Come proteggere il tuo portafoglio durante i periodi di aumento dell’inflazione

L’inflazione è una tematica che, negli ultimi tempi, è stata al centro delle notizie finanziarie. Mentre il mondo riapre dopo la pandemia di coronavirus, e i consumatori con ampie liquidità disponibili danno nuova linfa alla domanda da tempo repressa, l’inflazione sta iniziando a salire. Negli Stati Uniti, l’inflazione è aumentata del 4,2% ad aprile: si tratta dell’aumento più consistente registrato dal mese di settembre del 2008. Gli investitori sono preoccupati che l’inflazione in crescita possa costringere le banche centrali di tutto il mondo ad aumentare i tassi d’interesse.  

L’inflazione (che misura gli aumenti dei prezzi all’interno di un’economia) e i tassi d’interesse più elevati possono danneggiare un portafoglio d’investimenti. Per capire come, basta guardare cosa è successo alle azioni in grande crescita dalla metà di febbraio. Il forte calo in questo settore del mercato è quasi interamente dovuto ai timori riguardo all’inflazione. Ciò è dovuto al fatto che, quando i tassi d’interesse aumentano, il valore attuale dei guadagni futuri previsti risulta inferiore.

Di conseguenza, cosa possono fare gli investitori per proteggere i propri portafogli dall’inflazione? Quali sono gli asset che hanno maggiori probabilità di dare buoni rendimenti durante i periodi di crescita dell’inflazione? 

Petrolio: un fattore chiave dell’inflazione 

Il petrolio è un bene potenzialmente in grado di proteggere dall’inflazione. Il petrolio e l’inflazione sono legati a doppio filo, poiché questa materia prima rappresenta un fattore trainante dell’inflazione stessa. Il petrolio è la linfa vitale dell’economia globale. Alimenta veicoli e aerei, riscalda case ed edifici, genera elettricità e viene utilizzato per produrre plastica, composti chimici e materiali sintetici. Quando la congiuntura economica è positiva, come probabilmente avverrà quest’anno, la domanda di petrolio tende ad aumentare e ciò determina un aumento dei prezzi. Questo, a sua volta, determina una crescita dell’inflazione. 

Nel 2021 il prezzo del petrolio è aumentato, poiché sono stati introdotti i vaccini contro il coronavirus e l’attività economica ha iniziato a riprendersi. Nel mese di maggio, il prezzo del Petrolio greggio WTI è salito a 66 dollari al barile, in vista di un’impennata della domanda di questa materia prima nei successivi mesi dell’anno. 

I prezzi del petrolio potrebbero crescere ancora di più. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), il consumo di petrolio è destinato ad aumentare in modo significativo nella seconda metà dell’anno, di pari passo con la crescita progressiva dell’economia. Un rapporto pubblicato all’inizio del mese sottolinea che: “Con l’aumento dei tassi di vaccinazione e l’allentamento delle restrizioni alla mobilità, si prevede che la domanda globale di petrolio cresca da 93,1 milioni di barili al giorno nel primo trimestre del 2021 a 99,6 milioni di barili al giorno entro la fine dell’anno“. L’AIE ha aggiunto che, a causa dei vincoli di offerta dei paesi membri dell’OPEC, le scorte di petrolio “gonfiate” che si sono accumulate durante la pandemia sono ora tornate a livelli più normali.

Per introdurre il petrolio nel proprio portafoglio d’investimenti, è possibile adottare diversi approcci.

  1. Apri una posizione diretta sul prezzo del petrolio stesso attraverso un Contratto per differenza (CFD). Il CFD è uno strumento finanziario che permette di guadagnare dai movimenti di prezzo di un asset (in questo caso, di un barile di petrolio) senza possederlo effettivamente.
  2. Investi in società che producono petrolio. Tra gli esempi più significativi ricordiamo Exxon-Mobil, Royal Dutch Shell e Chevron. I titoli petroliferi tendono a crescere di pari passo con l’aumento delle quotazioni del petrolio, dal momento che i prezzi più elevati della materia prima si traducono in maggiori profitti. A questo approccio, tuttavia, è sempre associato un rischio legato ai singoli titoli. Un modo per ridurre tale rischio consiste nell’investire in un Fondo negoziato in borsa (ETF) incentrato su diversi titoli petroliferi, come ad esempio l’ETF SPDR S&P Oil & Gas Exploration & Production. Questo ETF segue i rendimenti di società statunitensi che operano nei settori dell’esplorazione e della produzione di petrolio e gas.
  3. Investi nel CopyPortfolio OilWorldWide di eToro. Si tratta di un portafoglio interamente allocato con esposizione ai titoli delle principali società globali che si occupano di estrazione, esplorazione e produzione di petrolio e di prodotti correlati a questa materia prima, nonché a ETF focalizzati su azioni petrolifere e future sul greggio. In modo simile a un ETF, questo portafoglio riduce al minimo il rischio legato a uno specifico titolo poiché il capitale è distribuito su un’ampia gamma di società. In più, offre anche una maggiore diversificazione attraverso l’esposizione combinata ad azioni e asset diretti. 

