Tesla acquista Bitcoin per $1,5 miliardi. E forse cambia per sempre la finanza d’impresa

Elon Musk e Tesla comprano Bitcoin, scatenando l’interesse delle aziende

Con una mossa che ha elettrizzato il mercato delle criptovalute, Tesla ha aggiunto al proprio bilancio $1,5 miliardi in Bitcoin e previsto di accettare pagamenti nella moneta già nel futuro prossimo. 

La decisione segna un nuovo traguardo per il Bitcoin, che alla notizia si è apprezzato del 20%, ma potrebbe anche diventare un punto di svolta per la trasformazione dei bilanci aziendali. L’esempio di Tesla potrebbe infatti convincere altri CEO e tesorieri ad aggiungere la criptovaluta alle proprie riserve, amplificandone l’adozione.

Le criptovalute possono registrare forti oscillazioni di prezzo e non sono quindi adatte per tutti gli investitori. 

Gli investimenti in criptoasset non sono regolamentati in gran parte dei Paesi dell’UE, né nel Regno Unito. Non sono previste tutele per i consumatori. Il tuo capitale è a rischio. 

Un piccolo passo per il Bitcoin

Già da settimane prima che Elon Musk optasse per l’acquisto di Bitcoin, si vociferava di una possibile adozione della criptovaluta da parte di Tesla. Musk aveva aggiunto la parola “Bitcoin” alla sua bio su Twitter e aveva poi definito il Bitcoin come “qualcosa di indubbiamente positivo”, “sul punto di essere accettato più ampiamente”. 

Ciò nonostante, il mercato ha reagito con esuberanza alla notizia. Il valore del Bitcoin è volato del 12% in circa 20 minuti e ha poi toccato un nuovo massimo di sempre, aumentando la capitalizzazione di mercato del criptoasset fino a superare quella della stessa Tesla.

E, anche se l’impatto a breve termine è stato sensazionale, gli effetti a lungo termine potranno addirittura essere ancora più significativi.

Finora, gran parte delle aziende che ha aggiunto il Bitcoin alle proprie riserve si è limitata a operazioni di poco conto. Per Square, il Bitcoin rappresenta lo 0,2% del proprio bilancio, mentre per la società di mining Riot Blockchain rappresenta il 2,4%. Tesla invece si è gettata a capofitto nel mercato, con un’allocazione decisamente maggiore. 

Gli $1,5 miliardi in BTC di Tesla rappresentano circa il 7,7% dell’allocazione del bilancio

Stando agli ultimi report finanziari pubblicati dalla società, il bilancio di Tesla è pari a circa $19,4 miliardi lordi: questo vuol dire che un acquisto di Bitcoin per $1,5 miliardi rappresenta un’allocazione del 7,7% circa. 

La tesi alla base dell’acquisto di Bitcoin da parte di Tesla riflette le stesse teorie sposate da pionieri degli investimenti come Paul Tudor Jones. In un documento, la casa automobilistica ha dichiarato che la decisione rientra nella sua strategia di investimento aziendale generale e che ha lo scopo di “diversificare e massimizzare i rendimenti della liquidità non riservata alle operazioni”. 

Le criptovalute possono registrare forti oscillazioni di prezzo e non sono quindi adatte per tutti gli investitori. 

Gli investimenti in criptoasset non sono regolamentati in gran parte dei Paesi dell’UE, né nel Regno Unito. Non sono previste tutele per i consumatori. Il tuo capitale è a rischio.

Un grande balzo per i pagamenti e i bilanci

Con il suo appoggio al Bitcoin, Tesla, che è una delle società di maggior valore al mondo, legittima il criptoasset agli occhi delle tesorerie aziendali di tutto il pianeta. 

Aggiungere il Bitcoin al bilancio di un’azienda è un modo per mantenere potere d’acquisto in un mondo in cui il debito globale tocca livelli record

Questo potrebbe spingere le aziende ad aggiungere in massa il Bitcoin al proprio bilancio, come mezzo per conservare il proprio potere d’acquisto in un panorama mondiale caratterizzato da debito globale a livelli record, tassi di interesse negativi e stimoli monetari di proporzioni colossali. Secondo gli analisti di RBC Capital Markets, persino Apple potrebbe essere della partita, o almeno uno dei 1.400 manager che hanno partecipato alla conferenza sul Bitcoin organizzata da Microstrategy nella prima settimana di febbraio.

Ancora meglio per il Bitcoin, alcune di queste aziende potranno seguire l’esempio di Tesla e accettare pagamenti nella criptovaluta. Una simile decisione potrebbe essere supportata da iniziative come quelle di PayPal e Visa, che di recente si sono impegnate a integrare l’infrastruttura bancaria con gli asset digitali: ciò potrebbe facilitare la diffusione di questi sistemi di pagamento, aumentando di conseguenza l’adozione e la domanda. 

Inoltre, PayPal e Visa non sono le uniche. La compagnia assicurativa canadese Mogo ha di recente acquistato $1,5 milioni in Bitcoin e, per di più, ha aggiunto un servizio di trading della criptomoneta alla propria offerta di prestiti e mutui. E, dopo lo storico investimento di Microstrategy, con l’acquisto di $425 milioni in Bitcoin, Michael Saylor ha anche pubblicato uno speciale playbook che illustra ai dirigenti aziendali come investire nel criptoasset.

Il report di eToro “Institutional Cryptoasset Trading: Looking for the Missing Bits” analizza proprio questa diffusa partecipazione, considerandola fondamentale per la fase successiva di adozione della moneta a livello istituzionale, che porterà a un aumento costante nei prezzi dei criptoasset:

“È solo allargando il terreno di gioco e facilitando una maggiore partecipazione che le criptovalute potranno raggiungere e mantenere una capitalizzazione di mercato pari o superiore ai $2.000 miliardi”.

Tomer Niv, Crypto Business Development Manager di eToro

In altre parole, è improbabile che la recente adozione collettiva da parte delle aziende finisca presto. Anzi, questa tendenza conferisce un peso sostanziale alle previsioni di investitori come Anthony Pompliano, che ritiene che il prezzo del Bitcoin raggiungerà quota $400.000, o come i gemelli Winklevoss, che puntano ai $500.000. 

Le criptovalute possono registrare forti oscillazioni di prezzo e non sono quindi adatte per tutti gli investitori. 

Gli investimenti in criptoasset non sono regolamentati in gran parte dei Paesi dell’UE, né nel Regno Unito. Non sono previste tutele per i consumatori. Il tuo capitale è a rischio.

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