L’alfa misura la performance e il beta misura la volatilità. Utilizzati indipendentemente o in combinazione, forniscono un modo per valutare rischio e rendimento nel mercato azionario. Le misure statistiche “alfa” e “beta” possono aiutarti a comprendere le caratteristiche di un asset e a prendere decisioni di investimento più informate.


Non è necessario conoscere o imparare l’alfabeto greco per investire nel mercato azionario, ma comprendere i termini alfa e beta ti aiuterà a capire il rapporto di rischio associato a ogni operazione.

Esamineremo cosa sono alfa e beta, come vengono calcolati e quanto possano essere importanti nello sviluppo della tua strategia di investimento. Esploreremo anche una terza metrica, il Capital Asset Pricing Model (CAPM), che incorpora i concetti di alfa e beta in un unico strumento.

Suggerimento: Alfa e beta sono quasi sempre associati alle azioni, ma possono essere utilizzati per analizzare fondi e altri tipi di asset.

Cos’è l’alfa di un’Azione?

Il termine “alfa” nelle azioni misura qualsiasi rendimento in eccesso su un investimento rispetto a un benchmark, ad esempio come un indice.

L’utilità dell’alfa sta nel dimostrare se, e in che misura, un’azione ha sovraperformato il mercato generale. Quando vedi menzionato l’alfa di un’azione, stai guardando una misura storica. Questa misura storica non è un’indicazione della performance futura.

Per comprendere meglio l’alfa, consideriamo che rappresenta il valore aggiunto da un investimento rispetto a ciò che ci si potrebbe aspettare basandosi solo sul suo livello di rischio. Un alfa positivo suggerisce che l’investimento ha generato rendimenti superiori a quelli previsti dal suo profilo di rischio.

Come si calcola l’alfa di un’azione

L’alfa è una metrica basata sull’analisi comparativa, quindi il punto di partenza è stabilire quale benchmark va utilizzato come unità di misura. Più appropriato è il benchmark, più solide sono le conclusioni della tua analisi.

Se, ad esempio, stai ricercando l’alfa del gigante farmaceutico Johnson & Johnson, potresti confrontarlo con il suo settore di riferimento, rappresentato dall’iShares S&P Global Healthcare Sector ETF. In alternativa, si può misurare la sua performance contro altre azioni blue chip di settori multipli, confrontando Johnson & Johnson con l’indice Dow Jones 30.

Suggerimento: Gli analisti spesso utilizzano l’indice S&P 500 come benchmark nella loro analisi per calcolare l’alfa.

La formula per calcolare l’alfa inizia dal premio per il rischio dell’asset in questione. Questo calcolo stabilisce la differenza tra il tasso di rendimento atteso su quell’asset e il rendimento offerto da un benchmark a basso rischio, come il tasso di interesse attualmente disponibile sui conti di risparmio o il rendimento di un titolo di stato.

Ecco la formula:

Alfa = R – ((Rf + β(Rm-Rf))

Dove:

  • R = rendimento effettivo su un’azione o fondo.
  • Rf = il tasso di rendimento privo di rischio, ad esempio dai titoli di Stato.
  • β = il rischio sistematico di un portafoglio.
  • Rm = il rendimento benchmark di asset simili, ad esempio un indice azionario.

Un esempio pratico illustra la meccanica del processo di calcolo:

  • R = 15% – Il Fondo ABC investe in azioni UK large-cap e realizza un rendimento del 15% in un anno.
  • Rf = 4% – Durante il periodo, il tasso di rendimento sui conti di risparmio privi di rischio era del 4%.
  • β = 1,2 – La volatilità del prezzo del Fondo ABC era del 20% superiore a quella dell’indice FTSE 100.
  • Rm = 12% – Nello stesso periodo, il FTSE 100 ha registrato un rendimento del 12%.

Inserendo questi dati nella formula:

Alfa = 15% – (4% + 1,2 *(12% – 4%))

Alfa = 15% – (4% + 9,6%)

Alfa del Fondo ABC = 1,4%.

Quali sono le diverse letture dell’alfa di un’azione?

Sono tre le letture possibili dell’alfa: neutrale, positiva e negativa. Neutrale significa che non ha sotto o sovraperformato il mercato; positiva significa che ha sovraperformato; negativa significa che ha sottoperformato.

Alfa neutrale (0)Alfa positivo (>0)Alfa negativo (<0)
L’azione o il fondo ha performato allo stesso livello del benchmark.

L’azione o il fondo è cambiato di valore come il mercato e non ha sovra o sottoperformato.
L’azione o il fondo ha sovraperformato il benchmark con cui è stato confrontato.

I dati dimostrano sovraperformance storica, non futura, ma l’azione o il fondo potrebbe essere degno di ulteriori analisi.
L’azione o il fondo ha sottoperformato rispetto al benchmark utilizzato.