Oro: una protezione contro l’inflazione 

L’oro è un’altra materia prima che può proteggere dai rischi dell’inflazione. Quando i prezzi salgono e il valore del denaro cala progressivamente, per proteggersi gli investitori tendono a puntare su “asset solidi”, come ad esempio l’oro. All’oro viene attribuito un valore intrinseco a causa della sua offerta limitata. A differenza delle valute, come ad esempio il dollaro USA e l’euro, l’offerta dell’oro non può essere aumentata improvvisamente e in modo significativo dalle banche centrali. Di conseguenza, spesso è uno degli asset più redditizi quando gli investitori sono preoccupati per l’aumento dell’inflazione. 

Dopo aver attraversato un periodo di debolezza all’inizio del 2021, negli ultimi mesi il prezzo dell’oro ha iniziato a salire, superando il punto di resistenza fondamentale di 1.800 dollari l’oncia. Le preoccupazioni per l’inflazione sembrano essere un fattore chiave dell’aumento dei prezzi. 

Vale la pena di sottolineare che, secondo alcuni esperti, l’attuale congiuntura macroeconomica assomiglia molto a quella degli anni ’70; in quel decennio, l’oro fu caratterizzato da eccezionali aumenti di prezzo. All’epoca i prezzi del petrolio erano in crescita, le banche centrali stampavano denaro e le aspettative di inflazione erano elevate. 

Analogamente a quanto detto per il petrolio, gli investitori possono acquisire un’esposizione all’oro nel proprio portafoglio in diversi modi.

  1. Acquisisci un’esposizione diretta al prezzo dell’oro attraverso una posizione long su CFD. Se il prezzo dell’oro cresce, aumenta anche il valore della posizione CFD. 
  2. Investi su un ETF incentrato sull’oro, come ad esempio SPDR Gold e iShares Gold Trust.
  3. Investi in titoli legati all’estrazione dell’oro. Le società specializzate in estrazione aurifera solitamente offrono buoni rendimenti quando il prezzo del metallo prezioso è in aumento, dal momento che i loro profitti sono più elevati. Tuttavia, analogamente alle azioni petrolifere, a questo approccio è associato un rischio legato ai singoli titoli; tuttavia, tale rischio può essere mitigato investendo su un ETF focalizzato sull’oro come l’ETF VanEck Vectors Gold Miners
  4. Gli investitori possono anche prendere in considerazione il CopyPortfolio GoldWorldWide di eToro. Si tratta di un portafoglio interamente allocato, con esposizione a una gamma di società minerarie specializzate nell’estrazione dell’oro ed ETF sull’oro.

Titoli bancari 

Per tutelarsi dall’inflazione e dall’aumento dei tassi d’interesse, una terza categoria di asset da prendere in considerazione è quella dei titoli bancari. I tassi d’interesse più elevati sono generalmente positivi per le banche. Ciò è dovuto al fatto che, di solito, gran parte degli introiti delle banche deriva dal differenziale fra tassi passivi e tassi attivi. I tassi d’interesse più alti creano i presupposti per spread più elevati e, di conseguenza, profitti maggiori. 

Nel 2021 i titoli bancari hanno avuto rendimenti migliori rispetto a quelli del mercato generale (a tal proposito, avevamo evidenziato le opportunità legate ai titoli bancari alla fine dello scorso anno). Molti titoli bancari, come JP Morgan Chase, Wells Fargo e Lloyds Banking Group sono cresciuti di oltre il 25% dall’inizio dell’anno. Con la crescita sempre maggiore dell’economia globale, tuttavia, non sono da escludersi ulteriori aumenti in futuro. Gli investitori che vogliono esporsi ai titoli bancari possono prendere in considerazione il CopyPortfolio TheBigBanks di eToro. Questo portafoglio offre un’esposizione alle 25 principali società bancarie del mondo, il che significa che comporta meno rischi rispetto al possesso di azioni di una singola banca.

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