Indici azionari cercano stabilità sui supporti

I mercati azionari continuano nella fase di distribuzione dai livelli massimi e vanno alla ricerca di supporti, con gli indici americani che stanno entrando in una fase di lateralità molto simile a quella dei principali indici europei, facendo pensare che dovremo assistere un consolidamento dei prezzi prima di una ripresa dell’uptrend.

L’azionario europeo ieri è sceso dai massimi del mese scorso, dopo la definizione dell’impegno della Federal Reserve a mantenere i tassi vicini allo zero almeno fino al 2023. Le banche e i titoli minerari hanno segnato le flessioni settoriali più marcate in Europa, entrambe in calo di circa il 2%. Negativi i titoli bancari, come HSBC, Barclays e Standard Chartered, mentre anche le casa automobilistiche hanno perso decisamente terreno, dopo i dati sulle vendite che hanno mostrato una flessione del 17,6% delle immatricolazioni di auto ad Agosto, con forti cali in Germania e Francia. In flessione anche il settore immobiliare europeo, dopo alcuni dati negativi sul fronte dei dati societari.

In America, i principali indici di Wall Street hanno vissuto un’intera seduta di ribassi, dopo la pubblicazione dei dati settimanali che mostrano livelli elevati di richieste di sussidi di disoccupazione, mentre i titoli legati alla tecnologia hanno esteso ulteriormente le perdite nel corso della seduta, con Apple e Amazon.com tra i peggiori sul Nasdaq. Tutti gli 11 indici settoriali dell’S&P500 hanno chiuso in negativo, inclusi i titoli energetici, nonostante il rimbalzo del prezzo del petrolio. In flessione anche il comparto finanziario, che ha perso circa l’1%.

L’Asia questa notte ha messo a segno un timido rimbalzo, con il Yuan cinese che ha guadagnato terreno rispetto al dollaro americano, dopo alcune sedute deboli. La maggior parte degli indici azionari della regione si sono mossi limitatamente, anche in ragione di un calendario economico piuttosto scarno, con l’indice MSCI Asia ex Japan che ha chiuso al rialzo dello 0.33%.

Sul piano macroeconomico, la seduta di oggi si presente piuttosto debole, con le vendite al dettaglio nel Regno Unito ed in Canada e la Consumer Survey dell’Università del Michigan a fare da principali market movers.

TECHNICALS IN FOCUS

USDJPY

Il USD/JPY è arrivato su un supporto chiave, in area 104.80, dopo una fase di lateralità molto estesa. Questo livello è stato toccato in passato anche ad Agosto 2019 e Marzo 2018, dando poi vita a rimbalzi consistenti. Il grafico a 4 ore mostra un livello di ipervenduto dove sono intervenuti alcuni acquisti, tuttavia il rimbalzo è molto debole e la probabilità di un estensione del ribasso è molto concreta: il primo target in questo caso sarebbe in area 102.50 e successivamente 101.20. A rialzo, la formazione di un supporto proietterebbe il cross in prima battuta in area 106.20. In ogni caso, il cross resta in un trading range ben identificabile.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Medtronic: un Dividend Aristocrat “quasi” Dividend King

Nonostante la correzione di queste ultime sedute, i mercati continuano ad essere ben prezzati. Ciononostante, continuiamo ad osservare titoli che, sia pur in presenza di dividend yield piuttosto contenuti, hanno un track record importante in termini di generazione di valore per gli azionisti. 

Medtronic è la più grande azienda di dispositivi medici al mondo, le cui terapie aiutano oltre 70 milioni di persone ogni anno. La crescita dell’azienda ha portato la stessa ad una capitalizzazione di mercato di circa $145 miliardi, con un fatturato annuo di $27,9 miliardi nel 2019. 

Medtronic è un Dividend Aristocrat, grazie a 43 anni consecutivi di aumenti dei dividendi, molto vicino alla categoria dei Dividend Kings. L’ultimo aumento nei dividendi è avvenuto il 21 agosto: un incremento del 7,4%. Il notevole track record, in termini di aumenti consecutivi dei dividendi è il vero vantaggio competitivo dell’azienda. Chiaramente, gli aumenti consecutivi di dividendi sono il risultato di un vantaggio competitivo aziendale forte e particolarmente duraturo: nel caso in questione, le proprietà intellettuali di cui l’azienda dispone nel settore sanitario. Medtronic ha depositato più di 53.000 brevetti e spende più di $2 miliardi all’anno in ricerca e sviluppo. Per queste ragioni, la società ha all’interno del suo azionariato circa l’80% di investitori istituzionali. Si tratta quindi di un titolo particolarmente solido per investitori di lungo periodo. Sebbene le azioni a questi prezzi presentino attualmente un dividend yield intorno al 2,2%, dovrebbero essere previsti aumenti degli stessi nei prossimi anni.

La crescita dei dividendi della società è avvenuta anche durante le recessioni. In particolare, durante quella del 2007 – 2009, Medtronic è riuscita a generare una crescita dell’utile per azione e del dividendo per azione in ogni anno. Detto questo, l’azienda ha sofferto la crisi del Covid-19, con un utile per azione sceso del 51% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Tuttavia, anche in questo contesto, la società ha generato utili per azione di $0,61 nel trimestre, che coprono il dividendo trimestrale di $0,58 per azione. 

In una fase di normale crescita economica, l’attesa è che Medtronic continui a generare rendimenti costanti per gli azionisti, con i costanti riacquisti di azioni proprie che aiuteranno ad aumentare l’utile per azione. Nel complesso, l’attesa è di una crescita dell’utile per azione e dei dividendi di circa il 7% annuo nei prossimi anni. Sul piano della valutazione, Medtronic è prezzata correttamente ai livelli attuali ed è quindi un titolo da considerare in tutte le fasi di correzione, alla luce di un upside che potrebbe diventare maggiormente attraente nel futuro.  Ciononostante, Medtronic resta uno dei titoli più solidi nel comparto sanitario e decisamente uno dei cash generator più apprezzati dagli investitori istituzionali americani.

 

Il contenuto di questa newsletter è di natura informativa ed educativa e non può essere considerata come attività di consulenza finanziaria né come raccomandazione all’investimento.

Performance passate non sono indicative di performance future. Il trading è rischioso e si raccomanda di rischiare solo il capitale che si è disposti a perdere.

Il prezzo delle cryptovalute può variare significativamente e non sono adeguate per tutti gli investitori. Il trading sulle cryptovalute non è supervisionato da alcun quadro regolatorio dell’Unione Europea

31 Visualizza