Un nuovo ceppo del virus porta alle prese di profitto

Inizio di settimana all’insegna della correzione sui mercati azionari, con prese di profitto evidenti sui massimi di molti indici ed aperture in gap down sugli indici europei. Ad innervosire gli investitori la notizia della rapida diffusione di un nuovo ceppo del coronavirus, che ha portato a nuove restrizioni in Gran Bretagna e allo stop agli arrivi da oltremanica da parte di molti Paesi. Da sottolineare come i minimi di giornata, tanto in Europa quanto negli Stati Unit, siano stati ricomprati rapidamente, riducendo considerevolmente l’entità della flessione giornaliera.

Come detto, la flessione è stata originata dalla diffusione di un nuovo ceppo, con la Gran Bretagna che ha imposto un effettivo lockdown e una nuova stretta sul periodo natalizio, per il quale era previsto inizialmente un allentamento delle misure, in ragione dell’evidenza secondo cui il nuovo ceppo si è dimostrato più contagioso del 70% rispetto alla variante originale. Tra i settori più colpiti quello dei trasporti e quello energetico, con perdite comprese tra il 3% ed il 5%.

Nel pomeriggio europeo anche Wall Street si è accodata alla flessione, con cali che hanno raggiunto fino al 2%, prima che sui supporti gli indici fossero ricomprati. Gran parte degli 11 sottoindici dell’S&P500 hanno chiuso in ribasso, con il comparto energetico che ha guidato le perdite, a causa del calo dei prezzi del greggio sui timori di un indebolimento della domanda di carburante. Tra i titoli che hanno sperimentato la maggior flessione, gli energetici, come Chevron, Exxon Mobil e Occidental Petroleum. Negativi anche i titoli del settore viaggi, tra i più colpiti dalle restrizioni innescate dalla pandemia. L’indice delle compagnie aeree dell’S&P500 hanno sperimentato una flessione nell’ordine del 3%, anche se per le compagnie aeree sono previsti $15 miliardi di sostegno ai posti di lavoro nell’ambito del nuovo pacchetto di misure di stimolo.

La flessione di Wall Street si è estesa alla seduta asiatica, con i principali indici della regione che hanno chiuso in negativo, compreso l’indice MSCI Asia ex Japan, in flessione dello 0.43%.  Sul piano macroeconomico, le vendite al dettaglio in Australia sono salite del 7% a Novembre rispetto ad Ottobre. 

Sul piano macroeconomico, il dato sulla fiducia dei consumatori in Germania e quello sul PIL nel Regno Unito nel terzo trimestre sono usciti a rialzo rispetto alle stime degli analisti. Nel pomeriggio, l’attesa degli investitori è per la lettura finale del dato sul PIL USA nel terzo trimestre.

TECHNICALS IN FOCUS

BTC

Sul grafico ad 1 ora osserviamo un evidente indebolimento del quadro tecnico per Bitcoin. I prezzi sono chiusi nel range 24.160 e 22.380 e la metà di questo range di prezzo si trova in area 23.290, dove la cripto non è riuscita a consolidare il rimbalzo. Un’eventuale rottura a ribasso di area 22.380 proietterebbe nuovamente BTC sul supporto dei 21.850, dove passa la MM a 200 periodi. Una discesa sotto questo livello potrebbe produrre un’ulteriore estensione del ribasso. Solo una ripresa dei prezzi sopra 23.000 invertirebbe il quadro attuale, sia pure in una dinamica che resta di trading range. 

FUNDAMENTALS IN FOCUS

United Natural Foods 

Sia pur in un anno in cui i Consumer Staples hanno messo a segno performance importanti, alcuni player, il cui business è più esposto alla mancanza di socialità derivante dalla diffusione del Covid-19, sono rimasti indietro sul piano della performance, ma potrebbero beneficiare maggiormente di un ritorno alla normalità nei mesi successivi.

Con ricavi annuali pari a circa $27 miliardi nel 2019, United Natural Foods è uno dei più grandi grossisti alimentari nordamericani e canadesi, che distribuisce oltre 275.000 prodotti ad oltre 30.000 clienti su due continenti. 

L’azienda è il principale distributore di prodotti naturali, biologici e di generi alimentari convenzionali ai rivenditori all’ingrosso, con 55 centri di distribuzione alimentare che coprono circa l’85% della popolazione statunitense. La vicinanza territoriali ai propri clienti porta significativi vantaggi in termini di costi, poiché le spese di trasporto dei prodotti, l’aspetto chiave nel settore della consegne alimentari, sono ridotte al minimo, contribuendo a semplificare il business e a promuovere la crescita dei ricavi e dei profitti. Logistica e copertura territoriale sono i vantaggi competitivi di UNFI rispetto ai competitors.

I ricavi della società sono guidati da oltre 20 anni di presenza sul mercato, avendo tra i suoi clienti i principali rivenditori alimentari del paese, come Whole Foods, Kroger, Cash and Carry Stores e Jerry’s Foods. 

Anche nel lockdown ed in una pandemia, UNFI ha dimostrato una forte capacità di performare nel 2020, con una crescita delle vendite su tutti i canali. Le vendite alle catene alimentari sono aumentate del 21%, a $10,7 miliardi, mentre quelle ai rivenditori indipendenti sono aumentati del 23% a $6,7 miliardi, insieme alle vendite al dettaglio, salite del 41% a $1,7 milioni. L’azienda ha assistito a una costante espansione dei ricavi per oltre 20 anni, registrando una crescita costante per molti anni, in ragione della natura anticiclica del business. 

Come detto, la società ha risentito del coronavirus, con le persone che restano ancora titubanti nell’uscire, nel partecipare a riunioni, andare al lavoro o uscire nei ristoranti e in altri luoghi di ristorazione. Le stime indicano che l’industria della ristorazione ha perso oltre $200 miliardi a causa della pandemia. 

Sul piano della guidance, il management ha confermato la stima di ricavi nel range di $27-27,8 miliardi, con una crescita del 3,3% nel prossimo anno fiscale. Inoltre, United Natural ha ribadito una proiezione dell’EBITDA per $690-730 milioni, in aumento del 5,5% rispetto all’anno fiscale 2020.

Sul piano finanziario, UNFI offre una notevole visibilità sui numeri, con ricavi che sono stati in aumento per oltre 20 anni, indipendentemente dalle condizioni del ciclo economico. Nonostante i margini contenuti, in linea con altri competitor del settore, la società è molto solida finanziariamente ed il debito è decisamente coperto dalla generazione di flussi di cassa. Con un multiplo Prezzo / Utili pari a 7, UNFI presenta un dividend yield a questi prezzi vicino al 2%, ad oggi superiore a quello dell’S&P500.

 

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