L’Oroscopo Borsistico 2025: Stelle, Mercati e il Trionfo del Toro!

Diciamolo, nei primi giorni dell’anno è quasi inevitabile dare uno sguardo all’oroscopo, per scoprire cosa le stelle ci augurano per il futuro. Gli antichi scrutavano le stelle per cercare risposte ai grandi misteri della vita. Oggi, con lo stesso spirito, volgiamo però lo sguardo al passato per chiederci: quali costellazioni hanno illuminato i mercati finanziari nel 2025? Qual è stato il segno zodiacale più propizio per gli indici? E quali stelle hanno brillato per il FTSE MIB, lo S&P 500, il Dow Jones o il Nasdaq 100?

In questa nota giornaliera, esploreremo un mix di analisi finanziaria e un pizzico di astrologia, rivisitando il 2025 attraverso una lente originale: le performance degli indici sotto l’influsso di ogni segno zodiacale. Una riflessione curiosa, ma sempre con il rigore dei numeri: scopriamo insieme chi ha dominato il cielo finanziario dello scorso anno.

Metodologia


Prima di entrare nel merito dei risultati, è utile chiarire un aspetto metodologico. Tra tutti i segni zodiacali, il Capricorno rappresenta un caso particolare, poiché è l’unico a estendersi a cavallo tra due anni solari, dal 22 dicembre al 19 gennaio.

Per mantenere coerenza temporale e confrontabilità con gli altri segni, l’analisi associa ogni performance zodiacale esclusivamente all’anno solare di riferimento, evitando di includere dati appartenenti all’anno precedente o successivo.

Nel caso del Capricorno, la performance annuale viene quindi ricostruita all’interno dello stesso anno attraverso due sotto-periodi distinti: dal 1° al 19 gennaio e dal 22 al 31 dicembre

La performance del Capricorno per l’anno considerato è calcolata come media semplice dei rendimenti registrati nei due intervalli, entrambi appartenenti allo stesso anno solare. Questa scelta consente di rispettare la struttura del calendario zodiacale senza introdurre discontinuità temporali, garantendo al tempo stesso un criterio uniforme e trasparente per il confronto tra tutti i segni.

Gli indici analizzati sono S&P 500, Dow Jones, Nasdaq 100, FTSE MIB, CAC 40, FTSE 100 e DAX. I segni zodiacali sono suddivisi come segue:

  • Ariete, 21 marzo – 19 aprile
  • Toro, 20 aprile – 20 maggio
  • Gemelli, 21 maggio – 20 giugno
  • Cancro, 21 giugno – 22 luglio
  • Leone, 23 luglio – 23 agosto
  • Vergine, 24 agosto – 22 settembre
  • Bilancia, 23 settembre – 22 ottobre
  • Scorpione, 23 ottobre – 21 novembre
  • Sagittario, 22 novembre – 21 dicembre
  • Capricorno, 22 dicembre – 19 gennaio
  • Acquario, 20 gennaio – 19 febbraio
  • Pesci, 20 febbraio – 20 marzo

L’anno del Toro

Se i mercati finanziari fossero scritti nelle stelle, il 2024 e il 2025 verrebbero ricordati come l’era dell’inarrestabile egemonia del Toro. Non si tratta solo di una coincidenza terminologica tra l’animale simbolo del rialzo borsistico, così come di eToro, e il segno zodiacale, ma anche di una sovrapposizione statistica.

Il Toro, quel segno testardo e terroso, ha dominato quasi ovunque, come un Minotauro che carica contro la crisi. Per lo S&P 500, ha regalato un +12.5%, mentre il FTSE MIB ha visto un +12.6% sotto il suo influsso, un vero banchetto per gli ottimisti. Anche Dow Jones (+9.0%), Nasdaq 100 (+17.0%), CAC 40 (+9.0%), FTSE 100 (+6.1%), DAX (+13.3%) hanno brindato al Toro come top performer. Ma attenzione, non tutto luccica: i Pesci, sognatori e fluidi, si sono rivelati flop per S&P 500 (-7.8%), Dow Jones (-6.7%) e Nasdaq 100 (-11.3%), come se Nettuno li avesse trascinati in abissi liquidi, ovvero sui principali mercati statunitensi. Mentre l’Ariete, impulsivo come sempre, si è mostrato il flop per la maggior parte degli indici europei: FTSE MIB -8.2%, CAC -10.0% e DAX -7.4%. E non solo. L’Ariete è risultato un periodo negativo anche oltreoceano, unico segno zodiacale che mostra performance negative su tutti gli indici analizzati, riportando la media peggiore, -7.8%.

