Sell off ad inizio settimana: pesa la variante Delta ma non solo

Inizio di settimana in sell-off per i mercati nel loro complesso, con la sola esclusione dell’obbligazionario: d’altronde, un apertura in gap down per S&P500 e Dax, ad inizio settimana, è segnale tecnico raro e solitamente anticipatore di sedute fortemente direzionali, così come la giornata di negoziazione ha confermato. In aggiunta, l’apertura in gap non ha interessato, in ribasso, soltanto l’azionario globale ma al contrario ieri diversi ETF obbligazionari hanno aperto in gap up (TLT, IEF e AGG), a conferma di quanto il livello di avversione al rischio degli investitori si sia innalzato rapidamente.

La correzione di queste ore presenta una componente di pura reazione tecnica e un’altra di natura più strettamente fondamentale. Sul piano tecnico, gli indici americani ed europei vengono da mesi di movimenti nel complesso contenuti, sia pur in quadro di formazione di nuovi massimi storici, in una costante e crescente compressione volatilità e che ora sta tornando ad espandersi. Sul piano fondamentale, certamente la diffusione della variante Delta del Covid-19 sta impattando sui titoli maggiormente ciclici e sui mercati nel suo complesso, sebbene il quadro sanitario ad oggi non appaia peggiorato significativamente.

Certamente più colpiti sono stati i titoli più ciclici ed in particolar modo quelli legati a viaggi e trasporto, alla luce dell’aumento dei casi di Covid-19 a livello globale e dei relativi timori sugli effetti di questo fenomeno sulla crescita economica futura. Il numero di nuovi casi è aumentato in maniera particolare in alcune regioni dell’Asia e in Inghilterra, mentre i contagi da Covid-19 sono aumentati del 70% negli Usa la scorsa settimana per effetto della variante Delta. Detto questo, anche i titoli più difensivi ieri hanno sofferto: su tutti, i titoli finanziari, tanto in America quanto in Europa, a conferma di quanto ieri sia stata una giornata di completo sell-off e non di correzione selettiva.

Permane la forza relativa del Nasdaq rispetto a DJ30 e S&P500, con il primo che è riuscito a contenere le perdite intorno al punto percentuale: la sovraperformance del Growth rispetto al Value, che persiste da alcune settimane, resta il principale indicatore del bias difensivo degli indici azionari di queste ore ma, finora, siamo di fronte ad una correzione che possiamo ancora considerare tecnica.

TECHNICALS IN FOCUS

OIL

Con la flessione di ieri, il WTI è andato a rompere a ribasso la trendline rialzista che congiunge i minimi crescenti che partono dal minimo di Marzo 2020. Il primo supporto nel range $67 – $68 finora ha tenuto ma sarà necessario attendere alcune sedute prima di osservare il ripristino di condizioni decisamente costruttive sullo strumento. In particolare, per il WTI è fondamentale un ritorno rapido sopra area $70. Fino a quel punto potremmo assistere ad una fase di lateralità dei prezzi. Un’eventuale estensione della correzione sotto area $65.80 aprirebbe lo spazio per il raggiungimento del supporto in area $61.6 e successivamente in area $58, dove passa la MM a 200 periodo. Ad oggi siamo lontani da questo tipo di scenario e sarà fondamentale valutare la price action delle prossime sedute per verificare se i livelli attuali possa essere una base per il ripristino dell’impostazione costruttiva di queste sedute.

COPPER

Nel quadro della flessione generalizzata a cui abbiamo assistito il rame ha evidenziato una certa forza relativa, riuscendo a mantenere i livelli di prezzo delle ultime settimane. Il quadro resta incerto e solo una rottura a rialzo sopra area $4.35 restituirebbe un’impostazione costruttiva al quadro tecnico generale, con target a rialzo in area $4.5 e $4.7. Diversamente, una flessione sotto area $4.07 aprirebbe lo spazio per il test di area $3.9, dove passa la MM a 200, test decisivo per evitare l’inversione tecnica dopo il rialzo che parte dai minimi di Marzo 2020.

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