Prezzi del gas alle stelle in Europa mentre gli investitori stanno a guardare

prezzi record del gas naturale in Europa offrono agli investitori nuove opportunità

Il gas naturale costituisce una materia prima essenziale nella nostra economia. È usato come fonte di calore per la cucina e il riscaldamento, nonché come carburante per alimentare le centrali energetiche che riforniscono edifici residenziali e commerciali e una gran quantità di dispositivi, dagli smartphone ai semafori stradali.  Fornisce energia ai processi industriali di fabbricazione dei prodotti ed è un ingrediente essenziale di plastiche, vernici, fertilizzanti e non solo.

La diffusione capillare di gas naturale negli impegni quotidiani desta preoccupazioni alla luce della recente impennata dei prezzi di questa materia prima. All’inizio di ottobre, i prezzi del gas in Europa hanno registrato un nuovo record di 1.200$ per 1.000 metri cubi, equivalente a più di 100 dollari per MWh. Nel mercato di scambio virtuale per il gas naturale, TTF, i prezzi hanno toccato 116$ per MWh, cinque volte tanto rispetto all’inizio dell’anno. Nel 2020, l’UE dipendeva dalla Russia per il 43,4% delle forniture di gas naturale, un dato che ha destato preoccupazioni tra i funzionari UE, mettendo in luce la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dal mercato russo. 

I rialzi nei prezzi hanno assestato un duro colpo anche alle case commerciali e ad altri investitori, che avrebbero accumulato oltre 30 miliardi di dollari in posizioni short sui mercati europei. 

I fattori che hanno causato l’impennata dei prezzi

 Tra le cause che hanno determinato il rialzo dei prezzi, figura una domanda sostenuta di gas naturale in seguito alla pandemia dovuta al coronavirus. L’aumento degli ordinativi sui mercati mondiali ha portato a una diminuzione delle forniture di gas verso l’Europa nord-occidentale. A ciò si sono aggiunte le basse temperature registrate in Europa alla fine dell’inverno, che hanno aumentato la domanda di gas in un periodo in cui solitamente i fornitori ricostituiscono le scorte.

A fronte dell’aumento nei prezzi del gas naturale, i servizi pubblici si stanno rivolgendo altrove per l’approvvigionamento energetico: si sceglie, ad esempio, il petrolio e ora perfino il carbone, che per anni è stato considerato con disprezzo il combustibile più inquinante. Ma se l’Europa dovesse decidere di passare al carbone, sarebbero i prezzi del carbone a impennarsi, e questo è un settore in cui la Russia non sarebbe in grado di coprire interamente la domanda europea.

La tempesta perfetta per il Regno Unito

Nel caso del Regno Unito, la penuria di combustibili ha indotto il Primo ministro Boris Johnson a richiedere l’intervento dell’esercito per attenuare la crisi. La crisi dei combustibili, tuttavia, rappresenta una tempesta pressoché perfetta, dovuta a una combinazione fortuita di fattori avversi. Nel tentativo di ridurre le emissioni climalteranti, il Regno Unito ha concesso di recente alle aziende di chiudere gli impianti di stoccaggio del gas, così come i generatori a carbone e le centrali nucleari obsolete. La scarsità di vento agli inizi di settembre ha ridotto l’approvvigionamento proveniente dal settore eolico. Come se non bastasse, le forniture elettriche da parte della Francia sono state ostacolate a causa di un incendio presso un impianto della rete nazionale. Un consulente in materia di energia elettrica ha così commentato la situazione: “Sono successe sei o sette cose sbagliate nello stesso momento.” 

Gli Stati Uniti, pur potendo contare su un’ampia offerta di gas naturale, saranno anch’essi soggetti ad aumenti di prezzo, per quanto non ai livelli cui si sta assistendo in Europa e Asia, che pagano in certi casi più del quintuplo rispetto agli USA.

Gli investitori cercano di trasformare la crisi in un’opportunità

I consumatori di tutto il mondo pagheranno letteralmente il prezzo di questi rialzi, in un modo o nell’altro. Che si tratti delle bollette dell’elettricità, degli impianti di riscaldamento o della pompa di benzina, i loro portafogli si vedranno notevolmente alleggeriti rispetto agli ultimi anni. Per quanto molti bilanci familiari siano destinati a soffrirne, l’impennata dei prezzi rappresenta anche un’opportunità.  

Ad esempio, l’aumento delle quotazioni del gas farà lievitare i profitti di Exxon Mobil nel terzo trimestre di circa 700 milioni di dollari, secondo le previsioni degli utili attesi dell’azienda. Ed Exxon è solo uno dei tanti operatori della catena di approvvigionamento del gas naturale. Molte aziende del settore rappresentano opportunità di investimento per chi intende cavalcare l’onda dell’impennata dei prezzi del gas. È dal 2008 che le quotazioni di questa materia prima non vedono valori così elevati. Recentemente, i prezzi hanno superato la soglia dei 6 dollari, che su base annua corrisponde a un rialzo di oltre il 100%, e da aprile 2021 di circa il 130%. 

La Norvegia, che fornisce circa il 20% del fabbisogno UE di gas, si è impegnata per un aumento delle esportazioni di gas in tutta Europa, che dovrebbe avvenire in ottobre. Il gas in Europa potrebbe arrivare anche da altre parti, per quanto i rigidi inverni europei sono destinati a mettere sotto pressione le scorte già scarse. Gli investitori continueranno senza dubbio a monitorare la situazione cercando di trasformare la crisi in un’opportunità, e lo faranno tenendo d’occhio le aziende in grado di trarre il massimo vantaggio dal rialzo dei prezzi.

 

Le previsioni non sono indicative dei risultati futuri.

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