Tassi ed inflazione: oggi Powell al Congresso

I mercati continuano a tenere sotto osservazione alcune dinamiche intermarket, dopo una prima seduta della settimana in cui alcuni timori degli investitori continuano a trovare conferma nell’azione dei prezzi.

I rendimenti dei titoli di stato, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa, continuano ad aggiornare nuovi massimi, spingendo a rialzo le aspettative inflazionistiche per i prossimi trimestri. Chiaramente, il rialzo del costo del denaro impatta sui mercati azionari e, in questo senso, è la dinamica del rialzo a preoccupare, a fronte di una Dollaro strutturalmente debole da diversi mesi. Ieri l’ETF TLT ha perso oltre l’1%

Tuttavia nella giornata di ieri non abbiamo assistito ad un calo generalizzato. Al contrario, anche ieri si è osservata una netta sottoperformance del Nasdaq e dei tecnologici rispetto ai titoli ciclici e in generale al mercato azionario nel suo complesso. Nella realtà, il quadro tecnico di molti titoli tecnologici spiega molto chiaramente le difficoltà dei mercati in queste ultime sedute. 

Ieri a subire la correzione più decisa è stata Tesla, che ha ceduto oltre l’8%%, mentre anche Apple ha ceduto quasi il 3%. Ieri la divergenza tra titoli value e growth è stata particolarmente marcata, con il Russel 2000 Value (IWN) che ha chiuso a rialzo del 1,18% mentre Russel 2000 Growth (IWN) ha chiuso in ribasso del 2,15%.

Oggi, nel corso della testimonianza semestrale al Congresso, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, presumibilmente ribadirà l’impegno nel mantenere una politica monetaria estremamente accomodante per tutto il tempo necessario. Il suo intervento è probabilmente il principale evento della settimana, in una fase in cui gli investitori stanno modificando significativamente la composizione dei portafogli per l’anno in corso.

Questa mattina indici europei e futures stanno sono impostati in positivo in quello che sembra un rimbalzo generalizzato dopo la correzione di ieri.

TECHNICALS IN FOCUS

TSLA

Nella giornata di ieri Tesla ha dato vita ad una correzione molto significativa, chiudendo in ribasso dell’8.55%. L’espansione di volatilità, la chiusura sui minimi e la direzionalità del movimento sottolineano la decisione del movimento ribassista. La debolezza è confermata anche dalla chiusura dell’RSI giornaliero sotto area 40, prima volta da Marzo 2020. Tra area $670 e area $610 identifichiamo i primi supporti significativi. Oltre al mutato sentiment di mercato in queste ultime sedute, la lateralizzazione di questi mesi nel range $900 – $800 ha prodotto una correzione che in ogni caso possiamo considerare fisiologica per un titolo che negli ultimi 12 mesi è arrivato a rendere fino al 900%.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

Novartis aumenta ancora il suo dividendo, che ora rende il 3.8%  

Nonostante sia una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo, Novartis è sovente trascurata da molti investitori. La società è solita produrre forti risultati in termini di flussi di cassa, nonostante le spese importanti in ricerca e sviluppo, offrendo agli azionisti ritorni importanti sul fronte dei dividendi e delle politiche di riacquisto di azioni proprie.

Novartis ha avuto un 2020 molto positivo, dopo lo scorporo di Alcon nel 2019, riflesso nei risultati dell’anno. Al netto del nuovo perimetro societario, la società ha messo a segno un anno molto positivo, con un aumento dell’utile di oltre il 10%. 

Nel 2020, la società ha registrato ricavi per circa $49 miliardi, in aumento di oltre il 2% rispetto al 2019. I costi di produzione sono aumentati del 5% ma la crescita dell’utile è derivata in larga misura dall’abbattimento delle spese generali. L’utile per azione FY 2020 è salito a $3,55 rispetto ai $3,12 del 2019. Sul piano finanziario la società ha ridotto marginalmente la spese in ricerca e sviluppo, favorendo la crescita del flusso di cassa operativo per azione, con un cash flow yield che oggi è vicino al 6,5%.

Grazie ad una simile performance, Novartis propone un dividendo di 3 CHF per azione, con un incremento di circa l’1,7% rispetto ai 2,95 CHF per azione del 2019. 

In aggiunta, Novartis ha speso circa $2,9 miliardi in riacquisto di azioni proprie, pari a circa l’1,5% delle azioni in circolazione, in un anno in cui la società ha investito molte delle risorse interne in operazioni di acquisizioni, per circa $10 miliardi.

Sul piano della valutazione, Novartis scambia in linea con la maggior parte dei suoi competitors, con un multiplo P/E al 2021 intorno a 24. L’elemento positivo per il titolo è rappresentato dalla redditività e dalla forte generazione di cassa, che consente l’erogazione di dividendi molto sostanziosi e di costanti operazioni di riacquisto delle azioni proprie. 

Sul piano tecnico, il titolo non si è mosso in questi anni con particolare direzionalità, restando quindi un titolo da monitorare nelle fasi di debolezza, in quanto può offrire punti d’ingresso interessanti per investitori che intendono beneficiare nel lungo periodo dei rendimenti costanti che il business genera. In questo senso, Novartis è il classico esempio di investimento azionario di tipo “bond-like”, in quanto molto legato ai rendimenti dei dividendi piuttosto che dalla crescita in linea capitale. 

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