Luca Mulargiu
L’IMPORTANZA DELLA LIQUIDITÀ Oggi voglio dedicare qualche riga a un tema di cui abbiamo già parlato in passato, ma che credo meriti di essere ripreso periodicamente: la liquidità. Negli ultimi due mesi abbiamo effettuato diversi acquisti. In presenza di cali di mercato, sia a livello generale che su singoli titoli, siamo sempre riusciti a intervenire con tempestività. Questo non è avvenuto per caso, ma per una ragione molto precisa: avevamo liquidità disponibile. Ed è proprio questo il punto centrale. Essere completamente investiti può sembrare, a prima vista, la scelta più “efficiente”. In realtà, significa rinunciare alla possibilità di sfruttare le opportunità quando si presentano. I mercati non si muovono in linea retta: alternano fasi di euforia a momenti di correzione. Ed è proprio in questi momenti che si creano le condizioni più interessanti per allocare capitale. Avere una quota di liquidità permette di non restare spettatori, ma di agire. Ad oggi abbiamo circa 5.500$ di liquidità. È importante ricordare che, nel momento in cui iniziate a copiare o effettuate nuovi versamenti, la percentuale di liquidità viene replicata automaticamente anche nella vostra copia. Questo garantisce coerenza e allineamento tra la gestione del mio capitale e quella della copia. C’è poi un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale: quello psicologico. Durante i cali di mercato, disporre di liquidità cambia completamente la prospettiva. Il ribasso non viene vissuto come un problema, ma come un’opportunità. Si passa da una posizione passiva, fatta di attesa e preoccupazione, a una posizione attiva, in cui si può intervenire con lucidità. Al contrario, essere completamente investiti espone a un rischio diverso: quello di dover vendere in perdita per generare liquidità e cogliere nuove occasioni. In altre parole, la liquidità non è solo uno strumento operativo. È anche uno strumento di gestione emotiva. Nel tempo, la liquidità può essere ricostruita in diversi modi. Attraverso i flussi di cassa generati dai dividendi, tramite nuovi versamenti periodici, oppure attraverso una gestione attiva del portafoglio, alleggerendo posizioni che hanno già espresso gran parte del loro potenziale o che non rispecchiano più le aspettative iniziali. Resta poi una domanda importante: come utilizzare questa liquidità? Un approccio semplice può essere quello di suddividerla in più tranche e investirla progressivamente durante i ribassi. Ad esempio, ipotizzando una disponibilità di 15.000$, si potrebbe allocare una prima parte in presenza di un calo del 10%, una seconda al 15% e la restante al 20%. Questo permette di evitare decisioni impulsive e di distribuire il rischio nel tempo. In questa fase, dopo il recente recupero dei mercati, l’attenzione si sposta sul ripristino della liquidità. Lo stiamo facendo principalmente attraverso i flussi dei dividendi e i versamenti periodici. A livello personale, considero un livello di liquidità intorno al 15% come un buon equilibrio. Una quota sufficiente per cogliere le opportunità, senza rinunciare all’esposizione al mercato. Va infine ricordato che la liquidità non è necessariamente improduttiva. Anche la componente cash, oggi, può generare un rendimento, contribuendo comunque alla crescita complessiva del portafoglio. Spero che questo ripasso possa essere utile, soprattutto per comprendere che la liquidità non è capitale “in attesa”, ma uno strumento strategico a tutti gli effetti. Buona giornata a tutti @LucaMulargiu Translate
Not investment advice. The author may have financial interests in the mentioned instruments.
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