Mercati in attesa del piano Biden

Gli indici azionari escono dalla lateralità delle ultime sedute, con il Dax e l’Eurstoxx che registrano nuovi massimi storici, sia pure per effetto di un rialzo generalizzato dell’azionaro che parte dagli Stati Uniti, con gli investitori che restano in attesa di dettagli sul piano di infrastrutture del presidente Joe Biden e Wall Street che si appresta a chiudere il quarto trimestre consecutivo in positivo.

Nello specifico, il comparto ciclico continua a cavalcare il recente rally, in attesa di conoscere i dettagli del piano da oltre $3.000 miliardi che mira a finanziare sia a progetti di infrastrutture tradizionali, sia investimenti innovativi come quelli relativi al mercato dei veicoli elettrici. La dimensione e la portata del piano, insieme al tema delle coperture finanziarie, è probabile che porteranno ad un rinnovato scontro al Congresso con i Repubblicani.

Nella mattinata europea gli indici della regione si erano mossi senza particolare direzionalità, anche in ragione dell’IPO di Deliveroo che, negli giorno del debutto a Londra, apre ben al di sotto del prezzo di quotazione, 390 Sterline, scendendo fino a 271. Con l’apertura di Wall Street anche l’Europa nel pomeriggio ha girato in positivo.

In America, Apple ha chiuso in rialzo dell’1,88%, dopo l’upgrade di UBS che ha promosso il titolo a “buy”, grazie ad una domanda stabile per gli iPhone con migliori service provider autorizzati. In generale, bene i titoli tech, con il Nasdaq che ha guadagnato oltre l’1%, mentre i finanziari e gli energetici hanno registrato un calo generalizzato, in un’inversione di tendenza rispetto a quanto visto in questo trimestre.  Ieri sono usciti i numeri relativi alle assunzioni negli Stati Uniti, che mostrano come le aziende USA abbiano incrementato le assunzioni nel mese di Marzo, grazie anche al numero crescente di vaccinati nel paese. Il dato appare in linea con i recenti segnali di miglioramento del mercato del lavoro, e giunge nell’attesa della pubblicazione dei Non Farm Payrolls, in uscita nella giornata di Venerdì.

TECHNICALS IN FOCUS

GOLD

Nella giornata di ieri si è registrato un doppio minimo del Gold, con divergenza rialzista di RSI: una chiara figura di rimbalzo che va inserita tuttavia in un quadro di debolezza generale dell’asset e la cui validità ed intensità andrà valutata nelle prossime sedute. Il set-up è molto chiaro e ha come target in focus area $1.760 ed il range $1.830-1.860, dove passa anche la MM a 200 giorni. Un’eventuale estensione del rimbalzo proietterebbe successivamente la commodity verso area $1.900. Sul piano dei supporti, la rottura al ribasso di area $1.680 invaliderebbe il pattern rialzista venutosi a configurare aprendo spazi ad ulteriori ribassi, almeno fino ad area $1.600.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Colgate: buon rendimento atteso e P/E in linea con gli ultimi anni.

I titoli del comparto Consumer Staples sono stati oggetto di un forte repricing nell’ultimo anno e molti di questi oggi scambiano con un premio notevole rispetto alla loro media storica. Colgate non fa eccezione in questo senso, sebbene l’entità del premio sia più contenuta ed offra maggior sicurezza in questo senso.

Colgate è un’azienda leader nella produzione di prodotti per la cura orale dentifricio, prodotti per la cura della persona, prodotti per la pulizia della casa ed alimenti per animali domestici. I marchi principali includono Colgate, Palmolive, Hill’s Science Diet e molti altri. Il segmento principale è Oral Care, che rappresenta quasi la metà dei ricavi. La società vende i suoi prodotti in oltre 200 paesi in tutto il mondo e l’azienda genera in media oltre $17 miliardi di ricavi all’anno.

Colgate presenta un modello di business altamente diversificato, sia in termini di prodotti che di mercati geografici, con la metà dei ricavi dell’azienda che proviene dai mercati emergenti, anche se la sua dipendenza da queste aree del mondo è diminuita di recente. Detto questo, i mercati emergenti saranno un catalyst fondamentale per l’azienda, che vanta una quota di mercato superiore al 30% in Cina ed è il primo player estero del settore nel paese.

Nondimeno, l’azienda ha dovuto affrontare diverse sfide negli ultimi tempi, tra cui il rafforzamento del dollaro statunitense, una struttura di costi crescenti e l’effetto della pandemia in corso. In generale, il titolo ha avuto difficoltà negli ultimi anni nel generare crescita e rendimenti sebbene nel 2020 i risultati finanziari dell’azienda siano migliorati significativamente.

Colgate-Palmolive ha riportato i risultati del quarto trimestre e dell’intero 2020 il 29 gennaio scorso. I ricavi totali sono risultati in aumento del 7,5% su base annua nel quarto trimestre a 4,3 miliardi di dollari, con la crescita organica dei ricavi che è stata nell’ordine del 8,5% su base annua.

I due catalyst nell’anno sono stati la crescita nei mercati emergenti come l’America Latina, così come il segmento degli animali domestici che continua a generare risultati molto importanti. Nel quarto trimestre 2020, mentre il Nord America è cresciuto dell’8,5% in termini di ricavi, la crescita in America Latina è stata pari al 10,5% ed il segmento Pet Nutrition del 14,5%.

Le stime di crescita degli utili per il titolo sono nell’ordine del 5% annuo per i prossimi cinque anni, a cui si somma un dividend yield ai prezzi attuali del 2,3%. Sul piano della valutazione il titolo scambia ad un rapporto Prezzo / Utili 24.5, lievemente superiore alla sua media degli ultimi 5 anni (23). In questo senso, un riallineamento del multiplo implica un rendimento atteso negativo dell’1,2% per i prossimi cinque anni. La combinazione di questi fattori implica un rendimento potenziale del titolo nell’ordine del 6,1% per i prossimi cinque anni.

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