Questo non lo esclude necessariamente dalla selezione, ma l’analisi dovrebbe identificare catalizzatori che potrebbero causare un cambiamento nella performance.

Cosa significa Beta di un’azione?

Il beta è un modo per misurare la volatilità di un’azione – la scala e la frequenza dei suoi movimenti di prezzo in un determinato periodo di tempo. Per fare ciò, si confronta la volatilità dell’azione con la volatilità del mercato più ampio, tipicamente un benchmark specifico del settore.

Il beta analizza il rischio/rendimento di un’azione in modo leggermente diverso dall’alfa. Con il beta, la tua analisi potrebbe essere in grado di stabilire l’ammontare del potenziale rialzo (o ribasso) di un’azione in relazione alla sua volatilità.

Immaginiamo che una certa azione abbia un beta di 2. Questo significherebbe che si muove il doppio rispetto al benchmark. Quindi, se il mercato complessivo scende del 10%, questa azione dovrebbe perdere il 20% del suo valore. D’altra parte, se il benchmark salisse del 10%, questa azione dovrebbe salire del 20%.

Valori del beta di azioni popolari

Possiamo rendere questo argomento più chiaro facendo un’analisi del beta di alcune delle azioni più popolari sul mercato. Queste cifre sono state calcolate su un periodo di dodici mesi e presentate in ordine decrescente.

Le azioni con beta più alto possono essere nomi di alto profilo nei circoli di investimento, ma questa circostanza si basa sul fatto che i loro movimenti di prezzo fanno notizia piuttosto che essere necessariamente adatti al tuo portafoglio.

  • NVIDIA beta azionario – 2,1101.
  • Amazon beta azionario – 1,4517.
  • Adobe Inc. beta azionario – 1,2134.
  • General Motors Co. beta azionario – 1,0839.
  • Johnson & Johnson – 0,1552.

Fonte: eToro

*Dati corretti al 22 settembre 2025

Come si calcola il beta di un’azione?

Puoi trovare dati precisi sul beta di specifiche azioni online, ad esempio dando un’occhiata alla scheda “Dati finanziari” su eToro. Ma può essere utile comprendere anche la meccanica di come viene calcolato il beta, introducendo i concetti di varianza e covarianza:

Varianza: calcola quanto il prezzo di un asset si è discostato dal suo prezzo medio a lungo termine in un certo periodo. Un asset con alta varianza sperimenta movimenti di prezzo maggiori e più frequenti rispetto a uno con varianza inferiore.

Covarianza: illustra la natura della relazione tra i rendimenti di un asset e i rendimenti del mercato più ampio. Una covarianza positiva suggerisce che i rendimenti dell’asset si muovono nella stessa direzione del mercato più ampio.

Suggerimento: Più il dato della covarianza è lontano dallo zero, più forte è la relazione tra l’asset e il benchmark.

Per stabilire il beta:

  1. Calcola i rendimenti sia dell’azione (Rs) che del benchmark (Ri) su un periodo definito
  2. Calcola la varianza dei rendimenti del benchmark
  3. Calcola la covarianza dei rendimenti dell’azione con i rendimenti del benchmark

Ecco il calcolo:

Beta = Covarianza (Rs, Ri) / Varianza (Ri)

Dove:

  • Rs = il rendimento sull’azione
  • Ri = il rendimento dell’indice benchmark

Quali sono le diverse letture del beta di un’azione?

Sono tre le possibili letture del beta: neutrale, positiva e negativa. Un’azione con beta neutrale ha la stessa volatilità di prezzo del benchmark con cui viene misurata. Una con beta >1 ha una volatilità superiore al benchmark, e una con beta negativo è meno volatile.

Beta neutrale (=1)Beta positivo (>1)Beta negativo (<1)
Nel periodo di tempo designato, questa azione o fondo ha mostrato livelli di rischio in linea con il mercato.L’azione o il fondo ha un rapporto di rischio più elevato. I movimenti storici dei prezzi sono risultati più volatili di quelli del benchmark utilizzato.Nel periodo di tempo considerato, il prezzo dell’azione o del fondo è risultato meno volatile del benchmark.

Cos’è il CAPM?

Il Capital Asset Pricing Model (CAPM) è un’unità di misura statistica che descrive la relazione tra il rendimento atteso e il rischio di investire in uno strumento finanziario, come un’azione.

Lo scopo essenziale del CAPM è prendere in considerazione i punteggi alfa e beta di un’azione e incorporare elementi di entrambe queste metriche per dare una visione complessiva del rischio e del costo del capitale.

Suggerimento: il CAPM può essere utilizzato in parallelo all’analisi tecnica e fondamentale, ad esempio, stimando i guadagni attesi – tenendo conto del rischio.

