Il Nasdaq aggiorna i massimi, oggi i numeri di Microsoft

Una seduta contrasta quella di ieri, con gli investitori che continuano ad essere positivi sulle trimestrali tecnologiche in uscita questa settimana, mentre il sentiment generale è decisamente più tiepido sulla old economy, con il DJ30 che, unitamente agli indici europei, flette, in larga misura in ragione dei dati preoccupanti sulla diffusione del Covid e sul ritardo nella distribuzione dei vaccini.

Le borse europee ieri hanno scambiato in deciso ribasso, nonostante diverse trimestrali positive, che stanno aiutano gli investitori a limitare la paura legata alla possibilità di nuovi lockdown nei diversi paesi alle prese con le nuove varianti del coronavirus. Tra i singoli titoli, bene Philips, salita del 2.15%, dopo aver riportato un aumento del 7% degli utili del quarto trimestre, con la pandemia che ha continuato a stimolare la domanda per attrezzature ospedaliere per la cura dei pazienti affetti da Covid-19. A pesare sugli indici il settore dei trasporti, con le principali aerolinee che hanno ceduto tra il 3% e il 6%, mentre anche il settore ha chiuso in flessione.  

In America, il Nasdaq ha ritoccato i nuovi massimi storici, con gli investitori che sono ottimisti in vista dei risultati trimestrali dei giganti del settore tech, mentre i titoli ciclici, hanno ritracciato dai recenti guadagni. Bene in particolare Microsoft, Facebook e Apple, che sono attese ad una buona reporting season, dopo i risultati di Netflix della scorsa settimana. Sul fronte del pacchetto di stimoli fiscali, gli investitori sperano che l’amministrazione Biden sia in grado di placare i timori dei Repubblicani, che considerano troppo onerosa la proposta di un pacchetto di stimolo da $1.900 miliardi, anche se membri di entrambi i partiti concordano che la distribuzione dei vaccini contro il Covid-19 agli americani sia oggi una priorità.

Chiusura in negativo per la maggior parte degli indici asiatici questa notte, nonostante la notizia che Moderna sta accelerando i tempi per un vaccino che risponda positivamente alla variante sudafricana del Covid. I verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Bank of Japan hanno evidenziato che i membri concordano sul fatto che la banca centrale “non esiterà ad adottare ulteriori misure di allentamento se necessario”.

Sul fronte macroeconomico, l’unico dato rilevante della giornata è l’indice della fiducia dei consumatori negli Stati Uniti, mentre sul fronte delle trimestrali oggi usciranno i dati di Microsoft, 3M, Johnson & Johnson ed American Express.

TECHNICALS IN FOCUS

GER30

Segnali di distribuzione sul GER30, che attualmente sul grafico a 4 ore sta cercando un consolidamento sulla MM a 200 giorni. In generale, l’aumento della volatilità e la debolezza dell’RSI evidenziano la possibilità di ricerca di ulteriori supporti, in primis in area 13.460. Una correzione sotto questo livello proietterebbe l’indice verso area 13.050. Un rimbalzo dal livello attuale, 13.700, avrebbe in area 14.000 il primo livello in focus, una discesa sotto tale livello si tradurrebbe nella probabile prosecuzione della distribuzione in atto.  

FUNDAMENTALS IN FOCUS

PPL Corporation: una delle più sottovalutate “value stock” del mercato americano

Con i mercati azionari americani che continuano ad aggiornare i nuovi massimi, il dilemma degli investitori circa quali titoli presentino le migliori opportunità di rendimento e di apprezzamento resta il punto centrale di qualsiasi attività di stock picking. Nello specifico, i mercati continuano a premiare i titoli growth, sebbene sia fondamentale riequilibrare il portafoglio con quelli value, capaci di offire business solidi e rendimenti interessanti sul fronte dei dividendi e della remunerazione degli azioni. PPL è ad oggi è uno dei pochi titoli che offre una buona valutazione, un alto dividend yield e un modello di business resiliente nelle fasi di recessione.  

PPL è una società del comparto delle utilities che distribuisce energia ad oltre 10 milioni di clienti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. La società opera mediante diverse società regolamentate e fornisce elettricità a clienti nel Regno Unito, in Pennsylvania, Kentucky, Virginia e Tennessee, essendo una delle principali negli Stati Uniti, con oltre di 12.000 dipendenti.

Nell’agosto 2020 la società ha annunciato la sua intenzione di vendere la sue attività nel Regno Unito per concentrarsi sul mercato statunitense. L’azienda ha visto un lieve deterioramento dei suoi fondamentali nel corso del 2020, ma le metriche reddituali e patrimoniali sono rimaste stabili nell’anno, grazie alla natura anticiclica del modello di business delle utility. 

Sul fronte dell’ultima reporting season, PPL ha annunciato i risultati del terzo trimestre il 5 Novembre scorso. Nello specifico, i ricavi sono diminuiti del 2% per il trimestre, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. L’utile per azione è diminuito del 5% su base annua ma tali flessioni sono state ben gestite e non hanno messo a rischio il pagamento dei dividendi della società.

Per il futuro, il management prevede una modesta crescita dell’utile per azione del 2% all’anno per i prossimi cinque anni. Tradizionalmente, le utilities non sono titoli ad alta crescita e, in questo senso, la crescita dovrebbe avvenire mediante una crescita in singola cifra dei clienti e aumenti periodici delle tariffe per la clientela.

Come altri Dividend Aristocrats, PPL ha un importante track record sul piano della generazione dei dividendi, avendo aumentato il suo payout ratio per oltre 20 anni consecutivi. Sebbene il tasso di crescita non sia stato impressionante, nell’ordine del 2% medio annuo, la consistenza negli anni è la cifra specifica di questa società. Sulla base dell’attuale prezzo del titolo, vicino ai $ 28,50, e ad un dividendo trimestrale di circa $0,415 per azione, il dividend yield di PPL è vicino al 6%.

Con un payout ratio previsto nel 2021 ancora inferiore al 70% per il 2021, il dividendo appare relativamente sicuro. In ragione di ciò, e di un modello di business, quello delle utility, che genera utili costanti anche durante le recessioni, PPL dovrebbe essere in grado di mantenere l’attuale livello di remunerazione degli azionisti anche in caso del ritorno di uno scenario recessivo.

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