Powell rassicura i mercati (per ora)

Powell ha convito i mercati, almeno per ora. Ieri è stata la giornata della Fed e del suo Presidente che, in sede di press conference, ho confermato le aspettative di gran parte degli investitori: i tassi resteranno bassi fino al 2023 (c.d lower for longer), le stime di crescita economica sono state riviste al rialzo per il 2021 ed il 2022, al pari dell’inflazione, il cui rialzo dovrebbe essere tuttavia temporaneo. La disoccupazione è attesa in discesa, fino al 4.5% per la fine dell’anno corrente. Questi numeri rilasciati ieri sera dal FOMC.  

Venendo alla sostanza delle parole del Presidente della Fed, Powell ha ribadito l’impegno della banca centrale nel sostegno monetario all’ economia americana, con un programma di acquisto di $120 miliardi (di cui 80 di Treasuries), volendo parimenti confermare la visione secondo cui l’inflazione è destinata ad un rialzo che tuttavia dovrebbero essere il risultato di un rimbalzo dei prezzi successivo alla ripresa delle attività economiche più colpite dalla pandemia e quindi temporaneo.

In un simile quadro, gli indici globali, ed in generale gli asset rischiosi, ieri hanno messo a segno buoni rialzi, con nuovi massimi storici tanto in Europa (per Eurostoxx50 e Dax) quanto negli Stati Uniti (Dow Jones ed S&P500). 

Il fronte obbligazionario resta il più delicato: nonostante la stance di politica monetaria, il rendimento del decennale americano non ha accusato alcuna flessione, a conferma di come gli investitori restino cauti rispetto all’ipotesi di un rialzo solo temporaneo, e non strutturale, dell’inflazione. In questo senso, anche i tassi sui mutui restano su livelli massimi dai minimi di Marzo del 2020 e sarà importante verificare la loro dinamica nelle prossime settimane.

Nel complesso, la sensazione è che ieri i mercati abbiamo festeggiato il rialzo delle stime di crescita economica e di ritorno ad un livello di occupazione in linea con le medie storiche. Al contrario, il tema dell’inflazione è destinato a restare d’attualità anche per il prossimo futuro. La Fed ha ancora spazio in termini di politica monetaria ma, qualora i tassi dovessero continuare a salire, l’ipotesi di ulteriori politiche d’intervento sulla curva dei rendimenti (c.d. Yield curve control), così come adottato dal 2016 dalla BOJ, potrebbero presto diventare molto più di un ipotesi.

TECHNICALS IN FOCUS

NFLX

Nonostante la fase di prolungata lateralità, Netflix è andata a trovare un supporto sulla MM a 200 giorni, accompagnata da una divergenza rialzista dell’RSI che è andato a formare nuovi minimi, senza essere però accompagnato da un nuovo minimo di prezzo. In questo momento Netflix continua a muoversi in un trading range, $500 – $600, con i principali target oggi in focus in area $570 e $600. In considerazione del fatto che area $500 rappresenta un minimo di periodo, dove passa la MM a 200 giorni, al di sotto di tale livello il titolo potrebbe andare in un inversione di trend.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Merck: l’opportunità nell’healthcare in Europa

Il settore healthcare è uscito da un 2020 nel complesso positivo, con gran parte dell’attenzione degli investitori che si è rivolta verso i titoli direttamente coinvolti nella ricerca del vaccino per il Covid-19. Parimenti, l’attenzione si è diffusa su gran parte del settore negli Stati Uniti, lasciando indietro il comparto europeo. Quest’ultimo, nella realtà, ha subìto maggiormente il rallentamento del quadro economico, senza partecipare alla corsa per la scoperta del vaccino.

Merck è una dei più grandi player del settore al mondo e produce medicinali soggetti a prescrizione medica, vaccini, terapie biologiche e prodotti per la salute degli animali. Nel Maggio scorso la società ha annunciato la scelta di uno spin-off di alcune attività legate a prodotti farmaceutici per il sesso femminile e prodotti biosimilari. Questa nuova entità dovrebbe generare ricavi per circa $6,5 miliardi, con l’operazione che dovrebbe essere completata nella prima metà del 2021. 

La società ha pubblicato i risultati del quarto trimestre e dell’intero 2020 nel Febbraio scorso. I ricavi nel trimestre sono aumentati del 5,4% a $12,5 miliardi, ma sono stati inferiori di $140 milioni rispetto alle stime. Nel complesso la società ha riportato una perdita di poco superiore ai $2 miliardi, o -$0,83 per azione, rispetto all’utile di $2,357 miliardi, o $0,92 per azione, dell’anno precedente. La ragione della perdita per l’ultimo trimestre è da imputare alla svalutazione di alcune partecipazioni in portafoglio.

Per l’anno, i ricavi sono cresciuti del 2% fino a $ 48 miliardi, mentre l’utile netto si è attestato a $2,78 dollari per azione, rispetto ai $3,81 dollari dell’anno precedente, riflettendo chiaramente le svalutazioni per l’ultimo trimestre. Senza considerare le svalutazioni, l’utile per azione sarebbe salito al confronto con l’anno precedente. 

Sul piano dei settori a maggior valore aggiunta, i farmaci oncologici continuano ad essere il principale motore di crescita per Merck, con Keytruda che resta uno dei farmaci leader nel settore dei trattamenti oncologici e che ha registrato una crescita dei ricavi del 27% su base annua. Bene anche Lynparza e Lenvima che hanno continuato a mettere a segno una crescita largamente in doppia cifra.

Fonte: FY 2020 Investor Presentation

Tra gli altri farmaci, il vaccino HPV di Merck Gardasil è tornato a crescere nel quarto trimestre, con i ricavi che sono saliti del 44% grazie alla vendita legata a scorte in precedenza accantonate.

Merck stima un utile per azione per il 2021 nel range $6,48 – $6,68 e ricavi nel range $51,8 – $ 53,8 miliardi per il 2021. Le stime sono per una crescita dell’utile per azione pari al 5% nei prossimi cinque anni. Con un multiplo P/E che scambia intorno a 27.5, livello inferiore rispetto alla media degli ultimi 5 anni (31.5), ed un dividend yield a questi prezzi pari al 3,5%, le previsioni sono per rendimenti nel range del 10 – 12% all’anno per i prossimi cinque anni. 

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