Ariete: l’impulso ardente che inciampa nel caos

L’Ariete, primo segno dello zodiaco, è fuoco puro. Audace, pionieristico, spesso precipitoso, come un trader che entra long senza stop-loss. Nel 2025 incarna il flop assoluto, con performance negative su tutti gli indici: S&P 500 -6.7%, FTSE MIB -8.2%, Dow Jones -6.7%, Nasdaq 100 -7.2%, CAC 40 -10.0%, FTSE 100 -4.9%, DAX -7.8%. La media è -7.4%, la peggiore dell’intero anno.

Il dato colpisce ancora di più se confrontato con la storia. Sull’S&P 500, l’Ariete presenta una media storica del +2.3% e una mediana del +1.2%, con performance spesso positive nelle fasi di ripresa post-crisi, come il +13.1% del 2009. Il -6.7% del 2025 rappresenta quindi una deviazione netta rispetto al comportamento tipico del segno. Il contesto spiega molto. Tra il 21 marzo e il 19 aprile, il periodo coincide con l’annuncio shock del 2 aprile, il cosiddetto Liberation Day, e con l’introduzione di tariffe estese a quasi tutti i settori. La reazione dei mercati è immediata. Vendite a raffica, volatilità alle stelle, fiducia che evapora in poche sedute.

In un clima già saturo di tensione, l’Ariete fa quello che sa fare peggio. Spinge sull’acceleratore invece di frenare. Amplifica il panico invece di contenerlo. Il fuoco accende il movimento, ma non lo governa. E la lezione è sempre la stessa: nei mercati, l’impulso può iniziare le battaglie, ma raramente è quello che le vince. Storicamente, l’Ariete ha vissuto 12 anni negativi e 14 positivi, confermandosi un segno di estremi.

Toro: la tenacia terrosa che conquista i picchi

Il Toro, stabile, sensuale, attaccato alla materia. Nel 2025, top performer indiscusso, con S&P +12.5%, FTSE MIB +12.6%, Dow +9.0%, Nasdaq +17.0%, CAC +9.0%, FTSE +6.1%, DAX +13.3%. La media è +11.4%, la più alta dell’intero zodiaco.

Anche qui il confronto storico è illuminante. Sull’S&P 500, il Toro presenta una media storica contenuta, pari a +0.4%, con una mediana del +1.2%. Non è un segno tipicamente esplosivo, anzi, da inizio secolo è stato per ben cinque anni il peggior segno zodiacale.

Il contesto è decisivo. Dal 20 aprile al 20 maggio i mercati arrivano da un sell-off violento, con posizionamento estremamente difensivo. Il 9 aprile arriva la pausa sulle tariffe. Basta questo per innescare un cambio di regime. Il Nasdaq guida il rimbalzo, Tesla passa da -50% YTD a un recupero superiore al +100% dai minimi, mentre gli accordi preliminari con la Cina riducono il rischio sistemico.

Il Toro fa quello che sa fare meglio. Non corre dietro al rimbalzo, ma lo costruisce. Trasforma il panic selling in accumulazione ordinata. Dove l’Ariete brucia capitale, guardando gli ultimi due anni, il Toro lo ricostruisce. È la dimostrazione che nei mercati la forza non è nella velocità, ma nella capacità, fermezza, di restare esposti quando il rumore è massimo.

Gemelli: la dualità mercuriale che oscilla nel mezzo

I Gemelli sono aria mutevole. Curiosi, rapidi, adattabili, ma raramente lineari. Nel 2025 riflettono un mercato sospeso tra due forze opposte. Le performance sono miste e poco direzionali: S&P 500 +0.5%, FTSE MIB -3.2%, Dow Jones -1.1%, Nasdaq 100 +1.2%, CAC 40 -4.4%, FTSE 100 -0.1%, DAX -2.9%. La media complessiva è -1.4%.

Il dato diventa più interessante se letto in prospettiva storica. I Gemelli sono uno dei segni più affidabili sull’S&P 500, con solo 9 anni negativi su 26. La media storica è +0.8% e la mediana +2.0%, segno di una distribuzione generalmente favorevole e meno soggetta a shock estremi rispetto ad altri periodi zodiacali. Non è un segno da grandi accelerazioni, ma spesso accompagna fasi di ricostruzione ordinata.