Come si calcola il CAPM di un’azione

Gli strumenti necessari per calcolare il CAPM includono le metriche che fanno parte delle equazioni alfa e beta, già considerate più in alto.

  1. Identifica il tasso risk-free (ad esempio, il rendimento dei titoli di Stato).
  2. Calcola il beta.
  3. Stabilisci il premio al rischio di mercato (PRM), ovvero il rendimento aggiuntivo che un investitore riceverà (o che si aspetta di ricevere) per detenere un asset a rischio maggiore rispetto a quelli privi di rischio. PRM = Tasso di Rendimento Atteso – Tasso Privo di Rischio.
  4. Formula CAPM: Rendimento Atteso = Tasso Privo di Rischio + (Beta x Premio per il Rischio di Mercato)

Un esempio di come calcolare il CAPM potrebbe essere il seguente, considerando l’ipotetica azione XYZ (un gigante tecnologico statunitense):

  • Rf = 5% – Durante il periodo, il tasso di rendimento sui conti di risparmio privi di rischio era del 5%.
  • β = 1,9 – La volatilità del prezzo di XYZ era del 90% superiore a quella dell’indice Nasdaq 100.
  • Rm = 12% – Nello stesso periodo, l’indice Nasdaq 100 ha registrato un rendimento del 12%.

Inserendo questi dati nella formula: CAPM = 5% + (1,9 * (12% – 5%)) CAPM = 5% + 13,3% CAPM dell’azione XYZ = 18,3%

L’esempio fornito è solo a scopo illustrativo. Non tiene conto delle condizioni di mercato attuali, commissioni, spread, costi di conversione valutaria o altri fattori transazionali che potrebbero influenzare i risultati effettivi dell’investimento.

Vantaggi dell’utilizzo del CAPMSvantaggi dell’utilizzo del CAPM
Intuitivo e relativamente facile da usare.Semplifica eccessivamente i mercati finanziari.
Uno standard di mercato molto usato nella comunità degli investitori.Alcune ipotesi sono considerate irrealistiche.
Può essere testato sotto stress per fornire risultati più affidabili.Il rendimento degli asset privi di rischio cambia quotidianamente.

Considerazioni finali

Alfa e beta sono metriche molto note e utilizzate, utili per identificare potenziali opportunità di investimento, e possono essere strumenti versatili che svolgono un ruolo cruciale anche nella gestione del rischio.

Analizzare le valutazioni del tuo portafoglio utilizzando queste metriche ti aiuterà a ottenere una comprensione più chiara della natura degli asset che hai già acquistato e che detieni. Un’analisi di questo tipo è preziosa per il ribilanciamento del portafoglio o per la copertura del rischio.

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Domande frequenti (FAQ)

Cosa significa “seeking alpha”?

“Seeking alpha” (cercare alfa) indica la costante ricerca dell’investitore che mira a superare le performance del mercato. L’alpha è una misura che indica se i rendimenti di un investimento superano quelli previsti dal suo beta. Questo indicatore puo essere utilizzato insieme ad altre metriche di valutazione del rischio di portafoglio, come il beta stesso e la deviazione standard.

Perché il beta è un indicatore utile?

Il valore beta di un titolo esprime il suo rapporto rischio/rendimento potenziale, ossia quanto il prezzo è destinato a fluttuare. Risponde alla domanda: “Quanto sono disposto a investire e a rischiare in base a questa aspettativa?”. Un rischio maggiore implica un potenziale rendimento più alto, e viceversa. In base alla tolleranza al rischio dell’investitore, la volatilità accettabile di un asset puo variare.

Che cos’è la gestione del rischio finanziario?

La gestione del rischio consiste nel considerare i pericoli associati a determinate operazioni, calcolarli e adottare misure per ridurli. L’obiettivo di un investitore non è eliminare completamente il rischio — poichè una certa dose di rischio è necessaria per ottenere un rendimento — ma gestirlo in modo coerente con la propria situazione finanziaria e i propri obiettivi, attraverso strategie di investimento e strumenti adeguati.

Che cos’è l’hedging del beta?

L’hedging del beta è il processo di riduzione del beta complessivo di un portafoglio, modificando tramite rotazione le posizioni azionarie in modo che i valori beta dei singoli titoli si compensino tra loro. Nella sua forma più pura, l’hedging del beta porterebbe il beta aggregato del portafoglio a 1,0, anche se le singole posizioni presentano beta alti o bassi.

Che cos’è un buon punteggio di alpha?

Questo dipende dai tuoi obiettivi personali e dalla tua tolleranza al rischio. Un day trader disposto a investire tutto il proprio capitale con strategie aggressive a breve termine punterebbe a titoli con un alpha più alto rispetto a un investitore orientato al lungo periodo in vista della pensione. In generale, però, un buon alpha è maggiore di zero.

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