Investitori ancora in acquisto sulle debolezze

La chiusura della scorsa settimana degli indici globali, americani in particolare, aveva spinto i prezzi verso alcuni primi significativi livelli di supporto, sia pure su un orizzonte temporale di breve termine. In questo senso, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti, la risposta di ieri è stata piuttosto nitida. I mercati azionari sono stati comprati, al pari delle materie prime, argento su tutte, in un quadro di generale per cui ogni correzione, per quanto minima, continua ad essere un’opportunità di acquisto. In questo senso, la potenziale instabilità relativa ad alcuni movimenti su titoli oggetto dell’attenzione degli investitori retail non rappresenta ad oggi una minaccia, quanto piuttosto un’occasione di riflessione sulla natura e la composizione del mondo degli investitori per il prossimo futuro. 

Piuttosto, archiviando il mese di Gennaio, continuano a restare piuttosto chiari alcuni trend: il Nasdaq resta l’indice più solido, e la sua volatilità tende ad essere inferiore anche nelle giornate di generale correzione, con una performance da inizio anno del 4%, mentre gli altri indici azionari americani restano più deboli. Tale stato di cose evidenzia come la rotazione settoriale dal comparto growth a quello value resti ancora piuttosto timida e, non solo, c’è da domandarsi se mai inizierà. 

Questa notte usciranno i risultati di Amazon, attesi dagli investitori come barometro della dinamica dei consumi, negli Stati Uniti in particolar modo: nello specifico, ad un anno dallo scoppio della pandemia, ci si domanda in che misura il business del commercio on line sarà toccato dalla progressiva riapertura di diversi spazi dell’economia locale. Finora i mercati hanno reagito con debolezza agli ottimi numeri che le aziende stanno riportando, un segnale che gran parte della crescita sembra essere già scontata nei prezzi. Vedremo se continuerà ad essere così anche nel proseguo della reporting season.

In Europa resta alta l’attenzione verso i dati relativi alla diffusione del Covid, oltre all’evoluzione della crisi di governo in Italia. Nel complesso, tuttavia, la cosa non incide sul sentiment generale ed anche gli indici del vecchio continente ieri hanno rimbalzato in scia all’America. 

TECHNICALS IN FOCUS

OIL

In linea con il generale repricing delle materie prime, Il WTI è andato a rompere a rialzo la figura distribuzione che si era venuta a formare nelle ultime ore, superando per la prima volta da 1 anno la soglia dei $54 al barile. La rottura è avvenuta con volatilità contenuta ma con buona direzionalità. Una prima resistenza significativa si trova in area $54.8, mentre i target successivi sono in area $57.5 e $59.7. In questa fase, il livello di tenuta chiave resta $51.4, al di sotto del quale il quadro generale si indebolirebbe sostanzialmente. La volatilità contenuta sullo strumento resta un elemento molto costruttivo di questa fase per il WTI.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Nasdaq100: analisi della stagionalità di Febbraio

In un report precedente abbiamo analizzato come, su un orizzonte temporale di 15, 10 e 5 anni, l’S&P500 viva nel mese di Febbraio uno dei mesi più delicati, sul piano della performance, dei primi sei mesi dell’anno. 

Replichiamo la medesima analisi sul Nasdaq100, con riferimento all’orizzonte temporale di 20, 10 e 5 anni. Possiamo osservare che tale tendenza, che nell’S&P500 era più sottile, nel caso del Nasdaq è particolarmente marcata. Osservando il periodo 2000 – 2020, osserviamo come l’indice abbia chiuso in negativo in 12 occasioni su 20 (60%), per una performance cumulata negli ultimi 20 anni nel mese di Febbraio negativa per il 30% circa. Chiaramente, dobbiamo considerare il 2001 un anno speciale in questo senso, essendo coinciso con il mese più negativo per il Nasdaq nella crisi del 2001, con una correzione del 26.5%. 

Se escludiamo il 2001 e, parallelamente, restringiamo l’orizzonte temporale agli ultimi dieci anni, il quadro generale di Febbraio restituisce valori decisamente più rassicuranti per l’indice tecnologico.

Infatti, nel periodo 2010 – 2020, l’indice ha chiuso in positivo per circa il 65% dei casi, con una performance cumulata nel mese di Febbraio pari al 19.2. In questo senso, l’unico anno decisamente negativo è stato il Febbraio scorso, con una perdita del 5.8%. Chiaramente, il Febbraio scorso influenza anche l’analisi del dato sugli ultimi 5 anni.

In conclusione, l’analisi sulla stagionalità del Nasdaq100 ci ricorda come, statisticamente, Febbraio sia un mese solitamente volatile per l’indice. Parallelamente, dobbiamo riconoscere come l’intera intera interpretazione del dato risenta decisamente di due anni statisticamente eccezionali (c.d. outliers) come il 2001 ed il 2020. 

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