Nel 2025, però, i Gemelli catturano soprattutto l’incertezza. Tra il 21 maggio e il 20 giugno il mercato ha già recuperato gran parte del drawdown primaverile, ma senza una narrativa dominante. La tecnologia continua a spingere il Nasdaq, mentre sul resto del mercato pesano ancora i timori tariffari residui e il rischio di nuove frizioni geopolitiche. I prezzi tengono, ma la convinzione resta fragile.

I Gemelli fanno quello che sanno fare meglio. Raccontano un mercato che procede a due velocità, con una gamba che guarda alla ripresa tech e l’altra che resta ancorata alla prudenza. Non è debolezza strutturale, è ambivalenza. Ed è spesso in queste fasi che il mercato prende tempo, più che direzione.

Cancro: la costanza che lavora in silenzio

Il Cancro è acqua, ma non passiva. È intuitivo, protettivo, orientato alla conservazione. Come un portafoglio che, dopo una fase di stress, smette di inseguire rendimento e inizia a difendere quanto conquistato. Nel 2025 attraversa una delle fasi più ordinate dell’anno: S&P 500 +5.7%, FTSE MIB +2.4%, Dow Jones +5.4%, Nasdaq 100 +6.6%, CAC 40 +2.0%, FTSE 100 +2.8%, DAX +3.0%. La media complessiva è +4.0%.

Storicamente il Cancro è un segno poco appariscente. Nell’S&P 500 solo una volta è stato il miglior segno dell’anno e solo una volta il peggiore, motivo per cui tende spesso a passare inosservato nelle letture stagionali. Eppure, è il segno più costante dello zodiaco finanziario. Dal 2000 registra ben 20 anni positivi e solo 6 negativi sull’S&P 500, con una media storica del +1.1% e una mediana del +1.3%. Non eccelle negli estremi, ma raramente delude.

Nel 2025 questa affidabilità trova un contesto ideale. Tra il 21 giugno e il 22 luglio, gli accordi commerciali estivi contribuiscono a ridurre l’incertezza e spingono un rally sempre più partecipato, meno concentrato sulle big tech e più diffuso tra settori e aree geografiche. Gli emerging markets accelerano, la crescita si allarga, il mercato inizia a respirare.

Il Cancro intercetta perfettamente questa fase. Non guida il movimento, ma lo rende sostenibile. È il segno che non fa rumore, ma tiene insieme il ciclo. E spesso, nei mercati, è proprio questa la forma più preziosa di forza.

Leone: il ruggito che illumina senza accecare

Il Leone è fuoco solare. Carismatico, sicuro di sé, incline a brillare quando il mercato ritrova fiducia. Nel 2025 offre una fase positiva ma misurata, più di conferma che di euforia: S&P 500 +2.5%, FTSE MIB +7.8%, Dow Jones +2.5%, Nasdaq 100 +1.9%, CAC 40 +2.9%, FTSE 100 +3.3%, DAX +1.3%. La media è +3.2%.

Dal punto di vista storico, il Leone non è un segno particolarmente dominante. Sull’S&P 500 registra una media del +0.3% e una mediana del +0.5%, con risultati spesso contenuti, ma occasionalmente brillanti, come il +14.8% del 2002, in una fase di rimbalzo post-bolla. È un segno che tende a funzionare quando il mercato ha già ritrovato un equilibrio minimo.

Nel 2025 il contesto è favorevole ma non esplosivo. Tra il 23 luglio e il 22 agosto i mercati sono più stabili, il tema AI continua a sostenere le big tech, Nvidia, il 9 luglio, supera la soglia dei 4 trilioni di capitalizzazione, mentre l’oro inizia a rafforzarsi in modo strutturale, avviandosi verso una performance annua superiore al +60%. Tuttavia, sotto la superficie, crescono i dubbi sulla sostenibilità delle valutazioni.

Il Leone ruggisce, ma senza strappi. Illumina il mercato, ma non lo incendia. È una fase di fiducia controllata, in cui il momentum c’è, ma non è più cieco. Il sole scalda, non brucia.

Vergine: la precisione che smonta gli eccessi

La Vergine è terra analitica. Meticolosa, critica, orientata al dettaglio. È il segno che misura, verifica, ridimensiona. Come il mercato quando, dopo una fase di entusiasmo, inizia a fare i conti con valutazioni, fondamentali e sostenibilità dei trend. Nel 2025 si muove in modo quasi neutro: S&P 500 +3.5%, FTSE MIB -2.0%, Dow Jones +1.6%, Nasdaq 100 +5.4%, CAC 40 -1.8%, FTSE 100 -1.0%, DAX -3.4%. La media complessiva è +0.3%.

