Nonostante Trump, i mercati scontano un nuovo piano di stimolo

Gli indici azionari continuano a muoversi in laterale, spinti da un newsflow mutevole, soprattutto sul fronte dei nuovi passi di politica fiscale degli Stati Uniti. In generale, la tenuta di questi livelli di prezzo rappresenta un elemento di stabilizzazione dei mercati, anche perché sostenuti dalla bassa volatilità. Detto questo, la compressione di volatilità resta un fattore chiave di questa fase di mercato. 

Le borse europee ieri si sono ritirate dai massimi di due settimane, a causa di un calo nei settori tech e healthcare, insieme alle incertezze sul nuovo pacchetto di stimolo statunitense, nonostante l’ottimismo mostrato da Wall Street durante la notte. Soffrono i settori tech e healthcare, dopo che una bozza vista da Reuters indica che il rapporto dell’autorità antitrust della Camera dei deputati Usa sulle grandi aziende del settore tech contiene “una richiesta poco velata a spacchettare” le società. Intanto sempre in Europa un quotidiano ha riportato che la Scozia adotterà un breve lockdown di due settimane a partire da Venerdì, mentre la Spagna è diventata la prima nazione dell’Europa occidentale a superare la soglia di 800.000 casi di Covid-19. 

A Wall Street, l’S&P 500 e il Dow Jones si sono mossi intorno ai massimi di tre settimane, con gli investitori in attesa di segnali sulla possibilità che Washington sia vicina a un accordo su ulteriori misure di stimolo fiscale. Resta ancor più indietro il Nasdaq, penalizzato dalle vendite su alcuni dei maggiori titoli tech. La presidente della Camera Nancy Pelosi e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin hanno discusso ieri al telefono le possibili nuove misure di sostegno economico, preparandosi a parlarne nuovamente oggi. Tra i peggiori di ieri il settore immobiliare e quello delle telecomunicazioni. 

Questa notte il mercato asiatico si è mosso limitatamente, dopo le dichiarazioni di Trump circa la sua volontà di fermare la negoziazione per un nuovo pacchetto di stimoli, che invece sarebbe disposto ad approvare dopo le elezioni.

Sul piano macroeconomico, questa mattina la produzione industriale in Germania è uscita meglio delle attese (-0.2% vs -1.7%), mentre nel pomeriggio attendiamo l’indice delle costruzioni nel Regno Unito e le scorte settimanali di petrolio negli Stati Uniti. 

TECHNICALS IN FOCUS

EURUSD

Nonostante la prolunga lateralità dell’EURUSD, il cross sta faticando a recuperare il livello dei massimi di Settembre. Il ritorno sulla resistenza di 1.18, dove passa la MM a 200 periodi sul grafico a 4 ore, è stato respinto e ciò fa presagire ad una prosecuzione della debolezza in essere. 1.17, 1.1570 e 1.1450-1.1430 sono i primi livelli di supporto in focus mentre solo un consolidamento sopra 1.18 invaliderebbe l’attuale set-up ribassista in essere. Anche l’RSI si è mosso in territorio ribassista, a conferma della debolezza in essere.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Lowe’s: Titolo sui massimi ma gli utili sosterranno il titolo

Tradizionalmente, la stabilità dei dividendi, soprattutto nel caso di un Dividend Artistocrat, si accompagna a dinamiche di prezzo solo lievemente rialziste. In aggiunta, nelle fasi di contrazione economica i titoli ciclici sono destinati a soffrire o a sottoperformare. Nel caso di Lowe’s, la crisi del Covid-19 ha ribaltato questa logica di pensiero, spingendo il titolo ad aggiornare i massimi storici.

Lowe’s è una società attiva nel settore degli articoli per la casa ed è stata fondata nel 1921. Negli anni è cresciuta negli anni fino a raggiungere più di 1.700 negozi negli Stati Uniti e altri 450 in Canada.

