NextEra Energy Inc) $AEP (American Electric Power Inc) @ZaraBullish Translate
Not investment advice. The author may have financial interests in the mentioned instruments.
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