La rotazione settoriale arriva in Europa: massimi storici per il GER30

Dopo la prima seduta della settimana il quadro di fondo sui mercati finanziari non sembra destinato a mutare rispetto a quello delle ultime settimane. 

Il rialzo dei tassi d’interesse continua a generare spinte di riallocazione tra i gestori istituzionali e la rotazione dal comparto growth a quello value non sembra accennare a decelerare. Anche ieri abbiamo assistito ad seduta fortemente decorrelata tra Nasdaq100, S&P500 e DJ30, con il primo che ha chiuso nettamente in rosso, mentre gli altri due hanno nel complesso tenuto alcuni livelli di prezzo importanti. Ad aggiungere un ulteriore elemento di riflessione a questa fase di mercato contribuisce anche la sovraperformance dell’Europa, che in questa fase, con GER30 e EUSTX50, sta trovano acquisti consistenti. 

In particolare, vale la pena sottolineare la performance del GER30 che ieri è andato a registrare nuovi massimi storici nettamente sopra la soglia dei 14.300, con un movimento di breakout che viene dopo una lunga fase di lateralità. Le ragioni di tale movimento sono da trovare nella forte componente di titoli industriali presenti nell’indice tedesco, che in questa fase sono attesi ad un repricing importante, nell’attesa di una progressiva riapertura dell’economia dei paesi in uscita dal lockdown. In aggiunta, il rialzo dei tassi d’interesse è stato meno marcato in Europa, rispetto agli Stati Uniti, il che favorisce la miglior appetibilità relativa di alcune parti dell’azionario europeo rispetto a quello americano.

In un quadro simile, ieri abbiamo osservato una giornata di correzione delle materie prime e del WTI in particolare, che era appena andato a registrare nuovi massimi ad un anno.  Sul piano valutario, continua il rafforzamento del Dollaro USA, che beneficia in questa fase dei rialzo dei titoli di stato, con il Treasury decennale USA che ieri è rimasto sui massimi di periodo in area 1.6%. Bene anche il Bitcoin, che appare impostato per un prossimo retest dei massimi storici.

TECHNICALS IN FOCUS

BTC

Dopo una fase di distribuzione successiva alla formazione dei massimi storici di area $58.000, Bitcoin ha visto una correzione fino ad area $43.000, andando a testare in due occasioni la MM a 50 giorni. Nelle ultime ore la cripto ha però rotto a rialzo con volatilità area $50.000, avendo ora in $55.000 e $58.000 i primi target in quello che sembra destinato ad essere un retest dei massimi storici del 21 Febbraio. Il supporto principale resta nel range $49.200 – $47.000, dove passa la MM a 200 giorni. Sotto tale livello la correzione potrebbe spingersi fino ad area $43.000.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Veolia: le Utilities come inflation hedge 

Nel corso degli ultimi mesi Veolia è stata spesso citata in abbinamento alla possibile fusione con SUEZ, in un operazione che non è andata ancora in porto e che sta vedendo l’opposizione di larga parte del mondo politico ed istituzionale francese.

La società è uno dei leader europei della settore della produzione e distribuzione di energia elettrica ed ha recentemente riportato i risultati per il 2020: a spiccare, oltre ad in flessione dei ricavi e a svalutazioni rese necessarie dal contesto economico attuale, è stato il crollo dell’utile, sceso dell’86% su base annua. In sede di press conference, tuttavia, il CEO della società ha sottolineato come si attenda per il 2021 ricavi in linea con quelli del 2019, con un recupero di produttività che dovrebbe essere quindi totale.

Fonte: Veolia Annual Results 2020

In un quadro economico caratterizzato da una crescente paura di pressioni inflazionistiche, il settore delle utilities è particolarmente interessante. Infatti, le utilities sono società regolate sotto il profilo dei ricavi utilizzando un modello di remunerazione concordato con i regolatori locali basato sulla c.d. RAB (Regulated Asset Base), ossia su una remunerazione predeterminata del capitale investito ad un tasso che tiene conto del costo del denaro. Per queste ragioni le utilities restano un settore di tipo “bond-like” con una notevole capacità di essere resiliente ai rialzi dei rendimenti dei titoli di stato. 

Sul piano della valutazione, non ha senso valutare il titolo rispetto al suo attuale P/E, visto il crollo degli utili dell’ultimo anno. Diversamente, sul rapporto EV/EBITDA, ossia Enterprise Value e Margine Lordo, Veolia scambia intorno a 6, un livello tra i più bassi in Europa, anche rispetto alla tedesca E.ON, uno dei principali competitor della società in Europa.

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