Mercati difficili ma resilienti

La dinamica che osserviamo sui mercati azionari in queste settimane può piacerci o meno ma, con tutta l’incertezza e la prudenza del caso, è uno stato di cose con cui gli investitori devono fare i conti.

La dinamica di prezzi rispecchia una notevole forza del comparto azionario e delle materie prime in generale, ma in particolare quelle al ciclo economico, petrolio e rame. Gli indici restano sui massimi e si muovono nell’ambito di un trading range di difficile interpretazione, caratterizzato da bassa volatilità, ma le cui correzioni sono state finora sistematicamente e rapidamente ricomprate. Perfino la crisi dei big tecnologici cinesi è finora rimasta un fenomeno circoscritto senza un effetto contagio sull’azionario globale.

Ciò che continua a sorprendere è la dinamica dei tassi d’interesse, che restano su livelli storicamente molto bassi, evidenziando aspettative inflazionistiche molto contenute, al di là della narrazione mediatica che vede rialzi dei prezzi un po’ ovunque. Piuttosto, tassi così bassi scontano un possibile rallentamento economico futuro. In questo senso, certamente la diffusione di Delta, per quanto ad oggi non un fattore nel sentiment di mercato, rischia di essere il principale fattore di rallentamento della ripresa economica.

Le trimestrali europee, anche ieri, hanno continuato a fornire indicazioni per lo meno rassicuranti sul piano dei risultati e dell’outlook, con alcune eccezioni, come il comparto dell’auto, che continua ad essere penalizzato dalla scarsità di microchip oggi disponibili.

Tra domani e venerdì conosceremo l’esito della riunione della Bank of England e i dati sul mercato del lavoro americano ma è difficile che portino a stravolgimenti del quadro attuale. Gli investitori scontano un sostegno prolungato ad un economia che non sembra in fase di surriscaldamento ma, se guardiamo le performance degli indici azionari da inizio anno, osserviamo come i rendimenti ad oggi siano di tutto rispetto.

Può piacerci o meno ma un mercato con questa dinamica di prezzo può andare avanti ancora a lungo e, a fine anno, regalare all’investitore performance di tutto rilievo.

TECHNICALS IN FOCUS

SNOW

Prosegue la fase di rimbalzo di alcuni dei titoli del Nasdaq più penalizzati nella prima parte dell’anno. Area $300 e $320 sono i primi target in focus con la possibilità che, sopra questi livelli, l’estensione possa essere ancora più rapida e su target più ambiziosi. L’RSI evidenzia pressione rialzista ed il buon momentum del titolo. Sul piano generale, area $250 resta il principale supporto di medio termine e solo una discesa sotto area $230 indebolirebbe significativamente questa fase di rimbalzo successiva alla formazione dei minimi di Maggio 2015.

BAS.DE

BASF da oltre un mese sta lateralizzando sul supporto della MM a 200 giorni e della trendline rialzista che parte dai minimi di Marzo 2020. Ai prezzi attuali sono una flessione sotto area $63.80 indebolirebbe significativamente il quadro tecnico del titolo, portando verosimilmente ad un estensione del ribasso. Al rialzo, il titolo guarda ad area $69 e $70 e successivamente ad area $73, zona di massimi lavorata in un triplo massimo nel primo trimestre dell’anno. L’RSI evidenzia espansione rialzista moderata, in linea con il profilo di un titolo che resta strutturalmente poco volatile. La vicinanza di supporti chiavi suggerisce prudenza ed una gestione attenta degli stop – loss, al fine di mantenere un corretto rapporto rischio / rendimento in un eventuale ingresso al rialzo sul titolo.

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