Storicamente la Vergine non è un segno generoso, ma è spesso rivelatore. Sull’S&P 500 presenta una media del -0.6% e una mediana del +0.8%, con una distribuzione che tende a penalizzare le fasi di eccesso più che a premiare i rally lineari. Il massimo storico è un +6.3% nel 2010, in un contesto di recupero ancora fragile dopo la crisi finanziaria.

Nel 2025 il contesto è coerente con questa natura. Tra il 23 agosto e il 22 settembre il mercato entra in una fase di selezione. Il tema AI resta dominante, ma iniziano a emergere crepe nella narrativa. Oracle mette a segno un balzo di circa il +36% sulle aspettative di ricavi legati all’intelligenza artificiale, salvo poi correggere bruscamente. È un periodo in cui le promesse vengono rapidamente sottoposte a stress test.

La Vergine fa quello che sa fare meglio. Smonta gli eccessi, riduce le illusioni, riporta l’attenzione sui numeri. Non è il segno che guida il mercato, ma quello che lo ripulisce. E spesso è proprio in queste fasi, poco spettacolari ma necessarie, che si pongono le basi per il movimento successivo.

Bilancia: l’equilibrio fragile di un mercato che pesa i rischi

La Bilancia è aria armonica. Cerca equilibrio, misura, compromesso. Come un portafoglio bilanciato che prova a restare neutrale mentre le forze in campo tirano in direzioni opposte. Nel 2025 restituisce un quadro complessivamente moderato: S&P 500 +0.1%, FTSE MIB -0.5%, Dow Jones +0.5%, Nasdaq 100 +0.5%, CAC 40 +4.8%, FTSE 100 +3.1%, DAX +2.7%. La media è +1.6%.

Storicamente la Bilancia è uno dei segni più instabili in termini di dispersione. Sull’S&P 500 mostra una media del +0.4% e una mediana anch’essa del +0.4%, ma con estremi molto pronunciati. Può accompagnare fasi di forte recupero, come il +12.8% del 2001, oppure crolli violenti, come il -25.7% del 2008. È il segno che riflette meglio l’incertezza dei passaggi di ciclo.

Nel 2025 questa ambivalenza è evidente. Tra il 23 settembre e il 22 ottobre Bitcoin tocca nuovi massimi per poi correggere, l’inflazione USA resta ostinata, e la Fed avvia i primi tagli nonostante il target non sia pienamente centrato. Il mercato prova a bilanciare crescita e rischio, ottimismo e prudenza.

La Bilancia non prende una direzione netta, e proprio per questo racconta molto del momento. È il segno di un mercato che pesa continuamente pro e contro, senza riuscire a sbilanciarsi davvero. Un equilibrio che regge, ma che resta intrinsecamente instabile.

Scorpione: la volatilità che riporta tensione

Lo Scorpione è acqua profonda. Intenso, trasformativo, spesso destabilizzante. Come il mercato quando, dopo una fase di apparente equilibrio, riporta in superficie tensioni che sembravano sopite. Nel 2025 segna una fase più nervosa: S&P 500 -1.4%, FTSE MIB +1.1%, Dow Jones -0.7%, Nasdaq 100 -2.6%, CAC 40 -2.7%, FTSE 100 +0.3%, DAX -4.4%. La media è -1.5%.

Storicamente lo Scorpione sull’S&P 500 ha una media del +1.3% e una mediana del +2.1%, spesso associata a fasi di transizione o di ristrutturazione dei trend. È il segno zodiacale che nello S&P 500, da inizio secolo, riporta il numero maggiore di volte come primo della classe, 4 volte. Nel 2025, tra il 23 ottobre e il 21 novembre, tornano picchi di volatilità legati ai timori sull’AI, allo shutdown e a una rinnovata tensione sul mercato obbligazionario. È il periodo del cosiddetto bond vigilantism, con i rendimenti che risalgono e rimettono pressione sulle valutazioni equity. Lo Scorpione non distrugge il trend, ma lo stressa. È il segno che testa la solidità del movimento prima dell’ultimo tratto dell’anno.

Sagittario: l’ottimismo che allarga il rally

Il Sagittario è fuoco espansivo. Ottimista, esploratore, proiettato in avanti. Nel 2025 accompagna una fase di crescita più ampia e meno concentrata: S&P 500 +3.5%, FTSE MIB +4.9%, Dow Jones +4.1%, Nasdaq 100 +4.6%, CAC 40 +2.1%, FTSE 100 +3.7%, DAX +5.2%. La media è +4.0%.

