Mercati consolidano: dibattito presidenziale in focus

I mercati azionari continuano ad evidenziare indecisione in questa fase, in larga misura in ragione della crescita di nuovi casi di Covid-19, sia in Europa che negli Stati Uniti, e nell’attesa dell’ultimo, e forse decisivo, dibattito presidenziale. Sul lato delle notizie positive, continuiamo a sottolineare il buon andamento delle trimestrali, soprattutto ieri nei settori Consumer Staples e Industrials. 

L’azionario europeo ieri ha chiuso in ribasso, toccando i minimi da circa un mese sul calo di fiducia dei consumatori tedeschi, i timori per l’aumento dei casi di coronavirus nel continente e le incertezze sul nuovo pacchetto di stimoli negli Stati Uniti. Sul fronte del Covid-19, i contagi sono in aumento in tutta Europa, con la Spagna che per prima ha superato il milione di casi tra i Paesi dell’Europa occidentale e incrementi giornalieri record in Italia e Germania.

Sul fronte delle trimestrali, bene Schneider Electric, che ha chiuso in rialzo del 2.41%, dopo aver rivisto al rialzo le previsioni su ricavi e margini per il 2020 e Unilever, che ha guadagnato lo 0,45%, dopo essere tornata a registrare una crescita — maggiore del previsto –delle vendite per il terzo trimestre, guidata dai mercati emergenti. 

Wall Street ieri invece si è mossa lateralmente, dopo i guadagni iniziali, con gli investitori in attesa di maggiori stimoli fiscali sullo sfondo dei dati economici che indicano un rallentamento della ripresa del mercato del lavoro. Il numero di lavoratori che hanno presentato richiesta di sussidi di disoccupazione statale la scorsa settimana è sceso più del previsto a 787.000, ma è rimasto decisamente alto a fronte dell’esaurirsi degli aiuti pubblici. 

Sul fronte delle trimestrali, Tesla ha chiuso a rialzo dello 0,75%, dopo aver registrato il quinto profitto trimestrale consecutivo e ricavi record di 8,8 miliardi di dollari. Male invece Chipotle Mexican Grill, che ha ceduto il 4,86%, dopo aver registrato un calo degli utili trimestrali, penalizzato dall’aumento dei prezzi della carne bovina e dei costi di consegna e delle spese legate al coronavirus. Infine, buona la trimestrale di Coca-Cola, salita dell’1.38%, dopo aver battuto le attese degli analisti. 

Sul piano macroeconomico, oggi attendiamo le vendite al dettaglio nel Regno Unito e gli indici PMI, manifatturiero, dei servizi e composto, in Francia, Germania e nell’eurozona.

TECHNICALS IN FOCUS

GE

Forte strappo rialzista di General Electric, che, dopo un’estesa fase di bottoming, ha messo a segno un rialzo vicino al 20% nell’ultimo mese e ora si è avvicinata alla prima resistenza chiave in area 7.8, dove passa la MM a 200 giorni. Il rialzo è avvenuto con volatilità, come anche testimoniato dai livelli di RSI, il che fa ritenere verosimile con consolidamento su questi livelli. Ciò detto, una rottura di area $8 darebbe notevoli spazi di apprezzamento al titolo, con target in area $8.60, $9.17 (chiusura del gap down del 10 Marzo) e $9.94 (chiusura del gap down del 5 Marzo). 

 

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Johnson & Johnson: ottima trimestrale e dividend yield superiore all’S&P500

I titoli che presentano un grande track record nell’erogazione dei dividendi, per periodi estesi di tempo, sono generalmente le aziende che forniscono prodotti o servizi che i clienti richiedono indipendentemente dalle condizioni economiche. Per definizione, questi titoli vengono definiti anticiclici e, storicamente, si sono dimostrate capaci di aumentare i dividendi durante le fasi recessive. Johnson & Johnson è una di queste. 


Johnson & Johnson (JNJ) ha aumentato il suo dividendo per 58 anni consecutivi, una delle serie di crescita consecutive nell’erogazione dei dividendi più lunghe di sempre riscontrate nei mercati azionari globali. 

Johnson & Johnson presenta un modello di business diversificato, che le consente di operare in diversi segmenti del settore sanitario. La società ha generato ricavi per $82 miliardi nel 2019, su 3 segmenti di business, che pesano sui ricavi in queste percentuali: Prodotti farmaceutici (54%), Dispositivi medici (29%), Consumer Health (17%). 

Il 13 Ottobre scorso la società ha riportato i risultati nel terzo trimestre: i ricavi sono stati pari a $21,8 miliardi, in aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile per azione è aumentato di $0,08 per azione, o del 4%, raggiungendo i $2,20. Entrambi i dati hanno battuto decisamente le stime di consenso degli analisti. La società ha anche aggiornato le sue previsioni per il 2020:

Fonte: 3Q Company Presentation

Per il secondo trimestre consecutivo, Johnson & Johnson ha aumentato le previsioni su ricavi e sugli utili per azione per il 2020. La società prevede ora un fatturato di $82 miliardi, dagli $81,4 miliardi stimati in precedenza. L’utile per azione è ora previsto in un range compreso tra $7,95 e $8,05, anche esso in aumento rispetto alle stime precedenti.

La forza di J&J è il suo modello di business, altamente diversificato, che le consente di continuare a crescere anche se alcuni segmenti possono andare incontro a fasi di difficoltà. Ad esempio, il segmento dei dispositivi medici è stato messo alla prova negli ultimi trimestri a causa della pandemia del Covid-19. Molti interventi chirurgici sono stati ritardati in molte parti del mondo poiché il sistema sanitario era saturo, nel tentativo di arginare la pandemia. I ricavi del segmento dei dispositivi medici sono diminuiti di quasi il 4% durante il trimestre più recente, ma la performance nel settore farmaceutico hanno controbilanciato questa debolezza. 

Sul piano finanziario, la natura anticiclica del business ha consentito alla società di registrare una crescita dell’utile per azione nell’ordine del 12% tra il 2007 e il 2009. 

Ai prezzi attuali, Johnson & Johnson presenta un rapporto Prezzo / Utili correnti pari a 17, in linea con la sua media negli ultimi 5 anni e su questo fronte non ci si attendono grandi spazi di crescita. Gli analisti si attendono invece un tasso di crescita annuale degli utili del 6% che, unito ad un dividend yield del 2.7% in questo momento, porta il rendimento potenziale del titolo vicino al 9% per i prossimi cinque anni.

 

Johnson & Johnson è un Dividend King, con 58 anni consecutivi di aumento dei dividendi e, in generale, dovrebbe essere uno dei titoli chiave di un portafoglio focalizzato sulla crescita nel lungo periodo. Chiaramente, nella rare occasioni in cui il titolo evidenzia debolezza, esistono le condizioni per entrare su un’azienda con un grande track record, un business solido estremamente solido e una marginalità in costante espansione.

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