Inflazione e verbali non fermano i listini USA

Ottobre continua ad essere un mese ballerino, soprattutto sui listini a stelle e strisce. La seduta di ieri ha visto ottime performance sui listini del vecchio continente.  Sui mercati americani, invece, abbiamo assistito ad una buona performance del settore tecnologico, con il Nasdaq sempre in territorio positivo (+0.73%), e ad una correzione del settore finanziario, nonostante le ottime trimestrali da parte di JP Morgan e Blackrock. Ad ogni modo, anche lo S&P 500 è riuscito a far virare la sua falsa partenza, in territorio negativo, chiudendo la sessione ad un +0.30%

Prima di addentrarci sulle notizie della giornata odierna merita nota l’incremento di ieri sull’inflazione al consumo, in aumento dello 0.4% su base mensile (le attese erano per un +0.3%) e del 5.4% su base annua. Inoltre, i verbali del FOMC di settembre hanno riportano come i partecipanti considerano “diretto e appropriato” (“straightforward and appropriate”) un ritmo mensile di tapering che potrebbe concludersi a metà del 2022. L’annuncio potrebbe iniziare a metà novembre o metà dicembre. Sebbene i mercati scontino ormai un annuncio formale alla prossima riunione di novembre.

Continua la stagione delle trimestrali. Sotto i riflettori oggi avremmo Bank of America, Citigroup, Morgan Stanley e Wells Fargo. Durante la sessione asiatica, il più grande produttore di chip, Taiwan Semiconductor Manufacturing, ha superato le attese sia sugli utili che sul fatturato. Da segnalare come, sebbene i dati siano positivi, il margine di profitto ha visto una leggera riduzione, probabilmente legata ai maggiori costi delle materie prime e agli ammortamenti (TSM all’inizio di quest’anno ha dichiarato di aver pianificato di investire cento miliardi di dollari nei prossimi tre anni per aumentare la capacità di produzione).   Per chi volesse approfondire lascio di seguito il LINK

I prezzi alla produzione statunitensi per settembre sono attesi nella giornata. La maggior parte delle aziende vende ad altre aziende, piuttosto che ai consumatori, rendendo questo numero rilevante per le aspettative di guadagno.

In una recente analisi del 12 ottobre l’analista di Morgan Stanley, Lisa Shalett, analizza la divergenza tra l’umore dei consumatori rispetto a quello degli investitori. Dal lato dei consumatori, l’indice di fiducia del Conference Board è sceso a settembre per il terzo mese consecutivo, tra le persistenti preoccupazioni per l’aumento dei prezzi e una lenta ripresa del mercato del lavoro. Allo stesso tempo, la mentalità “buy the dip” degli investitori, ancorata alla convinzione che l’inflazione sia transitoria e che i margini aziendali saranno sostenibili, ha rafforzato il mercato azionario. L’analista conclude riportando come dati i diversi potenziali scenari economici di fine anno – crescita più forte contro rallentamento economico –gli investitori potrebbero voler considerare di ridurre l’esposizione passiva all’indice a favore dell’approccio bilanciato, con titoli ciclici da un lato e titoli difensivi dall’altro. Per chi volesse approfondire l’analisi riporto il relativo link

ENEL

Il titolo energetico italiano ha registrato una flessione di circa un 25% dai suoi massimi di gennaio, ritornando ad essere scambiata nuovamente al di sotto dei valori pre covid. A fine novembre la società dovrebbe presentare il nuovo piano industriale, fornendo aggiornamenti sui suoi obiettivi a lungo termine. A pesare sulla discesa del titolo gli errori sul mercato valutario (soprattutto sul Real nrasiliano e sul Peso cileno) nonché gli ostacoli normativi volti a frenare l’impennata sulle bollette energetiche (soprattutto per la Spagna).

La sua media mobile a 200 periodi ha spesso offerto un interessante livello di supporto dinamico nonché i valori del suo RSI sono ormai prossimi a livello di ipervenduto.

Di seguito i principali livelli di supporto e resistenza sul titolo

USDTRY

Continua senza sosta il deprezzamento della lira turca nei confronti del dollaro americano. L’ingerenza da parte del presidente turco Tayyip Erdogan sulla banca centrale non aiuta a frenare tale tendenza. Notizia odierna la decisione di licenziamento di tre membri del comitato per la politica monetaria (MPC). Ricordo come Erdogan ha riportato diverse volte la sua contrarietà verso tassi d’interesse alti ….ovviamente la notizia ha indebolito la lira turca, facendo continuare il rally USDTRY che vede la coppia salire di circa il 33% dai minimi di febbraio 2021.

Il grafico settimanale sottostante mostra la crescita esponenziale della coppia nell’ultimo decennio.

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