Mano pesante di Pechino sui titoli tecnologici. Ottimo Q2 di Tesla

Inizio di settimana debole sui mercati azionari, con i principali indici globali che ieri hanno danzato intorno alla parità. La sola eccezione viene dalla Asia, con gli indici cinesi che hanno corretto decisamente, per effetto degli interventi del governo di Pechino sulla regolamentazione di diverse società quotate anche sui listini americani. Da mesi i mercati cinesi soffrono di un problemi di trasparenza e scontano la presenza di un governo che nel tempo ha manifestato sempre maggiore insofferenza per le scelte delle società quotate: tuttavia gli interventi delle ultime ore sono stati particolarmente incisivi, portando lo Shanghai Index Composite alla correzione su due sedute più profonda dalla crisi del 2008.

In Europa ieri abbiamo assistito ad una seduta di sostanziale lateralità con poche notizie significative sul piano corporate, con la sola eccezione di Ryanair, che ha guadagnato il 2,60%, dopo aver alzato le proprie previsioni di traffico passeggeri per l’anno in corso, sulla scia delle prenotazioni estive. La notizia ha offerto supporto al settore dei viaggi e del tempo libero. In America gli indici azionari ieri hanno tenuto i massimi recenti, nonostante la pesante correzione che ha coinvolto i titoli cinesi quotati a New York, in una settimana in cui sono attesi i risultati dei nomi più importanti del comparto tecnologico, oltre alla seduta della Fed nella giornata di domani.

Nella giornata di ieri Tesla ha riportato i risultati del secondo trimestre, riportando decisamente meglio delle stime degli analisti, tanto sul piano dei ricavi quanto su quello degli utili. Nello specifico, la marginalità è cresciuta considerevolmente, con l’utile per azione che è uscito a $1.45 contro una stima di 0.98$ centesimi per azione. Sul piano industriale Tesla ha evidenziato come la scarsità di microchip stia rallentando i piani della società sul piano delle stazioni di rifornimento delle auto. In parallelo la società ha reso noto di aver riportato una perdita per svalutazione su Bitcoin di soli $23 milioni, ridimensionando complessivamente le stime circa l’impatto che la correzione di BTC potrebbe avere sui conti aziendali. Nell’aftermarket il titolo ieri ha chiuso a rialzo di oltre il 2%.

Con l’esclusione del dato sugli ordini di beni durevoli in America, la giornata di oggi non offre particolari indicazioni sul piano macroeconomico, mentre su quello degli utili oggi sono attesi i numeri di Microsoft, Apple, Google e Visa.

TECHNICALS IN FOCUS

GOLD

Nonostante i recenti tentativi di rimbalzo dai supporti, il quadro tecnico del Gold è andato deteriorandosi nelle ultime sedute, con i tentativi di rottura di area $1.900 che sono stati respinti. Ora il Gold scambia nuovamente sotto la MM a 200 giorni, con area $1.764 come prossimo supporto. Un rottura al ribasso di quest’area aprirebbe lo spazio ad ulteriori estensioni del ribasso fino ad area $1.700 – $1.675. Solo una rottura a rialzo di area $1.900 fornirebbe un segnale di rialzo sullo strumento che, ad oggi, si muove in un trading range delle aree di prezzo che abbiamo identificato.

AAL

Per la prima volta da Novembre AAL è andata a testare il supporto della MM a 200 giorni, nel quadro di un rimbalzo che, per le società delle aerolinee, resta complesso e decisamente volatile. Il primo livello in focus a rialzo è in area $25, dove il titolo è andato a registrare un doppio massimo recentemente. Sopra area $25, il target successivo è in area $30, in corrispondenza dei livelli pre-Covid. Il supporto chiave resta in area $18.30, dove passa la MM a 200 giorni. Al di sotto di questo livello, che rappresenta anche il minimo degli ultimi 3 mesi, il titolo rientrerebbe in una fase di lateralità priva di gran parte della spinta rialzista di questi ultimi mesi.

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