Indici sui massimi: oggi attesa per la BCE

Al netto della flessione, ieri abbiamo assistito ad una seduta nel complesso positiva sui mercati azionari che, in un quadro che resta di limitata volatilità, continuano a gravitare, quando non aggiornare i massimi storici in America e quelli relativi in Europa. Nel complesso, il mese di Dicembre finora sta portando agli investitori motivazioni adeguate a consolidare le posizioni azionarie, in scia alla buone notizie sul fronte del vaccino, il miglioramento dell’outlook generale e l’attesa per il pacchetto di stimoli fiscali negli Stati Uniti. Da monitorare oggi la riunione della banca centrale europea, dove Christine Lagarde dovrà fornire un outlook più nitido circa la politica monetaria per i prossimi mesi e rispondere alle crescenti preoccupazioni circa un progressivo rafforzamento dell’Euro.

Ieri l’azionario europeo ha toccato i massimi da Febbraio, salvo ritracciare successivamente, unendosi al rally dei mercati globali, sull’ottimismo per i progressi dei vaccini anticovid e di un pacchetto di misure di stimolo negli Usa, mentre gli occhi degli investitori sono puntati sui colloqui decisivi per la Brexit. Sul questo fronte, Michael Gove, ministro per l’Ufficio di Gabinetto della Gran Bretagna, è sembrato fiducioso relativamente a un compromesso sulla pesca nell’ambito delle trattative commerciali per la Brexit, ma altri, tra cui il capo negoziatore dell’Unione europea, Michel Barnier, e il premier britannico, Boris Johnson, hanno detto che lo scenario di una Brexit priva di accordo resta ancora il più probabile. 

Sul piano macro, i dati sulle esportazioni tedesche evidenziano un aumento meno marcato del previsto ad Ottobre, ma il commercio con l’estero ha dato una spinta alla prima economia europea in apertura del quarto trimestre, in un quadro in cui il Paese tenta di evitare di scivolare nuovamente in una recessione tecnica. 

Anche l’S&P 500 e il Dow hanno chiuso in ribasso, dopo aver registrato i massimi record nelle contrattazioni iniziali sulle speranze di una vaccino antiCovid efficace e di un accordo per un pacchetto di aiuti Usa entro la fine dell’anno, con la maggior parte degli scambi che si sono concentrati sui titoli energetici e finanziari. In particolare, il comparto energetico ha messo a segno i migliori guadagni, grazie a un aumento dei prezzi del petrolio sulle speranze di una ripresa della domanda di carburante. Le major del petrolio hanno registrato le migliori performance, con Exxon Mobil che ha chiuso in rialzo dell’1,33% e Chevron che ha ceduto poco più dell’1%. Bene anche i titoli finanziari, con Goldman Sachs e Morgan Stanley che hanno chiuso in rialzo di un punto percentuale circa. 

I mercati asiatici hanno chiuso una seduta debole questa notte, con gli investitori che hanno tenuto sotto osservazione i colloqui commerciali sulla Brexit e le negoziazioni in corso negli Stati Uniti per un pacchetto di stimoli fiscali. Tutti gli indici si sono mossi limitatamente, con il Nikkei che ha chiuso in ribasso dello 0,39%. 

Sul piano macroeconomico, oggi l’attenzione sarà tutta per la riunione di politica monetaria della BCE e per il dato relativo alle richieste di sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti.

TECHNICALS IN FOCUS

GOLD

Dopo il rimbalzo da area $1775, il Gold si è spinto fino ad area $1.870, dove andato in pulback fino ad area $1.830. La tenuta dell’area che si trova nel range $1.820-$1.800 è centrale ai fini del consolidamento del rimbalzo in essere. I target a rialzo restano area $1.900, $1.965 ed infine i livelli sopra i $2.000. Un pullback può essere un’opportunità nel quadro di un rimbalzo che resta ancora intatto. Solo una discesa ed un consolidamento sotto area $1.775 definirebbe la definitiva inversione di trend dello strumento che, a quel punto, sarebbe proiettato verso ulteriori supporti.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Bristol-Myers Squibb (BMY): sui fondamentali, uno dei pharma più attraenti

Come analizzato con riferimento ad altri titoli del comparto farmaceutico, la dinamica di prezzo del settore è stata in molti casi influenzata dalla diffusione della pandemia globale. Tuttavia, il settore farmaceutico è per definizione molto eterogeneo, perché ogni titolo risulta fortemente legato allo durata delle licenze sui farmaci, offrendo quindi opportunità su titoli che possono restare a lungo sottovalutati.

Bristol-Myers Squibb è una delle principali aziende farmaceutiche globali ed uno dei principali produttori di farmaci per terapie cardiovascolari ed anti-cancro, con un fatturato annuo superiore ai $42 miliardi. L’azienda ha sperimentato un’importante trasformazione negli ultimi anni, dovuta in gran parte all’acquisizione di Celgene, per circa $74 miliardi. Circa due terzi delle entrate di Celgene provenivano da Revlimid, un farmaco che tratta il mieloma multiplo e altri tumori.

BMY ha conseguito buoni risultati sul piano del business nel 2020, nonostante la recessione economica globale causata dalla pandemia. Nello specifico, nel terzo trimestre del 2020, l’utile per azione di BMY è salito del 39% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Sul piano dei ricavi, questi sono aumentati del 76%, in gran parte grazie all’acquisizione di Celgene. I ricavi pro-forma, ossia che non considera l’acquisizione di Celgene, sono saliti del 6% su base annua, indicando quindi anche la capacità di crescita organica dell’azienda.

Nel comparto farmaceutico, BMY ha un discreto potenziale di crescita per il prossimo futuro. L’acquisizione di Celgene è un catalyst industriale che ha avuto effetti immediati: in aggiunta, la società presenta una forte pipeline farmaceutica che dovrebbe alimentare la sua crescita futura. Eliquis, un farmaco che previene la formazione di coaguli di sangue, ha aumentato le vendite del 9% nell’ultimo trimestre, in quanto la domanda resta elevata negli Stati Uniti. Su altri fronti, i ricavi di Orencia, un farmaco che cura l’artrite reumatoide, sono saliti sono dell’8% rispetto allo scorso annuo. Nel complesso, le attese sono per una crescita media annua degli utili del 4% nei prossimi cinque anni per BMY.

In sede di presentazione dei risultati, l’azienda ha rivisto al rialzo le sue previsioni per l’intero anno, indicando ulteriormente un’accelerazione della ripresa. BMY ora si aspetta un utile per azione per il 2020 in un intervallo compreso $6,25-$6,35, dal $6,10-$6,25 in precedenza. Anche la guidance per l’utile per azione è passata da $7,15 a $7,45 per il 2021.

Sulla base di un utile per azione previsto a $7,45 nel 2021, il titolo viene scambiato ad un P/E al 2021 pari a 8,5, mentre la sua media storica è vicina a 13, più in linea con il comparto farmaceutico nel suo complesso. Un espansione del multiplo Prezzo / Utile da 8,5 a 13 potrebbe quindi generare rendimenti addizionali del 9% circa all’anno nei prossimi cinque anni. Non ultimo, ai prezzi attuali BMY offre un dividend yield vicino al 3%, portando i rendimenti attesi potenziali vicini al 15% all’anno.

 

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