Luca Mulargiu
**PRIMA DI COPIARE, BISOGNA CAPIRE CHE COSA SI STA FACENDO** È da un po’ che non faccio un post dedicato a chi vuole iniziare una copia, o a chi sta cercando un Popular Investor da copiare. Quando una persona pensa di copiare un portafoglio, spesso guarda subito il rendimento: ultimo mese, ultimo anno, confronto con gli altri. È normale, lo capisco. Però il rendimento, da solo, dice molto meno di quanto sembri. La prima vera domanda non è “quanto posso guadagnare?”, ma “per quanto tempo posso davvero tenere investiti questi soldi?”. Se una persona ha un orizzonte superiore ai 5 anni, può ragionare su un portafoglio azionario, accettando però volatilità, ribassi, mesi difficili e periodi in cui il mercato non premia subito la pazienza. Se invece l’orizzonte è più breve, la quota azionaria dovrebbe diminuire. Più il tempo si accorcia, più il rischio andrebbe ridotto, fino ad arrivare magari a strumenti più prudenti, come un ETF monetario. Spesso il problema non è il mercato. Il problema è partire con aspettative sbagliate. Mi capita di vedere persone che investono il 100% del loro patrimonio in una copia, convinte di tenerla per anni, e poi dopo due mesi la chiudono perché il rendimento è modesto, perché il mercato scende, o perché si accorgono di non essere psicologicamente pronte. Secondo me è meglio copiare con una percentuale che si riesce davvero a mantenere per anni. Meglio copiare con il 10%, il 20% o il 30% e restare investiti con serenità, piuttosto che copiare con il 100% e chiudere tutto dopo qualche mese. L’investimento azionario richiede tempo. Non settimane. Non due mesi. Anni. Poi c’è il tema degli obiettivi. Bisogna smettere di vivere nel mondo dei sogni. Investire 2.000, 3.000 o 5.000 euro non vi farà diventare ricchi dopo un anno. E con queste cifre, la differenza tra fare il 10% o il 12% cambia poco. Quello che cambia davvero la vita finanziaria nel lungo periodo è la mentalità: risparmiare il più possibile, investire con costanza, aggiungere capitale quando si può, restare disciplinati e ripetere questo processo per anni. È lì che si costruiscono i risultati, non cercando ogni mese il punto percentuale in più. Anche sulle aspettative di rendimento bisogna essere lucidi. Warren Buffett ha costruito la sua storia con un rendimento annualizzato vicino al 20% per decenni. Quindi attenzione a chi fa passare rendimenti del 30%, 40% o 50% all’anno come se fossero normali. Non sono normali. E soprattutto non sono gratis. Se un investitore riesce a fare un 15% annualizzato per molti anni, sta già facendo meglio della stragrande maggioranza degli investitori al mondo. Il punto è che rendimento e rischio camminano insieme. Ci sarà sempre qualcuno che in un anno fa numeri spettacolari, ma bisogna chiedersi come li ha fatti. Ha usato leva? Derivati? Ha concentrato tutto su poche posizioni? Ha preso rischi enormi? Quando va bene, tutto sembra facile. Quando va male, il rischio non è solo non guadagnare. Il rischio è mettere in pericolo i propri risparmi. Per questo, quando si sceglie un Popular Investor, non bisogna fermarsi al rendimento. Bisogna leggere, informarsi e capire chi si sta copiando. Guardate se è una persona seria, se è coerente tra ciò che dice e ciò che fa, se il portafoglio rispecchia il metodo e se spiega le scelte anche nei momenti difficili. E se avete dubbi, fate domande. Ci sono i vostri risparmi in gioco. A volte mi viene da sorridere: per comprare una TV si fanno mille domande e si leggono recensioni. Poi magari si affidano i propri soldi a qualcuno senza leggere nulla e senza capire quali rischi si stanno prendendo. Secondo me questo non ha senso. Un’altra cosa da guardare è con quale importo il Popular Investor opera su eToro. Molti operano con importi bassi su eToro e magari hanno portafogli più grandi presso altri broker. Personalmente inserisco spesso l’importo del mio portafoglio per farvi capire che, se sbaglio, sono il primo a pagarne le conseguenze, e per vivere insieme la crescita del nostro portafoglio. Se andate indietro nella mia pagina, potete leggere i post del lunedì e vedere l’evoluzione del portafoglio con le spiegazioni delle scelte fatte nel tempo. Per quanto riguarda il mio portafoglio, chi mi segue sa come ragiono: investo in singole aziende, non uso leva, non uso crypto e non cerco di indovinare il mercato della prossima settimana. Cerco aziende di qualità, con buoni ritorni sul capitale e vantaggi competitivi. A volte compro, a volte resto fermo, a volte tengo liquidità perché non trovo occasioni. L’obiettivo resta sempre lo stesso: allocare capitale in modo razionale, con un orizzonte di lungo periodo. Chi vuole copiare il mio portafoglio deve capire questo prima di iniziare. Non è una corsa, non è una lotteria e non è un modo per diventare ricchi velocemente. È un percorso che richiede tempo, pazienza e coerenza. Come sempre, se avete domande, sono a disposizione anche su LinkedIn. Buona giornata a tutti @LucaMulargiu Translate
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