I negozi della società generano un fatturato annuo di 84 miliardi di dollari, con 300.000 dipendenti che servono 18 milioni di clienti ogni settimana. Lowe’s è oggi un titolo a larga capitalizzazione e capitalizza $125 miliardi circa. Lowe’s è rimasto indietro rispetto al rivale Home Depot (HD) negli ultimi anni poiché Home Depot si è concentrato sui clienti professionali, sviluppando capacità digitali e un’intensa attenzione all’esperienza del cliente. Lowe’s, da parte sua, ha effettuato negli ultimi anni gli investimenti necessari per colmare il divario. 

Lowe ha riportato i risultati del secondo trimestre il 19 agosto ed ha registrato un utile netto di $2,8 miliardi, rispetto ad un utile netto di $1,7 miliardi nel periodo dell’anno precedente, con l’utile per azione che è aumentato del 75% a $3,74. L’azienda ha generato un fatturato di 27,3 miliardi di dollari, con un aumento delle vendite comparabili del 34,2%. Da sottolineare per il secondo trimestre, che le vendite di Lowes.com sono aumentate del 135% su base annua, grazie alla crescita della vendita al dettaglio online. 

Sul piano del business, il numero di mercati in cui Lowe’s può entrare è in qualche modo limitato dalle enormi dimensioni dei negozi in cui opera, tuttavia l’azienda è riuscita a produrre una crescita positiva delle vendite per ogni singolo negozio negli ultimi dieci anni e, quest’anno, la crescita dovrebbe proseguire grazie alla domanda online guidata da COVID-19. 

Lowe’s è stata capace negli anni di crescere in una varietà di situazioni economiche e di cambiamenti nelle abitudini di spesa dei consumatori. Il secondo driver di crescita per Lowe’s è l’espansione del margine a cui si è assistito, anche grazie alla riduzione delle spese operative e la maggior integrazione commerciale. 

Il principale vantaggio competitivo di Lowe è quello che condivide con Home Depot, ossia le dimensioni e l’economia di scala, che gli conferiscono un potere d’acquisto superiore rispetto ai concorrenti più piccoli. Lowe’s e Home Depot di fatto gestiscono un duopolio negli Stati Uniti. 

Fonte: Investor’s presentation 

A parte questo, negli ultimi anni Lowe’s ha concentrato la sua energia sulla creazione di una base di clienti più durevole e meno ciclica, con i clienti Pro che rappresentano circa un quarto delle entrate e che tendono a spendere molto durante tutto l’anno. 

Sul piano della performance, Lowe’s tende ad essere un titolo alquanto ciclico, dato che le recessioni generalmente si traducono in una minore spesa discrezionale ed un rallentamento dell’attività di costruzione. Questa recessione si sta invece rivelando un vantaggio per Lowe’s, poiché i consumatori trascorrono più tempo nelle loro case e, pertanto, cercano di migliorarle. Sul piano finanziario, le previsioni sono che Lowe’s continuerà a riacquistare azioni nel 2021 ed oltre, poiché la società ha notevole liquidità a disposizione e una notevole forza che gli viene dagli utili. Questi fattori dovrebbero far crescere l’utile per azione di Lowe del 10% annuo nei prossimi cinque anni, stando alla guidance del management.

Lowe scambia a circa 20 volte gli utili del 2020, in linea con la valutazione storica, ed ha un dividend yield in questo momento dell’1.5%, a cui si somma un 1.5% derivante dal riacquisto di azioni proprie all’anno. Il rendimento, combinato con una crescita dell’utile per azione stimato del 10%, dovrebbe produrre rendimenti totali nell’ordine dell’11,6% negli anni. La società ha recentemente aumentato il suo dividendo del 9% e, con i tassi bassi, il mercato immobiliare negli Stati Uniti dovrebbe restare forte. Per queste ragioni, su tutti i livelli di prezzo, Lowe’s resta un titolo value con forti capacità di guadagno nei prossimi anni.

Edoardo Fusco Femiano,

Market Analyst

 

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