Tra inflazione e stimolo fiscale

Nella settimana appena conclusa i mercati hanno, ancora una volta, inviato un segnale importante sulla dinamica dell’attuale sentiment degli investitori. La correzione dei giorni precedenti è stata ricomprata e gli indici americani hanno chiuso la settimana sui massimi storici. Chiusure forti anche Europa, ma solamente il DAX è a pochi punti dai recenti massimi storici, mentre l’EuroStoxx è ancora in cerca di un’ulteriore impulso per tornare sui massimi del 2020. 

Il mercato del lavoro americano ha indicato buoni segnali di ripresa dell’occupazione, sebbene parte della disoccupazione venutasi a formare nel 2020 è oramai diventata strutturale. Nel complesso, anche le altre asset class continuano a fornire indicazioni di un sentiment di “risk-on”: il WTI è sui massimi ad un anno, vicino ai $60, ed anche le criptovalute, sia pure in un contesto di maggior volatilità, mantengono un’impostazione costruttiva.

Le banche centrali continuano ad offrire supporto alle politiche fiscali e al contesto economico generale, con gli investitori che questa settimana avranno gli occhi puntati sui dati relativi all’inflazione provenienti da Cina, Germania e Stati Uniti: tuttavia, i segnali di potenziale rialzo dell’inflazione sono frenati da una dinamica del mercato del lavoro ancora debole, anche negli Stati Uniti. Venerdì, infine, sarà la giornata del PIL del quarto trimestre 2020 nel Regno Unito. Negli Stati Uniti il pacchetto di stimolo fiscale da $1.900 miliardi sta seguendo il suo percorso, con una prima approvazione alla House of Representatives che è passata con 219 a favore e 209 contro.

Le trimestrali continuano ad evidenziare dati buoni per le aziende: dopo aver letto i numeri della maggior parte delle società tecnologiche, questa settimana sono attesi i dati di poche big: tra queste, Cisco, Uber, Walt Disney, General Motors ed Astrazeneca.

Questa notte la chiusura della seduta asiatica è stato contrastato ma gli indici europei hanno aperto in positivo la settimana. Da sottolineare il recente lancio da parte del governo cinese di una nuova normativa antimonopolistica per le società internet, per evitare la formazione di posizioni dominanti, soprattutto nell’e-commerce. .

TECHNICALS IN FOCUS

UCG

UCG continua a muoversi in un trading range 9-7.45 ma il titolo sta trovando un supporto in area 8. L’abbandono della MM a 200 giorni è avvenuta con un breakout ed il titolo ora punta ad area 9, superata la quale punterebbe ad area 10 come livello successivo. L’uscita dall’area di congestione di prezzo potrebbe portare ad un segnale tecnico importante in un’ottica di medio periodo. Sul piano dei supporti è fondamentale la tenuta di area 7.5, livello chiave al di sotto del quale il rialzo attuale perderebbe decisamente vigore.

FUNDAMENTALS IN FOCUS

IBM: Dividend Aristocrat “giovane” alla prova dei risultati 2020 

Dal 28 Aprile 2020 IBM è entrata nel club dei Dividend Aristocrats, ossia nella ristretta cerchia dei titoli che hanno aumentato i dividendi per almeno 25 anni consecutivi. 

IBM negli ultimi anni ha prodotto uno sforzo significativo per accelerare il processo di turnaround di diverse aree di business, investendo decisamente su comparti come l’intelligenza artificiale, i big dati e i servizi cloud, tentando al contempo di uscire dai business meno profittevoli. Nonostante l’azienda mostri ancora difficoltà nel tornare alla crescita, IBM ha proseguito nella sua scelte di aumentare i dividendi su base annua. Con un dividend yield superiore al 5%, ed il costante aumento del dividendo su base annua, la società si sta trasformando in un titolo con decise caratteristiche value, adatto quindi ad investitori che ricercano rendimenti significativi principalmente dai dividendi.

Nel settore dei servizi, IBM è il più grande fornitore al mondo di infrastrutture IT, con una quota di mercato del 5% circa. L’azienda opera su cinque segmenti di business: Cloud & Cognitive Software, Global Business Services, Global Technology Services, Systems e Global Financing.

Il 21 gennaio IBM ha riportato i risultati per il 2020. Per il 2020, i ricavi sono stati pari a $73,6 miliardi, in flessione del 4% su base annua. L’utile per azione è stato pari a $6,13, in flessione rispetto ai $10,57 del 2019, per un calo del 42% su base annuale. A differenza di altre società del comparto IT, IBM ha sofferto per la flessione derivante dallo scoppio della pandemia.

Sul piano strategico, l’azienda punta a diventare leader nel comparto dell’intelligenza artificiale e nelle soluzioni di cloud ibrido. La società ha investito aggressivamente in queste aree, soprattutto con l’acquisizione da $34 miliardi di Red Hat nel 2019. IBM vede il cloud ibrido come un mercato da $1.000 miliardi e come la sua più grande area di sviluppo per tornare alla crescita in futuro.

Su queste aree del business, i ricavi cloud totali di IBM sono aumentati dell’8% annuo, raggiungendo i $7,5 miliardi, mentre quelli di Red Hat sono cresciuti del 17%. Parallelamente, il segmento core Cloud & Cognitive Software ha sperimentato una crescita del 6% delle Piattaforme Cloud & Data, guidate da Red Hat. 

Il management si attende che segmenti in decisa crescita, come il cloud, diventino una parte sempre maggiore dei ricavi complessivi di IBM nel futuro, con la previsione di tornare a crescere sul fronte dei ricavi per l’intero 2021, e con un flusso di cassa operativo atteso in crescita da $11 a $12 miliardi nel 2021. Sul fronte dell’utile si attende una crescita del 4% dell’utile per azione per i prossimi anni, anche nel caso di una crescita dei ricavi al di sotto delle stime di consenso. Importante sottolineare come negli ultimi dodici anni la società sia riuscita non solo ad aumentare i dividendi ma anche gli utili per azione.

IBM attualmente scambia su un rapporto Prezzo / Utili pari a 13.5, alto rispetto alla sua media storica, intorno ad 11. La compressione del multiplo è un fattore di freno all’apprezzamento del titolo, ma la crescita degli utili ed un dividend yield pari al 5% ai prezzi attuali rendono IBM un titolo che, presumibilmente, continuerà ad offrire rendimenti per gli investitori principalmente grazie alla crescita del dividendo. 

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