La FED non delude ma gli investitori prendono profitto

Ieri era la giornata della Fed, con l’attesa che Jerome Powell confermasse quanto emerso a Jackson Hole in materia di politica monetaria, favorendo un aumento dell’inflazione nel breve termine al fine di stimolare l’economia e la ripresa dell’occupazione. In aggiunta, il FOMC ha rivisto a rialzo, rispetto alle stime di Giugno, le principali stime sul piano macroeconomico: PIL annuale (-3.7% vs -6.5% a Giugno), disoccupazione (7.6% vs 9.3% a Giugno) ed inflazione (1.2% vs 0.8% a Giugno).

Nonostante le revisioni al rialzo delle prospettive macroeconomiche per quest’anno, la Fed ha confermato la sua intenzione di perseguire un aumento dell’inflazione, come mezzo per favorire la ripresa economica, di fatto scambiando inflazione per una maggiore crescita economica e maggiore occupazione. Powell ha confermato la sua politica di bassi tassi d’interesse fino al 2023 e sta fondamentalmente passando la palla alla politica fiscale. Allo stesso tempo, gli investitori ipotizzano che gli stimoli fiscali futuri saranno finanziati da ulteriori acquisti di obbligazioni da parte della Fed.

Il mercato aveva già scontato il pieno supporto della Fed e la politica di tassi invariati fino al 2023: di conseguenza, nel più classico dei “buy the rumor and sell the news”, gli investitori sono andati a prendere profitto, con i principali indici azionari che hanno girato rapidamente in negativo. Anche il Dollaro è andato a rinforzarsi, dopo essere stato decisamente venduto nelle sedute precedenti al pari delle materie prime che, dopo un rimbalzo iniziale, sono andate a flettere e ad esibire debolezza.

La riunione di politica monetaria della Fed è stata seguita, questa notte, da quella della Banca del Giappone che ha confermato i segnali di ripresa economica ma ha affermato che il quadro resta “difficile” per effetto delle conseguenze del Covid-19. Gli indici asiatici hanno quindi seguito la dinamica di Wall Street, mettendo a segno una seduta di correzione.

Sul piano macroeconomico, oggi usciranno i dati sull’inflazione nell’eurozona, l’esito della riunione di politica monetaria della Bank of England, le nuove costruzioni negli Stati Uniti e, soprattutto, il dato sulle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, il principale indicatore macroeconomico in questa fase di mercato.

TECHNICALS IN FOCUS

EURUSD

Come evidente dal grafico giornaliero, l’EURUSD mostrava evidenti segnali di debolezza, con l’RSI che evidenziava una situazione di massimi di prezzo crescenti e massimi di RSI decrescenti, ossia una c.d. “divergenza ribassista”.

Ieri sera, dopo il meeting della Fed, l’EURUSD è tornato sul supporto di queste sedute, in area 1.1760. Una rottura di questo livello, come osservato sul grafico a 4 ore, proietterebbe potenzialmente il cross verso l’area di supporto di 1.1560-1.1510, un livello sul quale il cross dovrebbe trovare un supporto. Al di sotto di area 1.15, il supporto immediatamente più prossimo sarebbe in area 1.1350. Tuttavia, il quadro resta dinamico e la dinamica di prezzo intorno ad area 1.1750 resta il principale elemento da monitorare.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Applied Materials: fondamentali solidi e titolo sui supporti dopo il retest dei massimi storici

In una fase volatile di mercato, si creano opportunità per settori e titoli di valore che, tuttavia, in ragione delle fluttuazioni dei prezzi, non sempre sono possibili da cogliere. In questo senso, il comparto dei semiconduttori è quello che in questa fase sta offrendo le migliori opportunità in termini di valore inespresso.

Applied Materials ha una capitalizzazione di mercato di $56 miliardi e oltre $17 miliardi di ricavi annuali, diventando negli anni un importante attore nel mercato dei semiconduttori, che costituisce la maggior parte dei suoi ricavi. La società ha riportato i risultati del terzo trimestre il 13 agosto scorso, con ricavi totali aumentati del 24% su base annua, arrivando a $4,4 miliardi e $230 milioni di utile, battendo anche le stime degli analisti. I ricavi di Semiconductor Systems sono aumentati del 28% su base annua a 2,9 miliardi di dollari, mentre altri segmenti della business hanno evidenziato un rallentamento generale della crescita.

Il management ha recentemente rivisto al rialzo la guidance per l’utile per azione per quest’anno, a $4,10, in quello che è stato un altro trimestre molto positivo. La cronologia degli utili per azione di Applied Materials evidenzia una dinamica a dir poco volatile, avendo la società aumentato gli utili molto rapidamente di anno in anno negli ultimi dieci anni.

Il management stima una crescita annua dell’8% dell’utile per azione nel prossimo futuro anni, con una crescita in espansione quest’anno, ed ha recentemente affermato di aspettarsi una ripresa a breve nei semiconduttori nel 2020. Una simile crescita annua dell’utile per azione è un obiettivo ambizioso ma raggiungibile, dato che Applied Materials ha molte leve per raggiungere tali obiettivi.

Sul piano finanziario, la società ha rivolto una parte importante dei suoi investimenti alle politiche di riacquisto di azioni proprie, anche se a partire dal 2019 ha rallentato decisamente rale attività. Il payout ratio attualmente è piuttosto contenuto ma le attese sono per un suo costante aumento, essendo il management decisamente focalizzato nel migliorare la remunerazione degli azionisti.

Al momento Applied Materials scambia su un rapporto Prezzo / Utili pari a 13,6 volte gli utili di quest’anno, a seguito di un recente selloff. Se paragonato alla sua media storica, vicina a 17, è evidente che il titolo presenta margini di apprezzamento, pure nell’ipotesi di un repricing del multiplo intorno a 15. Il dividend yield è inferiore al 2%, ma si tratta di una valutazione in linea con la logica di un settore in forte crescita e che basa gran parte della sua performance sull’apprezzamento in linea capitale, piuttosto che sul dividendo.

Alla luce della crescita ipotizzata degli utili, del dividend yield e del repricing del multiplo P/E verso la sua media storica di 17, è verosimile ritenere che Applied Materials possa generare un rendimento superiore all’11% annuo per i prossimi 5 anni.

Edoardo Fusco Femiano,

Market Analyst

 

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