Mercati incerti, nonostante la flessione dei tassi

Un’altra seduta debole quella di ieri per gli indici azionari globali, e in generale per gli asset rischiosi, dopo il rimbalzo di lunedì che aveva fatto bene sperare gli investitori, appena usciti da una settimana complessa sul piano dei dinamica dei prezzi. La chiusura di ieri ha infatti confermato un idea che da tempo si era fatta strada nella mente di molti investitori: il solo rialzo dei tassi d’interesse sui titoli di stato non è l’unica ragione della recente flessione del mondo azionario.

Ieri, infatti, nonostante la flessione dei rendimenti dei titoli di stato, su tutti del Treasury USA a 10 anni, sceso sotto l’1,4%, abbiamo assistito ad un flessione generalizzata, con Wall Street ed il Nasdaq a fare da capofila. In questo senso, a poco sono servite le ottime trimestrali di Zoom e Target, che hanno messo a segno rialzi nelle prime fasi di contrattazione, salvo poi andare a chiudere nettamente in negativo, a conferma di quanto la crescita attuale sia già riflessa nei prezzi. La seduta di ieri ha inoltre confermato la relativa maggiore fragilità del Nasdaq, che non è riuscito per ora a consolidare sopra area 13.200 e che in queste ora scambia ancora sotto la MM a 50 giorni, in un quadro tecnico che nel breve termine resta debole. 

Il mercato attende ora le parole di Jerome Powell ma è difficile che, nel breve termine, il sentiment muti radicalmente. La debolezza dei titoli tecnologici resta il principale elemento di preoccupazione ed il quadro tecnico di molti titoli leader del settore invita alla cautela, generale e non solo sul comparto tech.

In generale, la correzione di queste ore conferma inoltre che la rotazione settoriale dai titoli growth a quelli value sta continuando a prescindere dalle dinamiche dei tassi d’interesse. Se poi tale correzione darà vita ad un impulso ribassista ciò dovrà essere verificato nelle prossime sedute.

Buono il rimbalzo di questa notte degli indici asiatici, dopo la pubblicazione del PIL trimestrale in Australia, uscito in crescita del 3,1%, in rialzo rispetto alle stime di consenso degli analisti (2,5%). Al contrario, l’indice PMI Caixin/Markit in Cina è uscito a 51,5, in ribasso rispetto al valore del mese precedente (52).

TECHNICALS IN FOCUS

TLT

Interessante figura di reversal su TLT, tornato sui valori di Gennaio del 2020 nella seduta del 25 Febbraio scorso, dove il minimo in area 136,3 ha immediatamente trovato acquirenti e con l’RSI giornaliero che è sceso in una area di forte ipervenduto (20). Le sedute successive hanno confermato la figura di inversione e stiamo quindi assistendo ad un rimbalzo significativo, con i primi target in focus che si trovano in area 148 e 150,5. Solo un consolidamento sopra questi livelli proietterebbe l’ETF verso livelli più ambiziosi. Sul piano dei supporti, la tenuta della zona di prezzo di 136,6 è fondamentale per il consolidamento rimbalzo in essere e, al di sotto di questo livello, il segnale di inversione rialzista non sarebbe più valido.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Emerson Electric: un Dividend King con una price action da titolo “growth” 

Uno dei titoli più peculiari di questi ultimi anni, sia sotto il profilo del business che della dinamica di prezzo, è sicuramente Emerson Electric. La società è stata fondata alla fine del 1800, passando da un semplice produttore di motori elettrici ad una multinazionale che offre servizi di ingegneria per un’ampia gamma di settori industriali, commerciali e di consumo, in tutto il mondo.

Emerson genera ad oggi circa $18 miliardi di ricavi su base annuale, con una una capitalizzazione di mercato superiore ai $50 miliardi, ed è Dividend King, dopo aver conseguito una sequenza di 64 anni consecutivi di rialzo dei dividendi annuali.

La forza di Emerson negli anni è stata quella di offrire agli investitori una notevole crescita sotto il profilo degli utili, che negli anni si è tradotta in una sostenuta crescita dei dividendi. Il dividendo negli anni si è dimostrato molto solido, con un payout ratio inferiore al 50%, grazie ad un azienda che negli anni si è dimostrata molto resiliente, pur in presenza di una crisi come a quella sperimentata negli ultimi dodici mesi. 

Sulla base dell’ultima reporting season, i ricavi complessivi trimestre sono stati invariati rispetto all’anno precedente, mentre gli utili per azione sono aumentati del 24% su base annua. Sul piano della guidance, la società ha previsto una crescita dei ricavi nell’ordine del 4%-8% ed un utile per azione vicino ai $3,70 per l’anno in corso.

La società stima di continuare ad erogare poco più della metà dei suoi utili anche per il 2021, in un quadro in cui il suo dividendo resta molto sicuro, alla luce della natura anticiclica del business e di una comprovata capacità di erogare dividendi in diverse fasi economiche.

L’aumento medio dei dividendi della società nell’ultimo decennio è stato pari al 3,8% annuo e sembrano esserci tutte le condizioni affinché questa traiettoria di crescita prosegua anche nei prossimi anni. Sul piano della valutazione il titolo scambia leggermente a premio, pari a 25 volte gli utili correnti, rispetto alla sua media degli ultimi cinque anni (23,5), mentre in termini di dividend yield, Emerson a questi prezzi offre un rendimento del 2,28%, decisamente superiore a quello attuale dell’S&P500 (1,6%): un rendimento notevole se consideriamo che si abbina ad una dinamica di prezzo che continua a registrare la formazione di nuovi massimi.

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