Salvataggio in extremis per Evergrande

Giornata di mercoledì nervosa per gli operatori finanziari. Con le pubblicazioni sull’inflazione al consumo in America (ieri avevamo parlato di quella in Cina) e la scadenza sul pagamento Evergrande i mercati hanno registrato importanti movimenti.

I listini, sia europei che americani, hanno preferito spostarsi sui settori difensivi. In Europa (Euro Stoxx 50) i maggiori guadagni si sono realizzati sul settore delle utilities (+0.83%) ed healthcare (+0.99%); mente in territorio negativo il settore del consumo ciclico (-0.80%) e tecnologico (-0.75%). Situazione analoga sul fronte americano dove si sono registrati acquisti sul settore delle utilites (+0.7%) e vendite sul comparto tecnologico (-2.37%) ed energetico (-2.68%).

Ad innescare le coperture sui portafogli le pubblicazioni di ieri sui dati sull’inflazione al consumo in America, salita al 6.2% in ottobre – valore che non si registrava dal 1990.

Come possiamo osservare dal grafico sottostante, a spingere al rialzo il carovita i forti aumenti sui prezzi energetici: con i valori della benzina (linea viola) che si sono attestati ad un +49.6%, energia +30% (linea blu)  e gas (linea arancione) a +28.1%.

Tale forte incremento, sebbene poco probabile che possa modificare le decisioni sui rialzi dei tassi americani, essendo legato ad effetti transitori energetici, ha portato al rialzo i decennali americani, attualmente scambiati a 1.570 e, ovviamente, penalizzato il comparto Growth – con l’ETF IWF che ha visto perdere 1.46%. A beneficiarne l’oro, che è passato dai $1849 agli attuali $1855 e (temporaneamente) anche il Bitcoin – il quale ha registrato un nuovo massimo storico superando i $69.000.

Gli aumenti sull’energia hanno spinto senatori democratici a interventi da parte dell’amministrazione Biden – di seguito la lettera inviata con i relativi firmatari. Risposta che non si è fatta attendere con la richiesta al Consiglio Economico Nazionale di aiuto a tamponare i costi energetici e alla FTC. Questo ha alimentato speculazioni su nuovi interventi sul prezzo del petrolio, il quale ieri ha perso circa tre punti percentuali.

Continua la preoccupazione sugli approvvigionamenti, in prossimità delle feste natalizie. Ieri la pubblicazione del Marine Exchange secondo cui martedì un totale di 111 navi container si trovavano fuori dai porti di Los Angeles e Long Beach in attesa di poter attraccare. Un nuovo record che supera quello di 108 registrato il 21 ottobre.

Dopo un tran-tran di notizie sul default di Evergrande, dove in prossimità della scadenza non vi erano notizie sul pagamento, finalmente il comunicato tanto atteso del rimborso in extremis delle cedole per 148 milioni di dollari. Notizia che ha permesso alle Borse di Shangai e Hong Kong di invertire il trend di Wall Street.  Prossima data per Evergrande da cerchiare sul calendario il 28 dicembre, con pagamenti di cedole per un totale di circa 255 milioni di dollari.

Ieri l’ottimo debutto, mediante IPO, sul Nasdaq della casa automobilistica Rivian Automotive. Nuovo competitor per Tesla dopo Lucid Group.  Fondata nel 2009, la società con sede in California si concentra sulla nicchia dei camion elettrici e dei veicoli elettrici. Rivian ha lanciato il suo primo veicolo a settembre, l’R1T, un pick-up a cinque posti e il primo del suo genere ad arrivare sul mercato. La casa automobilistica ha già in programma di lanciare un modello a sette passeggeri il mese prossimo. Rivian ha firmato un accordo esclusivo con Amazon per fornire al gigante dell’e-commerce (che è anche uno dei principali azionisti di Rivian – nuova sfida tra Bezos e Musk) un ordine iniziale di 100.000 furgoni elettrici a partire da dicembre.

Il documento di Rivian rivela che la start-up di veicoli elettrici ha attratto anche altri investitori di spicco, oltre Ford e Amazon che sono già a bordo. Un accordo da 5 miliardi di dollari dovrebbe includere Prezzo T. Rowe, Coatue Management, Third Point Investors, Blackstone Inc. e Fondi Soros.

Sul fronte del cambiamento climatico gli Stati Uniti e la Cina hanno rilasciato una dichiarazione congiunta promettendo di lavorare insieme per affrontare la crisi climatica. Ad ogni modo il testo risulta essere una versione dell’Accordo di Parigi e ancora troppo generico.

GOLD

Seduta di ieri che finalmente ha visto la rottura al rialzo della resistenza dell’area $1830, presente da luglio 2021. La rottura potrebbe spingere il prezzo dell’oro verso i massimi di giugno in area $1900, non sono tuttavia da escludere nuovi retest del nuovo supporto.

EURUSD

La coppia EURUSD registra nuovi minimi, tornando ad essere scambiata sui valori di luglio 2020. La rottura dell’area dei 1.1500 – che rappresentava il livello 50% di Fibonacci, dallo swing dei minimi di marzo 2020 ai massimi di gennaio 2021 – pone ora l’attenzione sulla tenuta del livello degli 1.1380 e in estensione dell’area dei 1.1300

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