Volatilità in compressione: oggi Powell sotto i riflettori

Gli investitori restano in attesa, come prevedibile, delle decisioni e soprattutto delle parole di Powell, al termine della riunione di politica monetaria della Fed. Lungamente abbiamo costantemente rimarcato come, nonostante le dichiarazioni della Fed sulla crescita prezzi, il calo dei rendimenti dei Treasury rappresentino il miglior indicatore della salute fondamentale del mercato azionario e di quanto le aspettative inflazionistiche siano nei numeri meno reali di quanto la narrazione mediatica rappresenti.

In aggiunta, esiste la concreta probabilità che l’evento di stasera si concluda con un nulla di fatto. Molto più verosimile è che la Fed annuncerà ad Agosto o Settembre una strategia per uscire dall’ingente programma d’acquisto di titoli, anche se non è previsto un taglio degli acquisti mensili fino all’inizio del prossimo anno, secondo il più recente sondaggio di Reuters.

Certamente, nel comunicato sulla politica monetaria e nelle proiezioni economiche previste per oggi, la banca centrale statunitense dovrebbe confermare il costante miglioramento delle condizioni economiche del paese e rispondere alle prime domande su quando e come l’ingente programma d’acquisto di bond potrebbe andare incontro ad una sua progressiva riduzione.

Sul piano generale, osservando la dinamica dei mercati, sullo spettro di tutte le asset class, non possiamo non osservare la generale mancanza di direzionalità e la compressione dei range su tutti i principali indici azionari. A puro titolo di esempio, il range medio in punti dell’S&P500, calcolato mediante l’average true range, è sceso ieri a circa 35 punti su base giornaliera, il livello più basso da Gennaio 2020. Un simile quadro tecnico non implica necessariamente un successivo rialzo della volatilità, con gli effetti di una correzione sul mercato azionario. Al netto di fisiologiche correzioni e drawdown, gli indici possono restare in uptrend anche in compressioni di volatilità protratte nel tempo, soprattutto in assenza di rischi sistemici che al momento il quadro economico non sembra evidenziare. La comunicazione delle banche centrali sarà fondamentale in questa fase, in quanto gran parte delle aspettative future da qui a fine anno saranno legate al loro supporto ai piani di espansione fiscale messi a punto dai governi centrali.

TECHNICALS IN FOCUS

XLE

Dopo una lunga fase di recupero dai minimi di Aprile 2020, XLE, il principale ETF del settore corporate energetico, si trova ora al test di area $56, un supporto divenuto resistenza e che, se rotto, potrebbe spingere XLE su livelli a rialzo interessanti, in primis area $62 e successivamente area $70. La compressione di volatilità e l’RSI sopra area 50 indica una buona pressione rialzista e la stabilità di questo recupero. Sul piano dei supporti, solo una discesa sotto area $50 riporterebbe l’ETF in una dinamica di prezzo senza un trend preciso.

BABA

Ancora segnali di debolezza per Alibaba che ha ritracciato oramai del 60% rispetto ai massimi stabiliti nel 2020, partendo dai minimi del 2019. Il range attuale, dove passa il 38.2% di Fibonacci, descrive un area di supporto fondamentale per il titolo, trattandosi di un livello su cui sono verosimilmente piazzati molto volumi. Ad oggi si osserva una dinamica di prezzo priva di direzionalità, con debolezza diffusa e ATR in compressione sui minimi da fine 2020. L’area dei $200 dovrebbe tuttavia portare ad un livello di tenuta. Diversamente l’estensione del ribasso potrebbe farsi più profonda. Ciò detto, la dimensione della correzione dai massimi rende il titolo particolarmente interessante sul piano fondamentale e la formazione di segnali tecnici di inversione potrebbero presto fornire buone opportunità d’ingresso, tanto per gli investitori quanto per i trader di medio-lungo termine.

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