Situazione incerta ma gli italiani credono nel loro portafoglio

Questa settimana eToro ha lanciato il Polso degli Investitori Retail, il barometro progettato per tracciare il sentiment degli investitori individuali in più paesi su base trimestrale. L’indagine esamina l’attitudine corrente degli investitori individuali riguardo una molteplicità di aspetti: dalla fiducia su economia e mercati alle migliori opportunità di investimento, dalla composizione dei portafogli all’attenzione sui trend di lungo periodo. Sono stati intervistati 6.000 investitori provenienti da 12 diversi Stati nel mondo, compresa l’Italia. 

 

Nel complesso, i risultati ritraggono gli investitori retail come coinvolti, informati e lungimiranti, senza particolari interessi verso le mode a breve termine. La prima edizione del sondaggio ha evidenziato alcuni punti interessanti: 

 

L’inflazione c’è ma non preoccupa. A minacciare gli investimenti sono la pandemia e lo stato dell’economia

 

Nonostante sia un tema di grande attualità, l’inflazione non è in cima alle preoccupazioni percepite per gli investimenti, sebbene gli investitori individuali italiani prevedano un leggero aumento dei prezzi di beni e servizi nei prossimi tre mesi. In relazione agli sviluppi della pandemia, quando si considerano altri rischi per le loro allocazioni di investimento, circa il 70% degli intervistati identifica l’aumento dei casi di Covid-19 o di una nuova variante come una minaccia, insieme alla possibilità che il governo interrompa il sostegno alle imprese e ai privati. 

La situazione è incerta, ma gli investitori italiani hanno fiducia nel futuro 

Guardando ai portafogli, i dati raccolti a livello globale mostrano un approccio equilibrato, con un maggiore peso dato all’azionario (60 a 40). Questo non vale per il campione italiano. Nonostante i bassi rendimenti che le obbligazioni stanno offrendo, infatti, gli investitori individuali italiani continuano a preferire il reddito fisso rispetto alle azioni (65% vs 35%), dichiarando anche di voler aumentare l’allocazione su questa asset class nei prossimi 12 mesi. 

Questo, tuttavia, non si traduce in un atteggiamento difensivo legato ad un sentiment più negativo da parte degli italiani. L’80% degli intervistati in Italia mostra fiducia nel mantenimento del proprio reddito e dei propri standard di vita. C’è preoccupazione per lo stato attuale dell’economia domestica, indicato come uno dei maggiori rischi esterni per gli investimenti, insieme allo stato dell’economia globale. La situazione è ancora percepita come incerta, anche se questa sembra non intaccare la fiducia degli italiani nei loro investimenti. L’80% del campione infatti dichiara di essere sicuro del proprio portafoglio. In aggiunta, il sentiment è positivo. Circa il 50% degli intervistati, infatti, ritiene che lo stato dell’economia nazionale e globale, così come lo stato dei propri investimenti, migliorerà nei prossimi 12 mesi.

Le migliori opportunità di investimento sono nei temi di lungo periodo. Ancora focus sul settore sanitario

In termini di allocazione regionale, nei prossimi tre mesi il campione intervistato in Italia ha riconosciuto l’Europa e gli Stati Uniti come i mercati che presentano le opportunità di investimento più interessanti. Allo stesso tempo, guardando ai settori, la metà degli intervistati vede la tecnologia come la migliore opportunità di investimento, seguita da sanità ed energia. Queste scelte riflettono la propensione degli investitori retail a guardare a temi di lungo termine. In particolare, le tecnologie pulite (cioè quelle che si concentrano sulla sostenibilità e sulla mitigazione del cambiamento climatico) e la trasformazione digitale.

Sostenibilità sì, ma non una priorità nella valutazione di un’azienda 

La sostenibilità è quindi riconosciuta come un tema importante e questo vale anche per gli intervistati in Germania (46%), Francia (35%) e Spagna (45%). Tuttavia, l’impegno dell’azienda ad avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente è considerato una priorità solo per il 22% degli intervistati in Italia, in particolare tra gli investitori più giovani. La percentuale è ancora più bassa in Spagna (18%), Francia (16%) e Germania (15%). Quindi, se l’attenzione alla sostenibilità è preziosa quando si considerano prodotti e servizi, i dati mostrano che non è altrettanto prioritaria nell’analisi della singola azienda. Su scala globale, la comprensione delle metriche del business, il fatto che il titolo stacchi dividendi e la visione dell’azienda vengono prima di tutto tra gli elementi che determinano o meno una scelta di investimento.

 

Metodologia

* Ricerca condotta da Opinium dal 28 giugno 2021 al 21 luglio 2021. In totale, 6.000 investitori retail campionati in 12 paesi – 500 in ciascuno: Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi, Danimarca, Australia, Polonia, Romania e Repubblica Ceca. Gli investitori al dettaglio sono stati definiti come autogestiti o consigliati e dovevano possedere almeno un prodotto d’investimento tra cui azioni, obbligazioni, fondi, ISA d’investimento o equivalente, non era necessario che fossero utenti di eToro. 

 

Avvertenze legali

eToro è regolamentata in Europa dalla Cyprus Securities and Exchange Commission, nel Regno Unito dalla Financial Conduct Authority e in Australia dall’Australian Securities and Investments Commission.

 

I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio elevato di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 67% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore. È necessario sapere come funzionano i CFD e se ci si può permettere di perdere i propri soldi.

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