Indici in laterale, in attesa dei numeri delle big tech e della FED

Una seduta nel complesso debole quella di ieri, caratterizzata dalla release di diverse trimestrali, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti. Permane la forza delle materie prime, che favorisce i titoli del settore e, parimenti, impatti alcuni operatori sul lato dei costi, 3M e General Electric in primis, che ieri hanno riportato i numeri del trimestre.

L’azionario europeo si è mosso ieri intorno alla parità in seguito all’uscita dei risultati di blue-chip come HSBC e BP, mentre UBS ha svelato ieri l’impatto sui propri conti del default del fondo hedge Usa Archegos. Tra le singole storie societarie, bene HSBC, istituto di credito focalizzato sui mercati asiatici, salito del 4,74%, in seguito ad forte dell’utile dovuto al miglioramento delle prospettive economiche grazie alla distribuzione dei vaccini in Asia.  Al contrario, chiusura in negativo del 2,12% per UBS, ai minimi di 11 settimane, dopo aver annunciato costi per 774 milioni di euro derivati dal default di Archegos. 

A Wall Street, i numeri di 3M e GE sono stati buoni, ma la pressione derivante dal rialzo delle materie prime ha spinto gli investitori alla prudenza, spostando il focus degli investitori sui risultati dei giganti del settore tech, come Microsoft e Alphabet. Dalla lettura dei numeri Microsoft, e soprattutto Google, le società hanno riportato meglio delle attese e in questo senso sarà interessante osservare la reazione degli investitori nel corso dell’odierna seduta americana.

Sul piano macroeconomico, la fiducia dei consumatori americani è salita ai massimi di 14 mesi ad Aprile, grazie alla riapertura delle imprese del settore servizi, possibile grazie alle vaccinazioni in aumento e a stimoli fiscali aggiuntivi, stimolando domanda aggregata e assunzioni di personale.

Per la giornata di oggi l’attenzione è sulla Federal Reserve, che non dovrebbe cambiare la propria guidance sulla politica monetaria, al termine del meeting di due giorni, ma potrebbe invece illustrare le sue linee di intervento su inflazione, acquisto di titoli di stato e in generale sui rischi posti sul sistema finanziario dai crescenti prezzi degli asset finanziari.

TECHNICALS IN FOCUS

CRM

Interessante set-up tecnico su Salesforce, con il titolo che tiene il supporto di area $224, dove si incrociano le MM a 50 e 200 giorni. La dinamica di prezzo ha spinto CRM sulla trendline ribassista che congiunge i massimi decrescenti che partono dai massimi assoluti del 2 Settembre scorso. Un superamento di area $234 proietterebbe il titolo verso area $250 e $266, prima di un potenziale allungo verso area $282. L’RSI in espansione sopra area 50 favorisce l’impostazione costruttiva del titolo ma sotto area $220 il quadro tecnico andrebbe ad indebolirsi significativamente. 

3M: I numeri confermano le crescita, con l’incognita inflazione

Nel quadro di una reporting season che in molti comparti sta sovraperformando le attese degli analisti, l’attesa era e resta forte sui comparti consumer ed industrials, per via delle pressioni inflazionistiche che in questi mesi si sono venute per via del rialzo dei tassi d’interesse al pari di quello delle materie prime. I numeri per il Q1 di 3M, usciti ieri, hanno confermato la presenza di questo rischio generale che grava sull’economia globale.

3M opera in diversi segmenti dei prodotti al consumo, dei prodotti sanitari ed industriali. Ieri la società ha riportato profitti e ricavi per il primo trimestre che hanno battuto le aspettative degli analisti ed ha confermato il suo outlook per il 2021. L’utile netto è aumentato a $1,62 miliardi, o $2,77 per azione, da $1,31 miliardi, o $2,27 per azione, nello stesso periodo di un anno fa.

Nel complesso, l’utile per azione di $2,77 è stato ben al di sopra del consenso degli analisti, che era sopra i $2,29 per azione. I ricavi sono saliti del 9,6% a $8,85 miliardi, anche in questo caso battendo il consensus che si attestava a $8,44 miliardi. Il segmento sanitario è aumentato del 6,8%, a $2,2 miliardi di dollari, mentre il comparto industrial è cresciuto del 13,7%, intorno ai $3,3 miliardi, rispetto a stime iniziali di $3,19 miliardi; anche le vendite al consumo ed il settore dei trasporti hanno largamente battuto le stime di consenso degli analisti.

Per il 2021, la società ha confermato le sue linee guida in termini di utile per azione con un utile per azione compreso tra $9,20 e $9,70 e le sue prospettive di crescita sui ricavi, attesi in crescita ad un tasso compreso tra il 5% e l’8%. 

Sul piano generale, i numeri di 3M hanno in ogni caso evidenziato alcuni problemi a livello di supply chain, in particolar modo legati all’aumento delle materie prime e a fenomeni di disruption che, in ragione del Covid, hanno impattato sulla capacità produttiva della società. In aggiunta, i medesimi problemi sono stati osservati sulla trimestrale di Generale Electric, a conferma di quanto le società industriali siano esposte a rischi inflattivi, se dovesse persistere la pressione rialzista sulle materie prime, in particolar modo il rame, e in generale tutti i materiali di base.

Il sell-off di ieri rappresenta un fenomeno principalmente tecnico e non ha nulla a che vedere con numeri e guidance della società, che restano molto promettenti. Certamente, nell’ottica degli investitori, sarà fondamentale continuare ad osservare l’andamento delle materie prime e potenzialmente posizionarsi su questo segmento, mediante acquisto di titoli sul settore, al fine di bilanciare le posizioni su titoli che, al contrario, sono esposti sul lato dei costi a tale fenomeno.

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