Oggi il dato sull’inflazione USA. Volatilità in arrivo? 

In linea con quanto osservato nel corso di questa settimana, i mercati azionari anche ieri si sono mossi in un trading range piuttosto contenuto, in assenza di un newsflow significativo. Come anticipato nelle giornate precedenti, l’evento chiave della settimana è la pubblicazione, attesa per la giornata di oggi, del Price Consumer Expenditure (PCE), l’indicatore principale utilizzato dalle Fed per la misurazione del livello dei prezzi. Il dato in sé non è solo quello più significativo della settimana ma potrebbe dar vita ad un impulso direzionale dei prezzi, portando gli indici fuori dalla lateralità di queste sedute.

In Europa ieri gli indici azionari si sono mossi limitatamente, con il DAX che è risultato l’indice più debole, appesantita dal gruppo farmaceutico Bayer, che ha chiuso in ribasso del 4,96%, dopo che un giudice statunitense ha rifiutato il progetto di ricorso collettivo per risolvere le future dispute legate a Roundup e ad altri erbicidi a base di glifosato. Sul piano delle altre storie societarie, male anche Tate & Lyle, che ha chiuso in ribasso del 5,23%, dopo aver riportato una contrazione dei ricavi annuali del gruppo e Puma, dopo che il gruppo francese del lusso Kering ha affermato che venderà una quota del 5,9% nella società tedesca, attraverso un collocamento azionario.

A Wall Street gli indici americani hanno chiuso con un lieve rialzo, sostenuti dai settori maggiormente ciclici, dopo la pubblicazione dei dati settimanali sulle richieste dei sussidi di disoccupazione, che hanno evidenziato una contrazione del dato, favorendo l’ottimismo sulla ripresa economica del paese. Nello specifico, meno di 500.000 americani hanno richiesto il sussidio di disoccupazione per la terza settimana consecutiva. In aggiunto, il dato sul PIL americano ha evidenziato un tasso annualizzato per la crescita del Pil al 6,4% per lo scorso trimestre, con le previsioni che ora sono per un ritorno dell’economia ai livelli precedenti alla pandemia nel trimestre attuale.

Sul piano societario, Boeing ha chiuso a rialzo del 3,87%, dopo che il rivale europeo Airbus ha registrato una produzione quasi raddoppiata, grazie alla forte ripresa del settore dell’aviazione dalla pandemia di Covid-19. In flessione Nvidia, pur dopo aver presentato una trimestrale che ha battuto le stime degli analisti. 

TECHNICALS IN FOCUS

OIL

Nel corso degli ultimi 2 mesi il WTI si è mosso in un trading range compreso tra $58 e $67. L’RSI evidenzia una decisa pressione rialzista che sta proiettando il WTI sulla parte alta del trading range delineatosi. In questo senso, un breakout di questo livello potrebbe proiettare rapidamente il petrolio verso area $70 e $76.55, massimo dall’Ottobre 2018. Un elemento da osservare è la relativa debolezza dell’ADX, che gira ancora su un livello inferiore a 25, a conferma di una direzionalità dei prezzi ancora limitata. In ragione di ciò suggeriamo ingressi graduali sulla posizione in caso di una rottura della resistenza di $67. Area $63 resta il principale supporto di medio periodo. 

BTC

Il quadro tecnico di Bitcoin in questa fase evidenzia una debolezza tecnica evidente tanto sul grafico giornaliero quanto su quello a 4 ore. Il tentativo di rimbalzo sopra la MM a 200 giorni, in area $40.670, è stato respinto in diverse circostante, la volatilità è in aumento e la cripto sta ora testando il 50% di Fibonacci del rally iniziato a Maggio 2020. L’ipotesi più verosimile è un movimento in trading range che avrebbe in area $30.000 un retest dei minimi da inizio anno molto significativo. Al momento, solo un recupero dell’area dei $40.700 restituirebbe a Bitcoin un’impostazione costruttiva.

Daily

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