Storicamente il Sagittario sull’S&P 500 presenta una media del +1.5% e una mediana del +2.4%, la più alta tra i segni zodiacali, spesso positiva nelle fasi di normalizzazione di fine ciclo. Tra il 22 novembre e il 21 dicembre il mercato assorbe gli shock precedenti, guarda al 2026 e beneficia di un miglioramento del sentiment globale.

Il Sagittario non accelera bruscamente, ma amplia la partecipazione. È il segno che trasforma un rally concentrato in un movimento più diffuso.

Capricorno: costruire senza rumore

Il Capricorno è terra disciplinata. Ambizioso, strategico, orientato al lungo periodo. Nel 2025 chiude con una performance solida e ordinata: S&P 500 +2.1%, FTSE MIB +6.5%, Dow Jones +2.1%, Nasdaq 100 +1.7%, CAC 40 +4.4%, FTSE 100 +4.4%, DAX +5.8%. La media è +3.9%.

Storicamente il Capricorno sull’S&P 500 ha una media del +0.5% e una mediana del +1.0%. È un segno che raramente eccelle, ma che spesso costruisce le basi del ciclo successivo. Nel periodo a cavallo tra fine anno e inizio gennaio, l’economia statunitense mostra resilienza nonostante il rallentamento delle assunzioni, mentre il sentiment dei consumatori resta contrastato.

Il Capricorno scala montagne con pazienza. Consolida. E prepara il terreno.

Acquario: l’anticipazione del nuovo ciclo

L’Acquario è aria visionaria. Futurista, innovativo, orientato al cambiamento. Nel 2025 intercetta i temi che guardano oltre: S&P 500 +2.5%, FTSE MIB +5.7%, Dow Jones +2.6%, Nasdaq 100 +3.4%, CAC 40 +5.2%, FTSE 100 +2.4%, DAX +7.3%. La media è +4.2%.

Storicamente l’Acquario sull’S&P 500 ha una media del +0.2% e una mediana del +1.7%. Tra il 20 gennaio e il 18 febbraio emergono con forza i temi di innovazione, ma soprattutto il rischio DeepSeek, mentre le materie prime preziose accelerano, con l’oro che tocca nuovi massimi.

L’Acquario non guarda al presente. Sconta il futuro. È il segno che anticipa, più che confermare.

Pesci: il sogno che segnala il rischio

I Pesci sono acqua fluida. Sognanti, intuitivi, ma vulnerabili. Nel 2025 rappresentano uno dei punti di maggiore fragilità, soprattutto negli Stati Uniti: S&P 500 -7.8%, Dow Jones -6.0%, Nasdaq 100 -11.3%, mentre l’Europa mostra una resilienza relativa con FTSE MIB +2.2% e DAX +2.5%. La media è -3.0%.

Storicamente i Pesci sull’S&P 500 hanno una media del -0.8% e una mediana del +0.7%, con una distribuzione molto asimmetrica. Possono accompagnare rimbalzi potenti, come il +8.2% del 2000, ma anche crolli profondi, come il -31.9% del 2020.

Tra il 19 febbraio e il 20 marzo il mercato inizia a percepire il rischio prima ancora di razionalizzarlo. Inflazione persistente, debolezza delle crypto, pressione sul Nasdaq. I Pesci non spiegano il problema, ma lo anticipano.

FTSE MIB

Zoomando sul panorama italiano, il FTSE MIB si rivela un’arena zodiacale altrettanto affascinante, dove il Toro, con i suoi 14 titoli dominanti – da giganti come Mediobanca (+30%) e Stmicroelectronics (+28%) a Prysmian (+25%) – incarna la forza terrena che traina l’intero listino, confermando la sua egemonia con un mix di tech, industria e finanza. Ma le sorprese non mancano: l’Acquario, visionario e innovativo, svetta con exploit come Iveco Group (+53%), mentre i Pesci, fluidi e intuitivi, sorprendono con Leonardo (+32%) e Banca Monte dei Paschi di Siena (+22%); la Bilancia regna sulle utilities con Italgas, A2a e Terna; il Capricorno sulle health care come Diasorin e Recordati, e il Leone ruggisce nelle banche.  

In questo zodiaco borsistico, il 2025 emerge come un dramma shakespeariano: tariffe come pugnali, recuperi come redenzioni, con il Toro a regnare e l’Ariete a cadere. Ma le stelle, come i mercati, ruotano. Chissà quali costellazioni illumineranno il 2026?