Nuovi problemi per Biden: Federal Reserve e Petrolio

Prima giornata della settimana importante sui mercati finanziari.

In primis, la conferma alla carica di Governatore della Federal Reserve per Jerome Powell e alla nomina a vicepresidente per Leal Brainard. La notizia ha subito portato entusiasmo sui mercati finanziari, per poi tuttavia correggere nel finale di seduta. La variazione sembra essere legata alle incertezze – di qui gli acquisti sui settori difensivi: energetico +0.91%, utilities +0.44%, finanziario +0.34% e consumo difensivo +0.57% – su possibili cambi di direzione da parte delle FED nella gestione dell’inflazione. Di recente abbiamo, sempre più rilevato, commenti da parte dei membri della FED sul ritmo del tapering – alimentando speculazioni su un possibile inasprimento degli acquisti. Da ricordare tuttavia come le attuali speculazioni potrebbero essere forse troppo premature, con altri tre seggi del board ancora vacanti, le cui nomine sono attese verso gli inizi di dicembre.

La divergenza di politica monetaria tra la Fed e la BCE continua tuttavia ad inasprire l’EUR/USD, con la coppia che si avvicina al livello di 1,12.

Sui mercati finanziari americani osserviamo a correzioni, o meglio prese di profitto dopo i diversi nuovi massimi registrati. L’indice VIX sale per il quarto giorno consecutivo e i titoli Value ritornano in auge (vedi gli ETF IWD e VTV).

Le nuove misure di contenimento COVID-19, le preoccupazioni per la crescita economica nonché l’accelerazione dell’inflazione stanno iniziando a pesare sul consumatore europeo. L’indicatore flash della fiducia dei consumatori europei ieri è infatti sceso sotto i livelli pre-pandemici, per la prima volta da aprile. Tuttavia, anche in America abbiamo osservato ad una divergenza tra il sentiment e gli effettivi comportamenti dei consumatori (vedi la pubblicazione sul sentiment dell’Università del Michigan e le vendite al dettaglio). Nuovi segnali potranno comunque essere approfonditi nel rilascio del PCE statunitense di domani e nell’indicatore di fiducia dei consumatori tedeschi di giovedì.

Petrolio che resta il centro delle problematiche, ricordando come l’incremento dell’inflazione globale è per lo più guidata dagli aumenti energetici. L’Opec+ fa orecchie da mercante nell’ascoltare le richieste globali di un aumento della produzione. Le decisioni di rilascio delle riserve strategiche, in assenza di aumenti reali della produzione da parte del cartello, potrebbero sì portare a correzioni sul prezzo del petrolio, ma di breve periodo. A conferma l’intervento potrebbe sembrare, agli occhi degli investitori, come disperato.  Infatti, secondo le regole della IEA (Agenzia internazionale dell’energia) le riserve dovrebbero essere liberate per far fronte a shock, come guerre o uragani, non per correggere i prezzi.  In passato, l’utilizzo di riserve strategiche sono state utilizzate ben tre volte: nel 1991 (durante la guerra del Golfo), nel 2005 (uragano Katrina) e nel 2011 (interruzione della Libia).

Non si ferma l’interesse degli investitori sul settore automobilistico con Tesla che ieri ha chiuso con un +1.74%, General Motors +3.66% e Ford +5.62%. Da segnalare a riguardo la salita al terzo posto per la società cinese BYD tra le società a maggiore capitalizzazione nonché il sorpasso di Nio su Stellantis.

Nasdaq 100 

Divergenza ribassista sul grafico giornaliero per il principale indice tecnologico americano. Il primo supporto psicologico è ravvisabile in area 16.000 ed in estensione in area 15.700, ovvero con correzioni dai massimi di circa un 3-5 punti percentuali.

Ryanair Holdings

La diffusione del coronavirus in Europa e i nuovi lockdown / limitazioni pesano sul comparto travel europeo. Di seguito osserviamo l’andamento del titolo Ryanair, nella sua quotazione americana. In dieci sedute l’azione ha visto una correzione di circa 18 punti percentuali. Da monitorare la tenuta del supporto in area $100 – supporto psicologico e dove passa la base del canale crescente, creatosi verso fine 2020.

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